In d’hin andèi i fiui, i prá, il cièl? In un giorno grigio ma senza quella scighéa (inutilmente compressa nella parola nebbia per i bustocchi), Carla Mocchetti se n’è andata via e ci sembra di vivere ora il disorientamento espresso in questo suo verso.
Classe 1929, rara voce femminile nel panorama poetico locale, Carla era anche pittrice: talenti che aveva ereditato dal padre Luigi e con lui formato. Non erano mancati premi, in entrambe le arti. Nelle opere dialettali era stata premiata dalla Famiglia Bustocca e dalla Famiglia Sinaghina ed era diventato un riferimento e un’amica nel gruppo In Tra Da Nögn.
Sempre elegante e attenta alla sua città, era anche l’orgoglio del suo quartiere, Sant’Edoardo. Nel suo libro “Rassù” - con disegni e alcune liriche anche del padre- il poeta Luigi Giavini sottolinea così: «Il colloquio del Ricoeu con la Madonna dell’Aiuto è degno della grande vena poetica lombarda dal Porta al Tessa...».
Rassù, in bustocco, è l’arcobaleno, ricco dei colori cari a Carla. I suoi versi, il suo sorriso, la sua presenza garbata restano come pennellate di colore che ci teniamo stretti. Il Rosario è mercoledì 29 gennaio alle 20.30. Giovedì alle 10.45 il funerale nella chiesa di Sant’Edoardo. A me Gèsa, come scriveva Carla esplorandola con lo sguardo, con quella «lüsi che la pai che la vegn giù dal cièl...».
















