Da questa mattina, il piazzale tra via Rovereto e via Oslavia davanti alla residenza di San Fermo della Fondazione Piatti, è dedicato a Renato Piatti, socio fondatore di Anffas Varese. Alla cerimonia di intitolazione hanno partecipato autorità e istituzioni, insieme alla presidente di Fondazione Renato Piatti Onlus, Cesarina Del Vecchio, e gli ospiti della struttura.
«Meno di un anno fa, in occasione della festa per 40 anni di Anffas Varese, il sindaco Galimberti ci aveva comunicato, con nostra grande gioia, la sua idea di intitolare un largo in memoria di mio marito Renato - ha detto la presidente Cesarina Del Vecchio – Oggi con emozione siamo qui insieme per scoprire la targa stradale a lui dedicata. Un gesto forte che ci conferma che il nostro impegno e talvolta i sacrifici sono la strada giusta per migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità intellettive e relazionali e delle loro famiglie».
Renato Piatti, marito di Cesarina Del Vecchio e papà di Mauro, ragazzo nato con disabilità intellettive, si è impegnato con tenacia per migliorare la qualità di vita di suo figlio, capendo che la strada migliore fosse l’aggregazione e la collaborazione tra famiglie. Da subito, insieme agli altri genitori fondatori di Anffas Varese, ha ottenuto importanti risultati, come l’inserimento dei ragazzi nelle scuole nel’77 e i rapporti stretti con i sevizi sociali. «Queste sono state le battaglie di Renato, perché se oggi la disabilità è accettata, 40 anni fa non era così – ha sottolineato – Incontrare ragazzi disabili anche solo passeggiando per il centro era impossibile, non se ne vedevano. Cercare di aggregare, coinvolgere, è stata un’impresa importante in cui Renato ha creduto fin da subito e fino all'ultimo. E quando è venuto a mancare, abbiamo deciso di andare avanti ed è cominciata la nuova Anffas, poi la fondazione e la gestione delle strutture dei nostri ragazzi».
Sedici centri nelle provincie di Varese e Milano - tutti accreditati in Regione Lombardia – attraverso cui Anffas si prende cura di 495 persone di tutte le età, grazie all’impegno di 500 tra operatori e volontari orientati a promuovere un approccio inclusivo, che vuol dire “curare il territorio per curare le persone”, andando oltre la pura erogazione dei servizi.
«Uno dei tratti distinti più forti della nostra città è la sua predisposizione all’aiuto del prossimo, alla solidarietà, all’attenzione dei bisogno delle famiglie più fragili – ha detto il sindaco, Davide Galimberti – Per questo, rendere omaggio ad una persona che più di tutte è stata capace di compiere atti importantissimi in favore delle persone con disabilità intellettiva e relazionale e delle loro famiglie, è per me una grande emozione. L’intitolazione è un piccolo gesto che oggi l’amministrazione vuole fare per ricordare Renato Piatti, ma ogni giorno ci impegniamo per portare avanti i suoi insegnamenti».


















