Al Festival del Cinema di Venezia il cortometraggio diretto da Simone Pazienza. Regista Varesino, classe ’85, Pazienza vanta un’esperienza decennale nel settore degli audiovisivi, dalla regia alle animazioni 2D/3D e un curriculum che conta la realizzazione dei spot con la partecipazione di Valentino Rossi, Luca Ward, Stan Wawrinka per conto aziende come Dainese, Unicredit, FIAT, Chicco, Ceres.
Alla 76° Mostra del cinema di Venezia ha portato invece “I passi per la vita”, un cortometraggio di 20 minuti prodotto da Marco Gandini e realizzato nelle spiagge venete sull’esperienza di inserimento occupazione e integrazione sociale che ha coinvolto quest’anno per la prima volta 50 giovani disabili in veste di operatori turistici. «Uno dei più bei lavori che abbia mai diretto o meglio raccontato con delle immagini - dice - Un cortometraggio che mi ha portato a conoscere delle fantastiche persone, che con la loro semplicità mi hanno trasmesso un sacco di lezioni di vita».
“I passi per la vita” documenta un'esperienza di vissuta nell’esercizio del lavoro, un cammino verso un nuovo futuro. «Il lavoro è la base della società civile e un fondamento della dignità umana – spiega Pazienza - Persone con disabilità trovano una onda di resistenza maggiore di esclusione al lavoro: privarle di questo bene è una azione non nobile, così come invece è altamente nobile chi offre tale opportunità». La presentare della pellicola alla Mostra del cinema di Venezia è quindi un grandissimo risultato, perché dà visibilità e pubblico apprezzamento ad una iniziativa sperimentale potrebbe diventare un modello innovativo di inclusione sociale.
Il cortometraggio è diviso in brevi capitoli: l’introduzione, la partenza, inizio del cammino, il lavoro nobilita l’uomo, il coraggio di aiutare, sentirsi utili rende felici, chi trova un amico..., lavoro e piacere, e il capitolo finale, arrivederci. «Vediamo i ragazzi nei loro impieghi presso le varie strutture, nella attività ludica del mare e della spiaggia, li conosciamo con i loro pensieri, i loro sguardi e le loro parole quali messaggi universali: “bisogna aiutare chi è in difficoltà”, “amore è unito a passione”, “essere onesti”, o in quelle esortanti ed affettuose di una madre che dice di “farsi onore”». L’ultimo capitolo riprende l’atmosfera dell’inizio: «è il momento del lasciarsi, delle domande di come sarà’ quando si ritorna a casa, se saremo appunto diversi, se veramente avremo acquisito quella fiducia nell’altro e nella vita, il momento in cui ci si domanda quale sarà il nostro futuro, come uno sguardo lontano in un mare indistinto».
Alla presentazione del corto, nello spazio della Regione Veneto all’Hotel Excelsior, sono intervenuti il Ministro per la Famiglia e la Disabilità Alessandra Locatelli, l’Assessore regionale alla Sanità e al Sociale Manuela Lanzarin e di quello del Turismo Federico Caner.














