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Sport | 22 agosto 2019, 16:10

CALCIO/VIDEO. «Gioventù, identità, tenacia e progetto: così la Pro Patria sfida il Monza, una delle squadre più forti nella storia della C»

L'intervista a tutto campo di Marilena Lualdi a Sandro Turotti, ds della Pro Patria che domenica debutta contro la corazzata di Berlusconi e Galliani: «Continuità, ringiovanimento, patrimonializzazione. Investiamo sulle persone e sulla crescita prima che sulla vittoria. A me fa brillare gli occhi quel campo in più dove si allenano i nostri ragazzi»

Sandro Turotti, il ds della Pro Patria nello Speroni rimodernato. «C'è anche un campo in più in cui si alleneranno, oltre le squadre dei piccoli, anche la Berretti. Così si prepara al meglio il settore giovanile»

Sandro Turotti, il ds della Pro Patria nello Speroni rimodernato. «C'è anche un campo in più in cui si alleneranno, oltre le squadre dei piccoli, anche la Berretti. Così si prepara al meglio il settore giovanile»

Lo stadio Speroni sembra non stare nella pelle con i suoi nuovi seggiolini e le tribune scintillanti, ma Sandro Turotti ci conduce dietro le quinte. O meglio, nel cuore dell’azione a poche ore dall’inizio del campionato (domenica alle 17.30 arriva il Monza di Berlusconi e Galliani): al nuovo campo d’allenamento, uno spazio in più conquistato che parla di lotta, sacrificio e futuro.

Si chiama stile Pro Patria e il direttore sportivo biancoblù lo conferma con questo gesto. Vuol dire: i sogni sono deliziosi e legittimi, ma qui si mira a costruire. Tre parole che non fanno scena, bensì sostanza, indicano la via con Turotti di fronte a questo campionato di serie C che riprende subito con una prova in cui dare tutto: contro il Monza. Sono continuità, ringiovanire e patrimonializzare.

Da neopromossa a squadra che ha persino assaporato i playoff: con un anno simile alle spalle, che Pro Patria avete costruito per questo secondo round?Siamo partiti con la conferma dell’allenatore e cercando di dare continuità a questo gruppo, nonché di potenziarlo. Avevamo anche diversi giocatori in scadenza di contratto e prestito: non era semplice.

Non era scontato nemmeno riuscire a tenere Javorcic, che ha resistito alle sirene dopo un anno così speciale.
Sicuramente, ha fatto un gran campionato. E io dico sempre che il secondo è più difficile del primo. Da un punto di vista umano, sa. L’anno scorso eravamo in una categoria nuova, c’era attenzione. Ormai si rischia di averne meno, con il pericolo che ciò comporta. Riconfermarsi sarebbe un grandissimo obiettivo. Poi se riusciamo anche a migliorare, sarebbe il massimo. Tornando alla squadra, dopo il mister abbiamo cercato di confermare gran parte dei ragazzi.

Non tutti…
Alcuni hanno detto basta, per altri abbiamo preso la decisione noi. Comprensibile,  perché fa parte di questo lavoro.

In qualche caso c’è rammarico?
Parlo a titolo personale: Disabato e Santana. Sono state scelte dolorose, perché si stava assieme da tanti anni. Gazo… è stata una scelta sua. Anche Gucci e Zaro hanno avuto risultati importanti insieme a noi, però capisco le loro scelte.

Parliamo degli ingressi, allora?
Abbiamo cercato di ringiovanire la squadra e di patrimonializzare, viste anche le nuove regole, la società. Puntiamo molto sui ragazzi giovani che riteniamo possano avere una prospettiva. Ecco, si è lavorato su queste tre linee guida: continuità, ringiovanimento, patrimonializzazione.

Parole che non fanno scena. 
No, ma sa cosa? Dicevamo del mister che è rimasto, non perché si è promesso di vincere il campionato, bensì perché pensa che ci siano margini di miglioramento su questa squadra. La sfida è questa: vedere fin dove possiamo arrivare con questo modo di pensare. Abbiamo puntato su questo, tenere l’allenatore, e ha visto quante società nel calcio mercato hanno fatto un simile investimento. Partendo dall’Inter, che punta su Conte capace di dare identità. 

Dai primi test sulla squadra, che cosa emerge?
Abbiamo tolto forse anche più di 40 anni dalla squadra. Dato più responsabilità ad alcuni. Via Santana e anche Zaro, che era qui da anni e quindi aveva un suo perché…. Poi Disabato che giocava poco ma era importante negli spogliatoi… Adesso ognuno in base alla sua esperienza ed età deve crescere. Lombardoni arrivava come il capitano della Primavera del triplete. Come un giocatore interessante… ora deve essere importante. Vale anche per Boffelli, Bertoni, tutti devono dare qualcosa di più.

Vuole citare uno dei nuovi, sul quale ha aspettative particolari?
No, conta il gruppo. L’abbiamo dimostrato anche l’anno scorso, con l’intercambiabilità. E guardiamo anche a quelli con più età ed esperienza, che devono continuare a dare. Colombo, Le Noci, Fietta, Tornaghi. Gli altri devono prendere esempio dalla professionalità e dalla voglia di migliorarsi sempre.

Per un campionato che si preannuncia, appunto, più tosto?
Ci sono meno squadre accreditate alla vittoria finale rispetto all’anno scorso. In tante siamo allo stesso livello. Questo fa sì che un palo, un infortunio possano fare la differenza. Gli equilibri sono molto sottili. Poi è un campionato differente dall'ultimo per le regole, l’anno scorso era diverso, fra retrocessioni in meno, squadre penalizzate, altre fallite durante il campionato.

Drasticamente, però, l’esordio è con il Monza. Nessun tremore?
Il Monza è nettamente sopra tutti, come rosa. Tremore, no. Si inizia sempre sullo zero a zero. Poi il Monza è più forte di noi, ma in una partita può succedere molto: speriamo sia una di queste. Poi come sempre tu devi fare tutto bene, e loro qualcosa meno bene. Ogni tanto, però, Davide batte Golia.

Lo stadio si presenta con un nuovo look. Ma lei guarda con gli occhi che brillano il campo di allenamento.
Sì, qualcosa finalmente è accaduto. Con un campo in più in cui si alleneranno oltre le squadre dei piccoli anche la Berretti. Si prepara al meglio il settore giovanile. E ricordiamo che negli ultimi quattro anni abbiamo inserito un giocatore all’anno di questo settore. Un passo obbligatorio per una società come la Pro Patria, poi c’è sempre tanto da migliorare. Con la speranza che qualcuno dia una mano alla presidente Patrizia Testa. 

Marilena Lualdi


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