È stato da poco pubblicato il Libro Blu 2022 curato dall’ADM, al cui interno, tra le altre cose, si possono trovare statistiche utili per capire lo stato di salute del gambling italiano. Un settore in crescita, che garantisce alle casse statali un gettito erariali di 14 miliardi di euro. Un settore costantemente rivolto al futuro, come dimostrano i numeri dell’indagine.
Per capire quali sono i segreti di questa crescita dobbiamo tornare indietro nel tempo e arrivare al 2020, l’anno in cui il Covid 19 entrò nelle nostre vite. Un anno difficile, per l’economia mondiale e quindi anche per quella italiana, da cui aziende e imprese hanno faticato a riprendersi. Discorso diverso, invece, per il gambling, che ha saputo essere resiliente e sfruttare a proprio vantaggio una situazione emergenziale senza precedenti. In quell’anno, infatti, si è registrato il sorpasso del gioco online contro il gioco tradizionale, un momento di passaggio a suo modo storico e derivato ovviamente dall’impossibilità di recarsi fisicamente nei centri di gioco. 49.206 milioni il gioco a distanza, 39.048 quello terrestre, per una distanza che è diventata ancora più forte nel 2021, quando l’online è cresciuto di 36 punti percentuali e ha superato la quota dei 67.000 milioni di euro. Ma se il pubblico aumenta e gli introiti raddoppiano non può essere solo a causa della pandemia, è merito soprattutto al processo di innovazione e crescita delle slot online, realizzate con sempre maggiore cura dei dettagli, con supporti tecnologici all’avanguardia e con soluzioni videoludiche di grande qualità.
Corrispettivo terrestre delle slot online sono le AWP e le VLT, protagoniste della ripresa della filiera tradizionale. Tra 2021 e 2022 il gioco onsite è cresciuto di 42 punti percentuali, seguendo il trend di ritorno alla normalità che ha investito, fortunatamente, tutta l’economia italiana. I dati del Libro Blu 2022 parlano di una distanza minima tra i due comparti, con 73.077 milioni di euro per l’online e 62.994 milioni per il tradizionale. AWP e VLT sono il simbolo di quest’ultimo settore, vista la loro grande diffusione in tutto lo stivale italiano: certificate e controllate da ADM troviamo oltre 300 mila macchinette, posizionate in più di 55 mila centri. La palma della regione più attiva va alla Lombardia, che ha 688 sale VLT e più di 8 mila esercizi con AWP, fanalino di coda il Trentino-Alto Adige, con appena 223 centri.
Quello che risulta evidente, insomma, è la diffusione capillare in tutta Italia di centri di gioco pubblico, presidio di legalità e strumento di controllo contro il ritorno del gioco illegale. Ma soprattutto voce importantissima dell’economia nazionale, visto il peso che ricopre tra gettito erariale e offerta occupazionale.














