Evitare gli assembramenti è la regola numero uno. E’ alla base di tutti i provvedimenti restrittivi adottato da Governo e Regione negli ultimi dieci giorni, per rallentare i contagi da Coronavirus. E tutti si sono adattati. Molte attività hanno dovuto necessariamente chiudere, altre si stanno attenendo alle nuove regole. Bar e ristoranti devono rispettare le distanze tra i tavoli e non possono più servire al bancone.
«Attenerci a queste prescrizioni ha comportato già un grosso sacrificio e la riduzione del lavoro – spiega Raffaele Skizzo Bruscella titolare del Balthazar, uno dei bar più frequentati del centro di Varese – Regole che però sono vanificate se le persone si assembrano ugualmente fuori dai locali». E ieri sera, nonostante i controlli e nonostante il rispetto delle prescrizioni da parte dei bar, troppe persone erano comunque in piedi fuori dai locali, nella via, a chiacchierare a distanza più che ravvicinata.
Ragion per cui il Balthazar ha deciso di cambiare politica e per prima cosa ha disdetto le prenotazioni. «Per questa sera avevo in programma delle feste di compleanno, tavolate da decine di persone che per ovvie ragioni ho dovuto annullare».
Skizzo ha invitato i suoi clienti abituali a passare per un drink veloce e quattro chiacchiere, ma poi tutti a casa. «Ragazzi, quando si scherza sono il primo, quando sono preoccupato sono ancora il primo. Non si può più pensare di fare serata come se niente fosse. Per quanto si cerchi di non farci stravolgere la vita da questo Coronavirus dobbiamo comunque accettare di dover cambiare le nostre abitudini». Che per la movida varesina significa non poter più stare in centro dall’aperitivo fino a tarda notte durante i fine settimana, affollando le vie dove sono concentrati tutti i locali.
«L’invito che faccio, per non arrivare all’estrema ratio di chiudere tutto per costringere le persone a stare a casa, è quello di uscire giusto il tempo di fare due passi e bersi un drink scegliendo se all’ora dell’aperitivo o in serata».














