E' stato un lungo dibattito quello che si è acceso ieri sera durante la commissione Cultura del Comune di Varese. Oltre all'annuncio del prolungamento di una settimana della mostra “Renato Guttuso a Varese” (leggi qui), il sindaco ha introdotto il nuovo impianto tariffario dei musei civici che sarà poi discusso e votato la prossima settimana dal consiglio comunale.
Il documento, che oltre al costo dei biglietti d’ingresso a collezioni e mostre temporanee introduce anche i costi di affitto di tre nuove sale, nasce da due presupposti importanti. Il primo riguarda «la sperimentazione messa in atto con la mostra di Guttuso - ha spiegato Galimberti - che ha dimostrato la funzionalità di una bigliettazione a tariffazione simbolica e che ora riproporremo per tutti gli ingressi, sia ai musei civici che ad eventuali altre mostre: 5 euro per il biglietto pieno, 3 euro il ridotto e la gratuità per determinate categorie e soggetti. Abbiamo infine indicato di demandare alla giunta la determinazione di eventuali tariffe diverse per eventi futuri».
Il secondo presupposto riguarda invece la decisione di mettere a reddito tre nuovi spazi comunali e la loro relativa tariffa di affitto a terzi. «Abbiamo deciso di inserire questa tabella, con nuovo impianto, che va a valorizzare alcuni spazi che sono stati fortemente riscoperti dalla città - ha detto Galimberti - Riceviamo con frequenza richieste di utilizzo di spazi per convegni, assemblee, incontri e sempre più anche per mostre di artisti locali e non. Quindi l'idea è di stabilire che anche i diversi spazi contenuti all’interno del Castello di Masnago, Villa Mirabello e la sala Nicolini siano concessi in uso per incontri coerenti con la destinazione di quegli spazi, sia anche come luoghi di incontri di svariato genere».
Dubbi bipartisan sono stati espressi sui criteri con cui l’amministrazione stabilirà quali realtà e quali eventi debbano pagare l’affitto e quali no. «In realtà non cambia nulla rispetto all’impostazione che c’è oggi, c’è un regolamento dei patrocini e dei partnernariati che disciplina già questi aspetti – ha assicurato il sindaco – E’ solo un’opportunità in più finalizzata a recuperare alcuni costi che abbiamo per mantenere degli spazi così prestigiosi. Tutte le iniziative legate all’arte e alla cultura non cambieranno, cambia la possibilità di aprirsi a un pubblico e ad un mercato diverso che non ha nulla a che vedere direttamente con l’attività culturale, mettendo a disposizione tre ulteriori spazi».
Chi chiede in affitto il Salone Estense, a meno che non goda del patrocinio del comune, già paga una tariffa prestabilita. «Per queste sale che abbiamo aggiunto, invece, non era previsto alcun tariffario e quando ci venivano richieste non potevamo concederle. Disciplinando l’affitto, d’ora in poi potremmo renderle utilizzabili». Un’opportunità economica in più che permetterà anche di modernizzare gli spazi e dotarli di attrezzature funzionali per lo svolgimento delle attività.
La spiegazione non ha convinto tutti i consiglieri. Compatti quelli di maggioranza hanno votato a favore del provvedimento, Lega e Forza Italia contro, mentre si è astenuto il consigliere Vigoni della Lista Orrigoni. La palla ora passa al consiglio comunale.














