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Cronaca | 14 novembre 2019, 08:06

Mensa dei Poveri, arrestati dalla Guardia di Finanza Lara Comi, Paolo Orrigoni e Giuseppe Zingale

L'imprenditore e consigliere comunale varesino e l'ex deputata si trovano ai domiciliari.

Mensa dei Poveri, arrestati dalla Guardia di Finanza Lara Comi, Paolo Orrigoni e Giuseppe Zingale

Mensa dei poveri, arrestati l'ex parlamentare di Forza Italia Lara Comi, il consigliere comunale di Varese e imprenditore Paolo Orrigoni, proprietario della catena Tigros, e Giuseppe Zingale, ex direttore dell'Agenzia per il lavoro Afol. Comi e Orrigoni si trovano ai domiciliari. A riportare i loro nomi è stata l'agenzia Ansa in seguito a una comunicazione da parte della Guardia di Finanza. 

Finanzieri del Nucleo Polizia Economico-Finanziaria di Milano e della Compagnia di Busto Arsizio stanno eseguendo, nella provincia di Varese, un’ordinanza con la quale il gip del Tribunale di Milano ha applicato ad ulteriori tre persone - Comi, Orrigoni e Zingale, appunto - le misure cautelari personali della custodia in carcere, per una di esse (Zingale), e degli arresti domiciliari, per le restanti due (Comi e Orrigoni).  

Le indagini, dirette dalla Procura della Repubblica di Milano - Direzione Distrettuale Antimafia e condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Milano e dalla Compagnia di Busto Arsizio, dopo l’esecuzione di 43 provvedimenti di limitazione della libertà personale eseguiti il 7 maggio scorso, hanno fatto emergere ulteriori delitti di corruzione, truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche e illecito finanziamento ai partiti e ai politici, realizzato da amministratori locali, imprese e professionisti a vario titolo coinvolti nell’indebito drenaggio di risorse pubbliche di società e enti a partecipazione pubblica.

Strumentali al raggiungimento di detti scopi illeciti si sono rivelati il ricorso a false fatturazioni tra imprese, l’attribuzione - da parte di società pubbliche - di incarichi di consulenza fittizi o inutili o solo formali, a fattor comune utilizzati per occultare il pagamento del prezzo della corruzione per ottenere favori nelle procedure amministrative.

La parte odierna dell’indagine, relativa a vicende accertate, in collaborazione tra i due Reparti delle Fiamme Gialle, in epoca successiva agli arresti del 7 maggio scorso, riguarda fatti corruttivi tesi a far ottenere:

  • a un imprenditore varesino il cambio di destinazione urbanistica di un’importante area, da industriale a commerciale, nell’ambito della variante generale al Piano di Governo del Territorio di un Comune del varesotto in fase di approntamento, per potervi edificare un’attività commerciale;
  • a professionisti e imprese compiacenti fittizi incarichi di consulenza, conferiti da società a partecipazione pubblica, in cambio della successiva retrocessione agli indagati di parte del corrispettivo incassato a fronte dell’incarico stesso;
  • truffa ai danni del bilancio dell’Unione Europea in relazione a fittizi contratti stipulati per mansioni di collaborazione con spese a carico del Parlamento Europeo, al fine di creare surrettizie provviste di denaro a favore degli indagati mediante la retrocessione di una quota parte del corrispettivo liquidato; 
  • illeciti finanziamenti erogati da un imprenditore bresciano a un candidato alle elezioni europee del 26 maggio 2019;
  • emissione di fatture false, allo scopo di occultare i predetti reati.

I provvedimenti in questione sono stati eseguiti nei confronti di:

  • un imprenditore varesino della grande distribuzione, consigliere comunale di un comune della provincia di Varese - arresti domiciliari;
  • una libera professionista saronnese - arresti domiciliari;
  • un dirigente di un’azienda consortile milanese a partecipazione pubblica, accreditata presso Regione Lombardia per i servizi per il lavoro e per la formazione - in carcere. 

L’operazione di servizio condotta dalle Fiamme Gialle sotto l’egida dell’Autorità Giudiziaria milanese, conferma il costante impegno delle Istituzioni nel contrasto alla corruzione e alle truffe in danno del bilancio dell’Unione Europea, insidiosi fenomeni che, alterando le regole della sana competizione tra imprese, danneggiano gli onesti e fanno aumentare i costi dei servizi pubblici. Contrastare tali delitti significa, pertanto, non solo affermare la meritocrazia, ma anche rilanciare l’economia ovvero garantire a tutti i cittadini migliori condizioni di vita.

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