Vi proponiamo il magnifico articolo-intervista comparso sul sito della Federazione italiana nuoto paralimpico (finp.it) sull'oro della malnatese Arianna Talamona, che segue l'argento 200 stile s5, ai Mondiali di nuoto paralimpico di Londra. L’Italia ha chiuso il quarto giorno di gare in vetta alla classifica del medagliere con 12 ori, 9 argenti e 8 bronzi.
Non ha mai mollato, mai neanche di un centimetro, ogni cosa che le è capitata è stata una sorta di lezione e sicuramente un modo per imparare qualcosa. Una crescita continua e costante.
Una medaglia, la seconda per lei, stavolta però che brilla d'oro, così come i suoi occhi al momento dell'uscita sul monitor del suo crono: 45"62, tempo che la decreta non solo Regina dei 50 farfalla S5, ma che conferma anche il suo primato italiano. Dietro le spalle della Talamona si piazza il Brasile con Da Silva Neves (47"21) e la Turchia con Ozturk (47"35).
A chi dedichi questa medaglia?
«Alla mia società, la Polha Varese e al mio fidanzato Roberto».
Sulla pelle si è fatta tatuare un pesce combattente, ma non uno normale: un pesce combattente donna, con le ciglia lunghe e un filo di trucco sugli occhi. «E quel pesce combattente - dice Arianna Talamona - sono io: io l’ho disegnato, io ce l’ho sulla pelle, io ce l’ho dentro. Mi piace fare quello che faccio, mi piace essere quella che sono: ho capito che posso essere un esempio per qualcuno e mi sono resa conto di essere ascoltata da tante persone, quindi parlo e racconto».
Già: Arianna e il suo sottile filo, profili social e un blog "Lo stile di Arianna" nel quale racconta le sue esperienze e le sue giornate. «Inizialmente il mio era un blog che si occupava di moda per ragazze disabili: parlavo di vestiti, di outfit e di suggerimenti per sentirsi sempre a proprio agio in mezzo alla gente. Con il passare del tempo mi sono però accorta che i miei lettori volevano altro: mi chiedevano consigli sulla vita di tutti i giorni, volevano conoscere aspetti pratici della vita quotidiana. Quindi il mio blog è diventato un contenitore, un concentrato di consigli e umanità, una piazza, un luogo d’incontro: questo mi piace, mi piace talmente tanto che un giorno diventerà la mia professione».
Perché la “pesciolina combattente” Arianna, ha pure le idee molto chiare sul domani: «Mi laureerò in psicologia, e mi indirizzerò verso la psicologia sportiva: in tanti parlano di mental coaching, di psicologia motivazionale, di divulgazione. Ma in pochi conoscono davvero queste materie, in pochi lo sanno fare veramente. Io penso di poterlo fare bene, perché sono cose che vivo e perché sono cose da cui sono passata».
(F.C.)

















