(da LuinoNotizie.it) Da oltre quattro mesi “abbandonata” in una camera mortuaria a Fiume, in Croazia, senza nessuno che ne prendesse in carico le esequie e la sepoltura: è la situazione di una donna italiana sulla settantina deceduta alla fine del 2025 per la quale il Consolato Generale d’Italia ha contattato il Comune di Laveno Mombello – che risulta essere ultimo luogo di residenza della defunta – per chiedere all’ente di farsi carico del rientro della salma in Italia e del suo funerale.
Le ricerche condotte dal Consolato, infatti, non hanno evidenziato la presenza di parenti o affini della defunta in territorio croato, mentre gli accertamenti anagrafici condotti dal Comune hanno confermato che l’ultimo domicilio conosciuto della defunta era proprio il paese lacustre, attestando l’assenza di familiari, amici o conoscenti che ne reclamassero la salma anche in Italia e rendendo di fatto impossibile individuare dei privati a cui attribuire la responsabilità delle esequie.
Il quadro normativo di riferimento, riportato nella determinazione del Settore Affari Generali del Comune, prevede che nei cimiteri debbano essere ricevuti, qualora non venga richiesta altra destinazione, sia i cadaveri delle persone decedute nel territorio comunale – indipendentemente dalla residenza in vita – sia quelli delle persone morte fuori dal paese, ma che in esso avevano la propria residenza, proprio come nel caso in questione.
Per far fronte alle spese necessarie di quello che viene definito “funerale di povertà”, l’amministrazione lavenese ha dunque intrapreso l’iter necessario, prendendo in considerazione una serie di oneri: i diritti per l’utilizzo della cella mortuaria della città di Fiume, le spese di trasporto della salma della donna dalla Croazia all’Italia, i costi burocratici connessi alle pratiche da espletare sul territorio croato e quelli relativi all’intervento delle imprese funebri sul territorio nazionale.
Una volta individuata l’impresa a cui affidare il servizio – le Onoranze Funebri Lago Maggiore, che hanno presentato un’offerta di 7500 euro comprensiva di tutte le spese da coprire – il Comune ha avviato le procedure necessarie per dare alla defunta una degna sepoltura nel paese in cui aveva vissuto prima di trasferirsi all’estero.










