«A noi interessa vincere, ma solo attraverso un percorso virtuoso e sostenibile. La crescita già si vede: a tre partite dalla fine del campionato siamo qui a lottare per i playoff».
L’amministratore delegato di Pallacanestro Varese Luis Scola ribadisce e consolida davanti agli sponsor societari il credo di sviluppo del club adottato fin dalla sua prima ora: allargare la “base della piramide”, aumentare ricavi e fidelizzazione e da lì far passare l’upgrade delle ambizioni sportive.
L’occasione per un confronto è stata questa mattina l'evento Sport & Business Matching che ha messo a un tavolo - in versione b2b - i sostenitori biancorossi: un modo per conoscersi e intessere rapporti commerciali.
Il matching è stato preceduto da un panel nel quale l’intervento più interessante è stato proprio quello del dominus argentino: «Sono molto fiducioso sul progetto nello stato in cui siamo - ha detto Scola parlando di Pallacanestro Varese - Andiamo avanti e siamo sulla linea di tempo prevista: siamo esattamente dove pensavamo di poter essere a questo punto. Credo che ci siano alcune particolarità che rendono il nostro approccio diverso: puntiamo su sviluppo e sostenibilità, fattori di lungo periodo che si costruiscono con il tempo. Nella pallacanestro è più difficile trovarli, perché si è spesso focalizzati solo su vittorie e sconfitte. Progetti come questo, invece, richiedono tempo. È questa la differenza rispetto ad altri percorsi, ma anche rispetto al passato della Pallacanestro Varese. Dobbiamo far capire all’esterno che nel breve periodo non si ottengono risultati significativi, e questo può portare a una distorsione della realtà».
Il settore giovanile rimane il sempiterno punto di partenza: «Anche qui parliamo di un progetto a lungo termine, almeno dieci anni, quelli richiesti dall’investimento su ogni singolo ragazzo. È l’aspetto più orientato al lungo periodo che abbiamo: non si può avere successo senza sviluppare giocatori. In Europa, esempi chiari sono il Baskonia, dove ho lavorato, oppure Aquila Basket Trento in Italia: questa è la chiave del loro successo. Esserci ripresi e aver rilanciato il settore giovanile è una delle cose più importanti fatte qui, insieme all’accordo con la Robur, alla School Cup e alla foresteria. Parliamo di circa 450 ragazzi: il vero asset della società. Questo crea anche senso di appartenenza. Possiamo ancora crescere…».
Altra area di crescita, l’esperienza della partita, la game experience, prima, durante e dopo il match: «Stiamo cercando di concentrarci molto su questo aspetto, per capire non solo come aumentare il numero di spettatori – soprattutto i più giovani – ma anche come invitarli ad arrivare prima e a fermarsi dopo. L’obiettivo è allargare la base della piramide e incrementare i ricavi: un processo che si riflette in più vittorie e in una fan base più ampia, generando così un circolo virtuoso».
«Continuare a fare passi avanti per arrivare al massimo possibile è il nostro obiettivo dal punto di vista sportivo - ha continuato Scola - La domenica resta centrale, perché a noi interessa vincere: tutto ciò di cui abbiamo parlato prima ha senso proprio in funzione di questo, cioè competere ai vertici. Vincere il campionato è il traguardo massimo. Trovare risorse solo per acquistare giocatori non è il nostro modello: dobbiamo piuttosto allargare la base, per generare risorse organiche da reinvestire e aumentare così la competitività. In NBA esiste il salary cap, un limite salariale: se anche in Italia e in Europa si arriverà a un sistema simile, realtà come Varese e Trento avranno maggiori possibilità di competere per vincere».
«La crescita in campo, comunque - conclude “El General” - si vede già: oggi, a tre partite dalla fine, siamo in corsa per i playoff».
Dopo di lui ha preso la parola Marco Zamberletti, direttore commerciale di Pallacanestro Varese, il quale ha illustrato alcuni dati importanti nella galassia dei numeri biancorossi. In primis quelli relativi agli sponsor: oggi sono 130, provenienti da 106 settori merceologici diversi e il 66% di loro fattura più di 1 milione di euro. Ecco quindi quelli relativi alla fan base: Varese è la sesta società in Italia per spettatori di media a partita, 4425 spettatori, con 613.500 di incassi (terza in Italia) e l’87% di percentuale di riempimento; inoltre gli abbonati quest’anno sono cresciuti dell’8%. Interessante il dato stimato sui tifosi biancorossi in Italia: sarebbero - secondo fonte Ipsos - Stage Up - oltre 400 mila.
Infine i social: 44.050 i follower su Facebook, 37.500 su Instagram, 13.000 su Twitter, 7.500 su Threads, 3.800 su YouTube, 3250 su Linkedin e 2900 su TikTok, più oltre 200 mila visualizzazioni sul sito societario.
Il Panel è stato completato dagli interventi di Emiliano Briante, Partner TEHA – The European House Ambrosetti e Responsabile dell’Osservatorio Valore Sport e di Alessandro Fusco, Oltre Consulting, Strategic Advisor di Pallacanestro Varese.










