Un itinerario culturale digitale tra Varesotto e Canton Ticino che unisce bioarcheologia, tecnologie immersive e comunità locali. Si chiama PatrimonioVivo l’iniziativa di cooperazione transfrontaliera finanziata da Programma di Cooperazione Interreg VI-A Italia–Svizzera 2021–2027, programma sostenuto dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dalla Confederazione Svizzera e gestito da Regione Lombardia, che muove circa un milione di euro e punta a valorizzare 14 siti storici – 10 in Italia e 4 in Svizzera – legati ad antiche aree di culto, monasteri, eremi e paesaggi storici, alcuni ancora poco conosciuti.
PatrimonioVivo sarà presentato martedì 10 marzo a Varese, con il kick-off meeting aperto al pubblico, in programma dalle ore 14 alle ore 18 nell’Aula Magna Granero Porati dell’Università dell’Insubria, in via Dunant 3.
«PatrimonioVivo nasce per rendere accessibile al pubblico un patrimonio storico e antropologico spesso poco visibile ma di grande valore – spiega Marta Licata, responsabile scientifica del progetto per l’Università dell’Insubria –. L’obiettivo è unire ricerca bioarcheologica, tecnologie digitali e partecipazione delle comunità locali per costruire un racconto condiviso del territorio insubre e delle popolazioni che lo hanno abitato».
Il progetto. Della durata di 30 mesi, è guidato da un partenariato con capofila italiano il Dipartimento di Biotecnologie e scienze della vita dell’Università dell’Insubria e con capofila svizzero il Dipartimento tecnologie innovative della SUPSI, la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana. Tra i partner figurano anche Provincia di Varese, Stelex Software Sagl e Handy System Sagl, con il supporto di una rete di enti e associazioni locali coinvolti nella tutela e nella gestione dei siti.
La piattaforma digitale. Cuore dell’iniziativa è lo sviluppo di una piattaforma e un’app gratuita che arricchiranno l’esperienza di visita con contenuti multimediali e tecnologie XR fruibili via smartphone e pannelli informativi in loco, integrando elementi di gamification, ovvero dinamiche di gioco come sfide, punteggi, medaglie virtuali, per stimolare partecipazione e apprendimento, soprattutto tra i più giovani. I contenuti racconteranno la vita delle antiche popolazioni insubriche attraverso grandi temi storici e sociali (condizione di donne e infanzia, lavoro, dieta, spiritualità, conflitti, epidemie), con un approccio divulgativo fondato su dati scientifici e storytelling.
Ricerca e attività sul campo. Accanto alla dimensione digitale, PatrimonioVivo prevede attività sul campo: campagne di scavo, studio dei resti umani, azioni di valorizzazione e momenti pubblici con giornate aperte, visite guidate, laboratori e attività didattiche. L’obiettivo è trasformare i siti in «luoghi vivi» dove ricerca e fruizione procedono insieme.
I siti coinvolti. Il percorso includerà la Chiesa dei Santi Primo e Feliciano a Leggiuno, la Chiesa di San Martino a Viggiù, l’Eremo di San Giuseppe a Cassano Valcuvia, la cripta della Chiesa dei Santi Eusebio e Antonio ad Azzio, la Chiesa di Sant’Agostino con il suo Bioarchivio Insubre di Caravate, la Chiesa di San Biagio a Cittiglio, il Parco archeologico di Castelseprio, l’Eremo di Santa Caterina del Sasso, il chiostro del Monastero di Voltorre, il Monastero di Cairate, insieme ai siti del Canton Ticino, ovvero il Castello di Serravalle, i Castelli di Bellinzona, il Villaggio di Prada e la Chiesa di San Mamete a Mezzovico-Vira.
Un modello aperto nel tempo. Il sistema sviluppato dal progetto è pensato per essere aggiornabile e ampliabile anche oltre la conclusione delle attività, così da accogliere nuovi siti e scoperte nel tempo e generare ricadute indirette sul turismo culturale dell’area insubre.
Il programma del 10 marzo. Il pomeriggio prenderà avvio alle ore 14 con i saluti istituzionali del prorettore vicario dell’Università dell’Insubria Umberto Piarulli, della direttrice del Dipartimento di Biotecnologie e scienze della vita Flavia Marinelli, della referente dell’Autorità di gestione del Programma Italia- Svizzera 2021-2027 Sonia Amelotti e del referente del Segretariato congiunto Sandro Canuti.
A seguire, dalle ore 14.30, si terrà il kick-off meeting del progetto con gli interventi dei partner coinvolti: Marta Licata, responsabile scientifica per l’Università dell’Insubria, capofila italiano; Achille Peternier, responsabile per la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana, capofila svizzero; Marco Magrini, presidente della Provincia di Varese; Matteo Marchesi per la Provincia di Varese; Daniele Raffa, proprietario di Handy System; e Tania Maccarinelli, co-proprietaria di Stelex.
L’incontro si concluderà intorno alle ore 17 con uno spazio dedicato a domande, confronto e discussione finale.










