Sessantadue condanne e 45 rinvii a processo nell'ambito del primo filone del processo Hydra, scaturito dall'indagine della Dda sulla presunta alleanza tra mafie in Lombardia. Erano 146 le persone alla sbarra, con 78 imputati che avevano scelto il rito abbreviato.
«Si è avuta una parte di assoluzioni, una di patteggiamenti e condanne in rito abbreviato per i reati associativi, in maniera più bassa di quanto chiesto al pm - dice all'Adnkronos l'avvocato Cinzia Giambruno, difensore di uno degli imputati assolti.
La condanna più alta emessa dal gup Emanuele Mancini è stata «a 16 anni per una serie di reati associativi - associazioni di tipo mafioso - e traffico di droga per persone ritenute essere anche capi promotori».
Le assoluzioni sono state «per reati di intestazione fittizia, che fin dall'inizio ritenevamo non essere sussistenti. La maggior parte perché il fatto non costituisce reato» aggiunge l'avvocato.
Il Comune di Varese - così come quello di Milano e Regione Lombardia - si erano costituiti parte civile nell'ambito del processo (leggi QUI).
(Adnkronos)










