“La situazione clinica di alcuni dei ragazzi ricoverati all’Ospedale Niguarda resta estremamente complessa, in particolare per le gravi problematiche respiratorie legate all’inalazione di sostanze tossiche. Le prognosi sono riservate, ma stiamo mettendo in campo tutto ciò che la medicina e la competenza del nostro personale consentono, come se stessimo curando i nostri figli. Altri pazienti mostrano segnali di miglioramento e nei prossimi giorni potrebbe essere valutato il trasferimento in altre strutture di chi è in condizioni più stabili, anche per avvicinarli ai territori di provenienza".
Lo ha dichiarato l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, facendo il punto all'Ospedale Niguarda, sulle condizioni dei feriti coinvolti nell’incidente di Crans-Montana e attualmente ricoverati a Milano.
“Sette pazienti si trovano in terapia intensiva, tutti intubati, e cinque sono seguiti al Centro grandi ustioni – ha spiegato Bertolaso –. Alcuni presentano infezioni polmonari molto severe, in certi casi sostenute da più microrganismi, che rendono il quadro clinico particolarmente delicato. Le ustioni sono importanti, ma oggi la sfida principale riguarda l’apparato respiratorio”.
Bertolaso ha inoltre ringraziato AREU e il personale sanitario del Niguarda per l’operazione di trasferimento dalla Svizzera, definita “di straordinaria complessità”, e per l’assistenza quotidiana ai pazienti. “Ogni medicazione può durare oltre due ore e coinvolgere fino a quattro infermieri per singolo paziente. È un lavoro imponente, svolto con competenza, dedizione e umanità”.
“Regione Lombardia – ha concluso l'assessore regionale – resta pronta ad accogliere ulteriori pazienti qualora vi fosse necessità". "Le nostre strutture sono e resteranno a disposizione - hanno concluso il Direttore Generale del Niguarda Alberto Zoli e il direttore Generale di AREU Massimo Lombardo - siamo ben organizzati per il trasporto e il ricovero di eventuali altri pazienti".










