Gli esercenti vogliono lavorare e i varesini svagarsi, ma le due cose sembrano incompatibili a giudicare dagli assembramenti che si sono verificati nello scorso fine settimana. Da qui la decisione del sindaco di intervenire con misure ancora più restrittive e penalizzanti per tutti: chiusura dei locali o coprifuoco alle 22. Ne è nato un acceso dibattito e un tavolo di confronto tra amministrazione, forze dell'ordine e titolari dei locali per cercare una soluzione che trovi l'accordo e la collaborazione di tutti. Sulla scrivania del sindaco ci sono ora due proposte, quella della associazioni di categoria (leggi qui) e quella dei titolari dei bar del centro (leggi qui). La prima, più restrittiva, è stata condivisa anche dall'ufficio stampa del comune e parrebbe quindi la favorita. La seconda invece è quella più condivisa dai diretti interessati, gli esercenti.
E' quest'ultima che il coordinatore di Varese Ideale invita invece il sindaco a prediligere, rimarcando che non spetta ai titolari dei locali occuparsi della sicurezza. «Ormai è 4 anni che ci siamo accorti che il sindaco e la sua giunta non sono amici del commercio e della movida e anche in una situazione di emergenza non si smentiscono – scrive in un comunicato Mattia Cavallini - Mi duole constatare, come è ormai abitudine, che le opposizioni che rappresentano il 48% circa della popolazione varesina non siano state ascoltate. Io stesso lunedì mattina ho personalmente chiamato Galimberti e Zanzi per chiedere un confronto e presentare le proposte di Varese Ideale ma nessuno si è più fatto vivo».
Al riguardo, continua Cavallini, «è emerso che la linea passata sia quella più restrittiva e piena di sacrifici proposta dalle associazioni di categoria e non c'è traccia di quella degli esercenti delle vie della movida che invece rappresentano la maggioranza dei bar e anche loro lavorano al contenimento del problema aumentando la sicurezza. Mi sembra quindi di capire che il comune, attraverso la Polizia Locale, non sia in grado di garantire la sicurezza ed il rispetto delle regole e quindi preferisca limitare e chiudere i bar piuttosto che controllare gli avventori, gravando ancora di più sui gestori che devono mandare avanti l'attività e non controllare le vie delle movida».
Cavallini ricorda che «gli strumenti sanzionatori esistono e che basta applicarli, dando aiuto e supporto a carabinieri, polizia e alle altre forze dell'ordine già impegnate nel garantire il rispetto delle regole su tutti i fronti – e conclude - Le soluzioni ci sono, bisogna solo prendersi la responsabilità di attuarle e le proposte nel documento degli esercenti del centro, che sottoscrivo, sono la strada giusta per una movida sicura e sostenibile. Noi ci siamo! E terremo alta l'attenzione sempre al fianco del commercio Varesino».




