Varese - 24 luglio 2026, 13:10

«I Miogni sono usciti da un limbo ma restano tante criticità»

Il PD “guarda dentro” al carcere varesino - uno dei più affollati d'Italia attraverso gli occhi dei parlamentari Alessandro Alfieri e Lia Quartapelle: «A breve la ristrutturazione del muro di cinta». «In Italia assistiamo a un aumento della popolazione detenuta e a un continuo irrigidimento delle pene, mentre il Governo non affronta le conseguenze di queste scelte»

Lia Quartapelle e Alessandro Alfieri

Lia Quartapelle e Alessandro Alfieri

«Qualcosa si muove soprattutto grazie al lavoro del PD, dell’amministrazione Galimberti, ma anche qui a Varese restano criticità importanti».

Il PD “guarda dentro” al carcere dei Miogni attraverso gli occhi dei parlamentari Alessandro Alfieri e Lia Quartapelle: l’iniziativa si chiama “Bisogna aver visto” e ha l’obiettivo di non spegnere i riflettori sulla situazione di grave disfunzionalità che caratterizza la maggioranza delle carceri italiane. Oggi è toccato a Varese, già metà di una visita esclusivamente “varesina”, organizzata da Palazzo Estense nelle scorse settimane, nel corso della quale erano stati svelati i numeri e le condizioni del penitenziario di via Morandi (leggi QUI).

Ovvero uno dei più affollati d’Italia, con un tasso di riempimento del 180% (97 detenuti presenti su una capienza di 53) addirittura superiore a quello medio nazionale: «La popolazione detenuta è praticamente il doppio rispetto alla capienza prevista e continua a esserci una carenza di personale della Polizia penitenziaria - afferma Alfieri - Va però riconosciuto il lavoro del volontariato e del terzo settore che, ad esempio, ha permesso di dotare tutte le celle di ventilatori, un problema che avevamo denunciato nelle precedenti visite. Inoltre dovrebbero partire a brevissimo i lavori di ristrutturazione del muro di cinta, che presenta evidenti problemi strutturali».

«Sopo anni di stallo in cui l'istituto era finito in una sorta di limbo, inserito ai tempi del ministro Castelli nell'elenco delle strutture da dismettere e sostituire con un nuovo carcere, finalmente qualcosa si sta muovendo - ha continuato il senatore varesino - Anche grazie al lavoro che abbiamo portato avanti come Partito Democratico, cercando di non far cadere nell'oblio questa realtà e continuando a visitarla per verificare le condizioni dei detenuti e di chi vi lavora, oggi ci sono segnali concreti di cambiamento. Grazie all’amministrazione comunale e al sindaco Galimberti, inoltre, il progetto di ampliamento attraverso il recupero dell'ex caserma della Polizia locale è diventato una prospettiva concreta. Si è mosso anche il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria e finalmente ci sono le condizioni per realizzare ambienti più dignitosi, liberare spazi destinati agli uffici e ricavare locali adeguati per i detenuti, i laboratori e le attività di socialità».

«Questa iniziativa fa parte di un lavoro più ampio che portiamo avanti da tempo sulla giustizia, attraverso visite periodiche nelle carceri per verificare le condizioni degli istituti, delle persone detenute e del personale che vi lavora - sono invece le parole di Quartapelle - La situazione delle carceri continua a essere caratterizzata da un forte sovraffollamento e da grandi difficoltà. Pensiamo che questi luoghi non debbano rimanere lontani dagli occhi dell'opinione pubblica. In Italia assistiamo a un aumento della popolazione detenuta e a un continuo irrigidimento delle pene, mentre il Governo non affronta le conseguenze di queste scelte. In questi anni si è fatto ben poco, se non aumentare le pene, e oggi ne vediamo gli effetti: cresce il numero dei detenuti, aumenta il sovraffollamento e si aggravano le condizioni di lavoro del personale penitenziario. Da una parte si inaspriscono le sanzioni, dall'altra non si investono risorse sufficienti per chi ogni giorno deve gestire le carceri. Vogliamo denunciare uno stato generale di negligenza e di dimenticanza nei confronti del sistema penitenziario».

Redazione

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