Politica - 23 aprile 2026, 00:09

Belforte-Carcano e le ciclabili: scontro atteso in consiglio comunale. Ma non ci saranno sospensioni dei lavori

La mozione del consigliere e vicecapogruppo leghista Stefano Angei che chiedeva lo stop ai cantieri che stanno modificando la viabilità a Biumo Superiore e Belforte non ha fatto altro che ravvivare la discussione tra maggioranza e opposizione. Ma niente di più. Approvato invece il progetto di un nuovo parcheggio a Sant'Ambrogio. All'inizio della seduta minuto di silenzio in ricordo di Umberto Bossi: quattro consiglieri del PD escono dall'aula

Belforte-Carcano e le ciclabili: scontro atteso in consiglio comunale. Ma non ci saranno sospensioni dei lavori

Un’altra puntata di uno dei film più discussi della seconda amministrazione Galimberti, solo politica però: i lavori a Biumo Inferiore e Belforte andranno regolarmente avanti.

Nel consiglio comunale di ieri sera la mozione del consigliere e vicecapogruppo leghista Stefano Angei che chiedeva la sospensione dei cantieri che stanno modificando la viabilità in via Carcano e in viale Belforte non ha avuto alcun effetto pratico se non quello di ravvivare il fermento sulla questione e aprire una partecipata discussione davanti a una ventina di residenti della zona presenti tra il pubblico del Salone Estense.

Durissima la “requisitoria” di Angei, preponente la mozione corroborata da più di 2000 firme dei cittadini (leggi QUI): «Gli interventi sulla viabilità dovrebbero servire a migliorare la qualità della vita dei cittadini, non invece a peggiorarla e a complicarla, come purtroppo sta avvenendo in questo caso. Avete allargato una pista ciclabile e un marciapiede già esistenti, avete eliminato la corsia preferenziale degli autobus, state prevedendo anche l’eliminazione di una serie di posteggi, sia sul piano del viale Belforte sia anche su via Carcano: avete insomma dato avvio a un’opera di cui francamente nessuno sentiva il bisogno. Non era certo questa la prima esigenza che i cittadini di viale Belforte e di Biumo Superiore chiedevano. Vi abbiamo chiesto di fermarvi, di non correre, di aprire un vero confronto con i cittadini, di prenderci il tempo necessario per valutare quale fosse il reale interesse pubblico da perseguire. E invece siete andati avanti lo stesso. Avete sacrificato la viabilità di una delle principali arterie di Varese, che è viale Belforte, probabilmente per una scelta ideologica e sicuramente a discapito dei cittadini e dei commercianti, in favore di un’opera che ad oggi non ha portato alcun beneficio concreto e che probabilmente non porterà alcun beneficio concreto al territorio».

E quindi la richiesta formale: «Fermatevi e ragioniamo insieme. Chiedo a tutta l’aula di approvare questo testo, aprire un tavolo di confronto serio con la cittadinanza e con le associazioni di categoria»

Il sindaco Davide Galimberti, in replica, ha posto innanzitutto una questione di carattere pregiudiziale: può una mozione approvata avere l’effetto giuridico di sospendere effettivamente i lavori? La risposta, chiarito il regolamento del consiglio comunale da parte del segretario generale Francesco Tramontana, è stata no, né può modificare gli atti già assunti.

Quindi è arrivato l’intervento dell’assessore ai Lavori Pubblici Andrea Civati: «Capisco – e so – che ci sono preoccupazioni anche forti, ma credo che si debba partire dai dati. Sull’asse di via Carcano e via XXV Aprile, negli ultimi quindici anni, si sono verificati quattro investimenti mortali. Questo è il primo dato che ci ha spinto, già nel 2021 – quindi non due settimane fa – a ipotizzare un cambio strutturale della viabilità del quartiere di Biumo Inferiore e della parte finale di viale Belforte. Un secondo dato riguarda proprio viale Belforte: circa il 6% degli incidenti che coinvolgono utenti deboli della strada, cioè pedoni e ciclisti, rispetto al totale degli incidenti cittadini nell’ultimo quinquennio, si è verificato su quell’asse. In altre parole, un incidente su sedici che coinvolge pedoni o ciclisti avviene lì. Quindi la sicurezza è il primo elemento, il presupposto che ci ha motivato nel 2021 e che purtroppo continua a motivarci ancora oggi. Come si può chiedere di fermare i lavori e rivedere radicalmente un intervento che ha l’obiettivo di eliminare le fonti di pericolo?».

E ancora: «Mi prendo anche la responsabilità personale se in questi anni non siamo riusciti a spiegare fino in fondo tutti i dati. Ma fermarsi oggi significherebbe non eliminare i rischi, bensì mantenerli, procrastinando una situazione pericolosa. Si parla anche dei disagi legati al cantiere. È evidente che i cantieri creano disagi: lo abbiamo visto in tante situazioni, da ultimo in largo Flaiano, ma vanno valutati alla fine, non a metà, quando il disagio è massimo: chiedo a tutti, residenti e commercianti, di attendere».

A dare manforte è arrivato anche il consigliere dem Domenico Marasciulo: «Vi ricordate com’era Biumo nel 2015? Era, di fatto, una periferia dimenticata. Un’area ex industriale lasciata a se stessa, con situazioni irrisolte da decenni: l’ex falegnameria, altre aree dismesse, progetti mai completati. Per il centrodestra, di fatto, la città finiva prima; oltre, era terra di nessuno. Ora, possiamo anche discutere delle scelte sulla mobilità, possiamo anche non condividere alcune soluzioni, ma dobbiamo porci una domanda concreta: è più importante non realizzare un’infrastruttura oppure utilizzare risorse disponibili per bonificare un’area e renderla sicura per i cittadini, per i nostri figli, per le generazioni future?». Sulla stessa linea gli interventi della segretaria cittadina del PD Manuela Lozza, di Luisa Oprandi (PD), di Francesca Strazzi (Praticittà) e di Dino De Simone (Movimento Concittadino)

A favore della mozione invece il consigliere di Forza Italia Luca Boldetti: «La morfologia di Varese non è paragonabile a quella di altre città europee con i loro sistemi di mobilità: è complesso replicare quei modelli. Esistono anche altre soluzioni per migliorare la sicurezza, che non necessariamente passano da un intervento così radicale sulla viabilità. Si può intervenire, ad esempio, sugli attraversamenti, sulla segnaletica, sulla moderazione della velocità, su strumenti già esistenti che possono essere potenziati. La mozione Angei va accolta: sediamoci a un tavolo e troviamo soluzioni migliori». E poi Salvatore Giordano (FDI): «Facciamo di tutto per ascoltare i cittadini».

Alla fine si è andati ben oltre mezzanotte nella discussione, con la giunta che ha aperto a modifiche ma non ad alcun tipo di sospensione. I toni si sono mantenuti alti, con continue repliche soprattutto tra Civati e Angei e slogan come «siete diventati il partito del no» oppure «la città sta cambiando, fatevene una ragione» per finire con «avete fatto una figuraccia davanti ai cittadini»: tutto superfluo davanti al voto - negativo - finale.

Fuori da questo punto dell’ordine del giorno il consiglio è filato via più o meno liscio. La seduta - che ha visto l’approvazione di un nuovo parcheggio da 35 posti in via Virgilio a servizio del quartiere di Sant’Ambrogio (leggi QUI) e la realizzazione di un nuovo spazio espositivo destinato a ospitare in modo permanente l'installazione d’arte contemporanea a Villa Panza denominata "Ganzfeld Sight Unseen" dell’artista americano James Turrell (leggi QUI) - si è aperta con la richiesta da parte della compagine della Lega di un minuto di silenzio in memoria di Umberto Bossi. Allo stesso Manuela Lozza e i consiglieri dem Domenico Marasciulo, Michele Di Toro, Alessandro Pepe non hanno partecipato, uscendo dall’aula.

Al termine del raccoglimento il ricordo di Angei: «Umberto Bossi è stata la figura che ha portato Varese al centro della politica nazionale… e ci ha insegnato ad affrontare i soprusi verso il nostro popolo con fermo orgoglio e cuore coraggioso… È stato il poeta, il sognatore è stato il visionario di cui non solo avevamo bisogno, ma di cui sentivamo la necessità per riscoprire, davvero, chi fossimo…. È stato “Il Capo”, “L’Umberto” il “Senatùr”, ma è sempre rimasto uno di noi. È stato figlio di questa terra, per la quale ha sacrificato tanto, e per la quale, non ha mai smesso, nemmeno per un solo istante, di combattere e di difendere».


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