A 17 secondi e 8 decimi dall'overtime gli squali, più che i lucci, si divorano il sesto titolo (ottavo con le due Coppe Italia).
È Jonas Oskari Alanne, finlandese trentacinquenne Mvp dei playoff, a scaricare il diagonale millimetrico e chirurgico nell'angolino opposto di Perla che consegna al Caldaro un finale già scritto. Vincono i campioni altoatesini - puliti, essenziali, nei momenti in cui ti schiacciano all'angolo sferrando colpi a ripetizione sembrano giocare in dieci contro cinque, anche perché nessuno occupa così bene il ghiaccio come loro: questione di mentalità, abitudine a vincere, solidità interiore, forza fisica e caratteriale - anche se l'Aosta avrebbe meritato di andare a giocarsi il titolo alla bella di sabato. Due sconfitte su sei gare di finale all'overtime, spesso avanti per prima dando la sensazione di poter indirizzare la partita, la squadra di Giovinazzo - con meno stelle di un anno fa, ma con i giocatori giusti nel posto giusto, cioè in uno spogliatoio mai così unito dopo un mercato in corso d'opera praticamente perfetto - ha fatto comunque tutto ciò che era possibile, e forse anche l'impossibile, arrivando a un soffio dallo scardinare un pronostico forse troppo affrettatamente favorevole agli altoatesini.
Onore ai lucci travestiti da squali (coppa più campionato per loro), ma anche all'Aosta, indomabile e, quasi, immortale.
Il profumo del titolo, l'aria elettrica delle gare senza ritorno, il palaghiaccio che ribolle tra rumore di trombe e dei campanacci altoatesini, la città in trepida attesa come sa esserlo solo Varese quando lotta per vincere: per prima cosa, stasera, ci è mancato tutto questo, ci sono mancati i Mastini. E vorremmo che l'anno prossimo arrivassero in fondo e tornassero qui, a rivivere il clima unico di una finale con l'Acinque Ice Arena ribollente di giallonero: potrebbe accadere, basterebbe azzeccare le mosse giuste (portiere da affiancare a Matonti, uno straniero o due - dipenderà da Bastille -, almeno un rinforzo in difesa e uno in attacco) e, soprattutto, Thomas Larkin. Noi continuiamo a crederci e, dopo il nostro articolo (leggi QUI), non sono arrivati segnali contrari, anzi... Il suo arrivo potrebbe davvero rappresentare la chiusura di un cerchio magico per lui, per i senatori (e non veniteci a parlare d'età: tutte le squadre campioni in campionato o Coppa dopo la doppietta del Varese hanno schierato giocatori decisivi spesso più vicini ai quaranta che ai trenta) con cui si troverebbe a occhi chiusi, per i Mastini che ripartiranno dall'inizio con Vanetti e Piroso, gli acquisti in più.
La partenza di gara 6, davanti al bellissimo striscione della curva aostana ("Comunque vada, grazie ragazzi": questo è il vero hockey), era stata scioccante per i campioni in carica che, stranamente, avevano regalato ingenuamente il disco dell'1-0 a Mocellin, libero di infilare Rohregger, poi mostruoso a fine periodo - gli arbitri hanno lasciato correre parecchi contatti da una parte e dall'altra (Erlacher è uscito infortunato dopo uno schianto sulla balaustra) - nel negare il raddoppio ai padroni di casa.
Pareggiava Oberrauch a inizio ripresa con una frustrata di prima intenzione davanti a Perla, con il Caldaro che afferrava alla gola l'Aosta per non lasciarlo più, sfiorando a più riprese il raddoppio, prima che la squadra di Giovinazzo riuscisse a tornare a galla e a sfiorare il 2-1 con Nimenko in un'ultima fase del tempo più equilibrata. Terzo periodo d'attesa e paura, fino al miracolo di Rohregger a due minuti dalla fine che ha dato il là alla zampata finale che è valsa la sesta sinfonia del Caldaro, intonata a 17 secondi e 8 decimi dalla fine da un trentacinquenne fuori categoria. Duro, silenzioso, vincente come questi altoatesini tutti d'un pezzo. Un pezzo, anzi un pezzetto della storia dell'IHL.
Aosta-Caldaro 1-2 (1-0, 0-1, 0-1)
Reti: 1'15" Mocellin 1-0, 21'10" Oberrauch 1-1; 59'42" Alanne (Wieser) 1-2
Arbitri: Luca Boverio, Simone Lega (Federico Cusin, Davide Magliano)
Note - Tiri Ao 24, Cal 28. Penalità Ao 4', Cal 2'. Spettatori: 1.070.
Serie di finale: Caldaro-Aosta 4-2
Hockey - 09 aprile 2026, 22:27
Più squali che Lucci: è sempre Caldaro, è sempre campione. Tra un anno vorremmo esserci noi: con un Larkin in più tutto sarebbe possibile
Un indomabile Aosta avrebbe meritato di andare a giocarsi il titolo alla bella, ma gli altoatesini sferrano il colpo del 2-1 che vale il sesto titolo (ottavo con le due Coppe Italia) a 17 secondi e 8 decimi dall'overtime grazie al trentacinquenne finlandese Alanne, mvp dei playoff. I Mastini, con le mosse giuste, l'anno prossimo possono arrivare in fondo
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