Ioannis Kastritis sabato 4 aprile compirà 44 anni, ma non ha chiesto regali speciali ai suoi giocatori. Non è nel personaggio mettersi sotto i riflettori o aggiungere qualcosa di personale o di sentimentale al magistero della sua professione: per lui, la Trieste-Varese (palla a due ore 19) che si giocherà proprio quel giorno sarà una partita come un’altra.
O quasi.
Perché espugnando il palazzetto di Valmaura, impresa riuscita solo a Virtus e Venezia in questo campionato, la Openjobmetis il regalo non lo farebbe solo al coach, ma soprattutto a se stessa, alle sue ambizioni, a un ambiente che ha un fortissimo desiderio di tornare a guardare in alto.
E allora, a sintesi di una settimana in cui “l’indicibile” ha messo le basi per diventare realtà (leggi QUI e QUI) si torni a pensare al campo, ovvero ciò che in questo momento conta di più: «Sì sono circolate molte informazioni che onestamente possono far sentire molte persone, compresi noi, entusiasti - non si nasconde il coach davanti alla stampa nella conferenza post allenamento odierna al Campus - Cosa possiamo dire su questo? Noi siamo qui, dobbiamo giocare le nostre partite. Questo è il nostro dovere principale, il nostro compito principale. È su questo che siamo concentrati adesso. Ci interessa solo la prossima partita con Trieste. Sarà molto dura. Non penso che sia saggio o intelligente pensare ad altro». Esame di realtà intesi e superato.
Che poi, parquet e futuro, trovano una sintesi nel bisogno di vincere il più possibile da qui alla fine del campionato. In palio c’è l’Europa, viatico di tutto: «Ogni volta possiamo controllare quello che è nelle nostre mani - afferma l’allenatore greco - Stiamo arrivando alla fine di una stagione molto impegnativa per tutti noi. I nostri ragazzi hanno fatto del loro meglio per portare la squadra in una posizione in cui possiamo lottare per i nostri obiettivi e competere per questo. Quindi questa è l’unica cosa che dobbiamo fare e continueremo a farla. Dal momento in cui faremo il nostro lavoro, possiamo avere una stagione molto positiva e poi tutto il resto non sarà importante».
Tornando al match contro gli ex Brown, Ross, Moretti e Michael Arcieri: «Sarà una partita molto dura. Guardando la classifica possiamo tutti capire l’importanza di questa gara. Loro conoscono sicuramente l’importanza. Noi sappiamo quanto vogliamo continuare a essere in un buon momento. Quindi mi aspetto ancora una volta una battaglia dura. In ogni possesso i giocatori devono lottare per il possesso, per la palla. E come mi piace sempre dire, chi lo vuole di più vincerà la partita. Questo è quello che mi aspetto. Il fattore decisivo sarà il desiderio e il modo in cui affronteremo la partita».
L’ultima trasferta, Napoli, è un incubo da cancellare: «Ogni volta che siamo al livello che vogliamo, non abbiamo nulla da temere. E ogni volta che non siamo a quel livello, allora ci sono molte cose che possono essere difficili per noi. Questo è il nostro piano. Nessun dubbio. I ragazzi sanno cosa dobbiamo fare adesso. Sono molto concentrati. Sono molto ottimista che ci presenteremo nel modo giusto, con partite più complete e più consistenti».
Ci sarà Tazé Moore? Oggi la guardia americana non si è presentata all’allenamento, ma la ragione non è grave e non ci sono allarmi: «Sì, niente di grave, si spera - risponde a domanda diretta Kastritis - Spero che abbia avuto solo una forte emicrania. Quindi era meglio per lui restare a casa oggi e riposare. Ma speriamo che non sia nulla e che torni con noi domani. Se ci sarà sabato? Sì, penso di sì. È solo un’emicrania, mal di testa».




