Riceviamo e pubblichiamo il comunicato degli ex dipendenti della Fondazione Sacro Cuore di Bogno di Besozzo, chiusa la scorsa estate che gestiva scuola materna e primaria:
Il 7 agosto 2025 la presidente della Fondazione Sacro Cuore, Barbara Bini, spiegava su VareseNews le ragioni della chiusura della Casa Sacro Cuore di Bogno. Lo faceva con le parole di chi ha combattuto, di chi si è impegnato, di chi è dispiaciuto. Assicurava che i dipendenti sarebbero stati “onorati”. Parole pubbliche, rassicuranti, rivolte alla comunità. Noi quelle parole le abbiamo lette. E poi abbiamo aspettato che diventassero fatti. Aspettiamo ancora.
QUELLO CHE È SUCCESSO DAVVERO
Le ultime buste errate e non saldate: le buste paga di agosto e settembre sono arrivate errate, i dipendenti hanno dovuto pagare dei consulenti del lavoro per sistemarle e gli importi veritieri non sono mai stati saldati . Il TFR — il trattamento di fine rapporto, denaro che appartiene per legge ai lavoratori — non è stato versato integralmente. La CertificazioneUnica chiaramente errata: il documento fiscale obbligatorio, è pervenuto errato rendendo complicata la dichiarazione deiredditi.. Le nostre richieste di chiarimento, inviate più volte attraverso ogni canale disponibile, sono rimaste senza risposta. Per ottenere ciò che ci spettava di diritto, abbiamo dovuto rivolgerci ad avvocati e sindacati, sostenendo costi di tasca nostra: noi, già privi di stipendio.
Non eravamo solo persone senza lavoro. Eravamo persone senza lavoro, senza stipendio, senza TFR, con documenti fiscali sbagliati e con il conto corrente che scendeva per pagare professionisti che facessero da intermediari con chi avrebbe dovuto, per obbligo morale e legale, risponderci direttamente. “«Ho trovato un corpo docenti ottimo, lodevole, che è stato prezioso per il lavoro e la disponibilità dimostrati.»” — Barbara Bini, Presidente della Fondazione, VareseNews, 7 agosto 2025 Grazie per le parole. Ma la gratitudine, per quanto sincera, non paga l’affitto. Non copre le spese legali. Non restituisce gli stipendi mancanti. Non corregge una Certificazione Unica sbagliata che ha complicato la vita fiscale di molti di noi. Non ripaga i danni morali subiti. Abbiamo amato questa scuola. Abbiamo scelto di restare anche quando le difficoltà erano già evidenti. Abbiamo lavorato con dedizione, fiducia e professionalità — spesso in condizioni di incertezza — perché credevamo nel progetto e nei bambini che ogni giorno entravano in quelle aule. Questa non è retorica: è la realtà di chi ha insegnato a leggere, a contare, a crescere, in una scuola che chiudeva i conti ma apriva i cuori.
Il silenzio di chi aveva promesso non è neutralità. È una scelta. Quando le parole pubbliche non corrispondono ai fatti privati, rimane una sola strada: quella della visibilità. Abbiamo appeso striscioni. Non per rabbia cieca, non per demonizzare chi ha amministrato una situazione difficile, ma perché il silenzio istituzionale — quello di chi aveva fatto promesse e poi si è sottratto al dovere — non può restare senza risposta. Quegli striscioni non sono contro la scuola. Sono per la scuola — per tutto ciò che quella scuola ha rappresentato e per il rispetto che, chi ci ha lavorato merita ancora oggi, a chiusura avvenuta.
Non chiediamo vendetta. Chiediamo ciò che è nostro: Gli stipendi arretrati corretti e integralmente pagati. Il TFR integrale. La Certificazione Unica rettificata e conforme alla legge. Chiediamo, soprattutto, che chi ha promesso pubblicamente di “onorare i dipendenti” dia seguito a quelle parole con atti concreti. Non perché lo esiga soltanto il contratto — anche se lo esige — ma perché lo esige il rispetto dovuto a persone che hanno dedicato tempo, energia e passione a un’istituzione in cui credevano. La Fondazione Sacro Cuore di Bogno è in liquidazione. La scuola ha chiuso. Ma le persone che ci lavoravano esistono ancora, con le loro famiglie, i loro mutui, le loro vite. Esistiamo ancora. E continueremo a far sentire la nostra voce finché non otterremo ciò che ci è dovuto.
Firmato dagli ex docenti e i lavoratori della Casa Sacro Cuore di Bogno





