Varese - 26 marzo 2026, 15:06

Chef Battistoni e l'arrivederci al Sacro Monte e al "Colonne": «Il futuro? Si chiama "Da Silvio"...»

Silvio Battistoni per ben 14 anni chef del celebre albergo ristorante sacromontino: «Mi fa molto piacere che Riccardo Santinon abbia preso il testimone, la mia è stata una decisione presa con il socio e amico fraterno Nicola Cavalieri e con mia mamma Vanna, che mi ha sempre aiutato in cucina. Vorrei trovare un locale dove riproporre la cucina antica, quella che faceva mio padre, unendo tecnica e creatività. Quando avrò trovato il luogo adatto, lo sto cercando anche a Varese, aprirò finalmente il Ristorante “Da Silvio”»

Silvio Battistoni, chef sopraffino che ha amato il Sacro Monte e Varese, ricambiato da tutti i clienti. Sotto in gallery è in cucina con lo staff del "Colonne"

Silvio Battistoni, chef sopraffino che ha amato il Sacro Monte e Varese, ricambiato da tutti i clienti. Sotto in gallery è in cucina con lo staff del "Colonne"

«Mi fa molto piacere che l’Albergo Colonne del Sacro Monte riapra grazie al bravo Riccardo Santinon (leggi QUI), ma vorrei ribadire che non l’ho “abbandonato”, ma la mia è stata una decisione ragionata e presa di comune accordo con il mio socio e amico fraterno Nicola Cavalieri e con mia mamma Vanna, che a 85 anni ha diritto di godersi una serena vecchiaia, dopo avermi sempre aiutato in cucina».

Silvio Battistoni, per ben 14 anni chef del celebre ristorante sacromontino, ha chiuso l’attività lo scorso 15 gennaio, dopo averlo portato a un livello di eccellenza con una clientela europea e piatti raffinati.

«Lo avevo preso in gestione nel 2011, era chiuso da due anni e reduce da diversi fallimenti, ma il signor Bianchi, proprietario dello stabile, credette subito nelle mie capacità. Del resto venivo da una esperienza molto positiva, con il mio ristorante Schuman di Ispra che ottenne una stella Michelin, nove tavoli e un ambiente che somigliava più a una casa privata. Al Colonne vincemmo la sfida, in estate lavoravano con me fino a 15 persone e riuscivamo a resistere bene anche in inverno, quando i costi salgono e la clientela scarseggia perché si perde la parte turistica. Proponevamo una cucina moderna di stagione, con materie prime di alta qualità, funghi, tartufi, zucca e verze solo quando era il loro momento. I clienti continuano anche ora a telefonarmi per sapere se aprirò di nuovo da un’altra parte».

Oggi Battistoni fa il freelance: «Organizzo eventi come chef ambassador a Milano, corsi e cene private e attività di consulenza per formare il personale di cucina e rivedere i menù. Ma ho un progetto preciso, trovare un locale simile allo Schuman, con pochi tavoli, dove riproporre la cucina antica, quella che faceva mio padre, che aprì il ristorante “Il Ghiottone” a Nebbiuno, unendo tecnica e creatività. Voglio che i miei clienti possano assaggiare le tagliatelle tirate a mano come una volta. Dl resto sono figlio d’arte, nato in mezzo ai fornelli, è la mia vita. Quando avrò trovato il luogo adatto, lo sto cercando anche a Varese, aprirò finalmente il Ristorante “Da Silvio”».

Mario Chiodetti

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