Hockey - 01 gennaio 2026, 12:16

I cori contro Perla, la reazione di Giovinazzo, le lettere in redazione e la nostra libertà di scrivere tutto: Aosta-Varese lascia il segno

Il pubblico del Varese è il quarto più numeroso in Italia dopo quelli di Bolzano e Val Pusteria (Ice Hockey League) e Asiago (Alps), e contro di loro un giorno dovrà tornare a giocare: merita il massimo, compreso che si dica sempre ciò che si vede e ciò che si pensa, sia quando fa bene, sia quando provoca discussioni o divisioni. Ci hanno scritto alcuni cuori gialloneri e un tifoso aostano dopo quando accaduto durante e dopo l'ultima sfida: ecco le loro parole e il nostro augurio

Il popolo giallonero ad Aosta

Il popolo giallonero ad Aosta

Noi per i Mastini ci proviamo. Sempre. Crediamo. Sempre. Lottiamo. Sempre (siamo talmente sognatori che ci proviamo, crediamo e lottiamo anche per il sogno della 30ª Coppa Italia che verrà assegnata a Milano perché sappiamo che un cerchio può chiudersi anche quando meno te lo aspetti e perché questo gruppo ha uno scheletro vincente). Proviamo a voler bene ai Mastini come il primo giorno, oltre ogni limite e, quindi, all'inizio di questo nuovo anno rispondiamo ad alcuni tifosi del Varese e dell'Aosta che ci hanno scritto dopo l'ultima partita. Lo facciamo a modo nostro, dicendo e scrivendo tutto ciò che sappiamo, senza censura, perché la verità - quando viene nascosta sotto il tappeto - prima o poi salta fuori e, anche dopo molto tempo, chiede il conto e un tributo spesso insostenibile. 

Scrivere sempre ciò che si pensa è il minimo per chi, come noi, crede che i Mastini non hanno nulla da invidiare al Bolzano, al Val Pusteria e all'Asiago, le uniche tre squadre italiane che nella prima parte della stagione 2025/26 hanno avuto più pubblico del Varese, anche perché due delle tre militano nell'Ice Hockey League e tutte hanno palaghiacci più capienti, come scritto da Andrea Scheurer nell'articolo molto interessante che trovate su hockeyitalia21.com cliccando QUI. Se il Varese un giorno vorrà e potrà, in Ice o in quel campionato italiano unico inevitabilmente alle porte (i clamorosi dati sul numero di spettatori, e quindi su ciò che vuole la gente - rivalità, italianità, radici - dalle piste dell'IHL testimoniano come basterebbe l'arrivo dell'Asiago, di fatto, perché questo sogno, ormai una realtà di fatto, si concretizzi al 100%), nemmeno un palaghiaccio da 2 mila posti riuscirebbe a contenere la passione giallonera (basterebbe poco: a Brunico ed Asiago ci sono settori per ospitare regolarmente spettatori in piedi). A questo pubblico noi diciamo tutto, sia quando può piacere sia quando può far male perché la discussione e il confronto sono la scintilla che rinfocola amore e passione. Qui i Mastini soffrono e, a volte, gioiscono.

Così come abbiamo raccontato e condannato il gesto finale dell'allenatore dell'Aosta Luca Giovinazzo (leggi QUI) che, come ogni professionista, non deve preoccuparsi del pubblico ospite pagante - tutto o parte di esso nemmeno c'importa, così come le motivazioni alla base del gesto - e si è assunto la responsabilità di quanto fatto, così oggi scriviamo che i cori contro Rocco Perla da parte di un gruppo di tifosi del Varese hanno ferito tanti altri sostenitori gialloneri presenti ad Aosta. Che ci hanno scritto: «Rispettiamo chi ha fatto quei cori - sono le loro parole - perché esiste la libertà di pensiero e di espressione e, comunque, anche loro hanno sostenuto dall'inizio alla fine il Varese così come gli almeno 150 tifosi presenti. Ma non possiamo condividerli per nulla perché, al di là di come si possa giudicare l'addio di Rocco al Varese, la riconoscenza deve sempre vincere su tutto il resto. Senza di lui, non avremmo vinto tutto».

Neppure noi li condividiamo: inutile riaprire la ferita dell'addio di Perla o delle motivazioni che hanno prodotto questa decisione perché viviamo il presente, abbiamo due bravi portieri e, personalmente, piaccia o non piaccia, abbiamo sempre sostenuto e creduto in Pippo Matonti quale primo portiere del Varese (perché voleva solo il Varese, perché è un talento, perché per lui viene naturale gettarsi nel fuoco), ma la storia è storia e senza Rocco Perla il Varese non sarebbe tornato a vincere un campionato e una Coppa dopo 27 anni. Aggiungiamo che non ci risulta che alla base del trasferimento ci siano motivi economici né che Perla abbia mai utilizzato almeno in momenti ufficiali parole o atteggiamenti negativi contro il pubblico giallonero. Se poi chi gli ha riservato quei cori sa qualcosa di cui non siamo a conoscenza, magari accaduto lontano dai riflettori, siamo tutt'orecchi. Nel frattempo ci auguriamo che quando l'Aosta arriverà a Varese per il Master Round le persone che hanno avuto da dire qualcosa a Perla e lo stesso Perla possano trovarsi di fronte al bar del palaghiaccio, come ai bei tempi. Nel mondo dell'hockey, noi faremmo così.
 
Resta la lettera molto garbata arrivata in redazione di un tifoso dell'Aosta che sottolinea «come il portiere di Aosta Rocco Perla, ex di Varese, è stato oggetto di un'ingiustificata contestazione da parte dei tifosi ospiti, cosa che molto probabilmente ha causato la reazione, da voi riportata, dell'allenatore sostano Luca Giovinazzo. Peraltro l'arbitraggio ha comminato penalità non solo a Varese ma anche ad Aosta, come testimoniano ad esempio i 4 minuti di penalità al giocatore Dubé-Plouffe. L'incontro è stato ricco di tensioni esagerate che hanno portato anche ad accenni di rissa. Al netto delle pesanti assenze varesine, Aosta ha disputato un incontro molto convincente con uno spirito di abnegazione molto intenso sia in attacco che in difesa. E sempre a proposito di assenze pesanti, Aosta non è purtroppo nelle prime 4 classificate perché ha dovuto subire, specialmente a ottobre e novembre infortuni che ne hanno condizionato pesantemente il percorso».

A questo tifoso dell'Aosta e a tutti i tifosi del Varese che scelgono VareseNoi come luogo di confronto senza filtri, a volte a costo anche di arrabbiarsi ma sapendo sempre di essere ascoltati, e che una loro parola o un loro giudizio non è acqua sul marmo ma è capace di scavare anche dentro di noi, arricchendoci, diciamo soltanto una parola: grazie. 

Andrea Confalonieri


Vuoi rimanere informato sui Mastini Varese e dire la tua?
Iscriviti al nostro servizio gratuito! Ecco come fare:
- aggiungere alla lista di contatti WhatsApp il numero 0039 340 4918095
- inviare un messaggio con il testo MASTINI VARESE
- la doppia spunta conferma la ricezione della richiesta.
I messaggi saranno inviati in modalità broadcast, quindi nessun iscritto potrà vedere i contatti altrui, il vostro anonimato è garantito rispetto a chiunque altro.
VareseNoi.it li utilizzerà solo per le finalità di questo servizio e non li condividerà con nessun altro.
Per disattivare il servizio, basta inviare in qualunque momento un messaggio WhatsApp con testo STOP MASTINI VARESE sempre al numero 0039 340 4918095.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GENNAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU