Basket - 24 gennaio 2022, 20:32

«Se ti alleni così puoi anche andartene…». E a Varese non esiste più il quintetto base

Ecco il racconto della giornata che ha definitivamente polverizzato le scelte estive della "vecchia" società: se ne sono andati via tutti, compreso allenatore e il direttore sportivo. Praticamente impossibile la riconciliazione con Alessandro Gentile dopo la cacciata dall’allenamento: si punta alla rescissione

«Se ti alleni così puoi anche andartene…». E a Varese non esiste più il quintetto base

Trey Kell (lo mettiamo playmaker, spacciato per tale, ma non lo era…), Elijah Wilson, Alessandro Gentile, Jalen Jones, John Egbunu: il quintetto base con cui la Pallacanestro Varese ha iniziato la stagione 2021/2022 non esiste più.

Si è polverizzato in cinque mesi. E poi l’allenatore, Adriano Vertemati: via anche lui. E, prima ancora, a fare le valigie era stato colui che tutto aveva costruito, il direttore sportivo: Andrea Conti.

Un record? Interessa poco: di certo si tratta di una sintesi formidabile e più unica che rara del concetto di fallimento. Quello del piano di lavoro estivo che ha immaginato prima e messo in gara poi una macchina che non ha funzionato sotto alcun aspetto: tecnico, ambientale e contrattuale. 

La vecchia società e la vecchia squadra sono state spazzate via. Dai fatti sopravvenuti ma anche e soprattutto dalle scelte: pare abbastanza evidente, infatti, che anche ciò che ai posteri è passato come frutto del caso e dell’imprevedibile, sia stato in realtà ampiamente favorito da un’inversione a U sugli intendimenti, sulla filosofia e sulle strategie.

L’ultimo tassello del puzzle collezionato oggi non fa eccezione. Dopo lo screzio durante l’ultimo l’allenamento (leggi qui), non ci sono praticamente possibilità che Alessandro Gentile rimanga un tesserato biancorosso: la frattura è insanabile

Il rapporto con il giocatore ha mostrato crepe sempre più evidenti: prima l’esonero di Adriano Vertemati, la guida che aveva messo Ale Gent al centro del progetto, difendendolo dai pericoli interni ed esterni; poi la nomina di coach Johan Roijakkers, allenatore chiamato da Luis Scola per tagliare tutti i fili con il passato, epurando - se è necessario - qualsiasi situazione che potesse ricondurre a un ruolino sportivo da sole 3 vittorie su 13 partite

Al di là delle parole di maniera, Gentile è quindi finito subito nel mirino. Sovrabbondante l’incompatibilità tra i due (e tra chi sostiene ora apertamente il nuovo coach: sempre Scola): dove uno ha parlato di squadra, di gioco corale e di attacco fluido, l’altro è e resta un catalizzatore; dove uno ha predicato uguaglianza e sacrificio, l’altro rimane una stella, un unicum, un’anima bisognosa di protezione, quantomeno un primus inter pares. Chi fa il passo indietro? Chi prova a dimostrare qualcosa all’altro?

La risposta diventata definitiva oggi è “nessuno”. Varese vince contro Venezia “panchinando” Gentile nel quarto decisivo: Gentile risponde alla gioia di squadra, società e tifosi con un post su Instagram in onore di Vertemati. Giusta riconoscenza verso l’amato ex sodale, provocazione o malessere conclamato (o siamo noi che siamo troppo maliziosi)? 

Avanti. Nell’ultima settimana il giocatore campano si allena poco: a fermarlo un problema ai tendini, ma pare che Roijakkers non la prenda bene, lamentandosi per le sue troppe assenze.

Si arriva a lunedì 24 gennaio, a oggi. In mattinata avviene un colloquio tra i due, altro sintomo di qualcosa che non gira per il verso giusto. Nel primissimo pomeriggio ecco l’allenamento. Tra i primi cimenti c’è un esercizio da ripetere sui due lati del campo: pronti via e l’esecuzione viene subito bloccata e Gentile ripreso dal coach. Il nostro mostra disappunto. Si passa dall’altra parte del parquet, si riparte ma ci si ferma ancora immediatamente. Arriva un’altra reprimenda. Stavolta - pare dai racconti che abbiamo raccolto - con un’aggiunta: «Se ti alleni così, non mi servi. Puoi anche andartene».

Gentile non se lo fa ripetere due volte ed esce dal campo. Una volta raggiunti gli spogliatoi, l’ex Milano non solo si cambia per ritornare in abiti civili: fa proprio fagotto con tutta la sua roba. A chi lo incontra con gli scatoloni, fuori dalla porta del palazzetto, dice solo una cosa: «È finita».

Questo il resoconto. E ora? Come scritto: le possibilità di una riconciliazione sono pari a zero. La società in queste ore sta parlando con l’agente dell’ala, Virginio Bernardi: sul piatto la rescissione immediata, resa più semplice dal concreto interesse di Brindisi per l’atleta, pallino del presidente Ferdinando Marino. 

E Varese? A coprire la partenza di Gentile ci penserà Justin Reyes (leggi qui la presentazione), ma è evidente che l’addio dell’azzurro sia sensibile di allargare sia il buco già rilevato e palese sotto canestro (se ne vanno quasi 5 rimbalzi di media), sia di aprirne uno (forse più piccolo) sugli esterni, dove andranno a mancare i suoi quasi 15 punti ad allacciata di scarpe. 

Già trovare un rimedio sul mercato è difficile, figuriamoci due. L’impressione odierna è che Varese  continuerà a pensare prima al centro che ad altro. Ma è solo un’impressione, labile quanto può essere labile un quintetto base di inizio stagione sotto al Sacro Monte…

Fabio Gandini


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