Nel consiglio comunale di questa sera si discute la mozione presentata dai consiglieri Dino De Simone e Maria Grazia D'Amico su proposta dell'assessore Enzo Laforgia (leggi QUI), di rinominare via Padre Reginaldo Giuliani a Gino Stada.
Una mozione per cui la Lega ha già annunciato opposizione (leggi QUI) e oggi arriva anche la presa di posizione del consigliere di Varese ideale, Stefano Clerici.
«La scelta non è casuale anzi è voluta e pienamente antistorica - dice Clerici - Non si vuole solo intitolare una via a Strada (magari non condivisibile ma legittima) bensì cancellare la via Giuliani. Padre Reginaldo Giuliani è stato un frate domenicano, cappellano militare, decorato con medaglia d argento e medaglia di bronzo al valore militare durante la I guerra mondiale. Decorato poi con medaglia d'oro al valore militare e caduto in guerra in Etiopia. La sua colpa secondo progetto concittadino? Aver aderito al Fascismo ovviamente, ma quante sono le innumerevoli personalità che hanno aderito al Fascismo e alle quali abbiamo ancora vie, scuole o palazzi dedicati?»
«Faccio presente a questi smemorati che al Fascismo aderirono, firmandone il manifesto degli intellettuali, Pirandello, Malaparte e Ungaretti, come pure scienziati del calibro di Marconi e Fermi, mentre alla RSI aderirono personaggi come Albertazzi, Gino Bartali, Walter Chiari, Mastroianni, Vianello, Tognazzi, persino, udite udite, Spadolini e Dario Fo - conclude - Come la mettiamo? Cancelliamo i nomi alle scuole e mandiamo nel dimenticatoio personaggi anche clamorosamente cari alla sinistra? La cultura di questa sinistra vuole solo imporre la damnatio memoriae a chi non la pensa come loro. Ma Indro Montanelli scriveva che: ”Un popolo che ignora il proprio passato non saprà mai nulla del proprio presente”».
E per quanto riguarda Gino Strada: «Il buonsenso imporrebbe di evitare una santificazione troppo frettolosa, ma aspettare i canonici 10 anni dalla morte per lasciare che non sia una intitolazione viziata dalle emozioni».




