Territorio - 03 novembre 2026, 18:17

Alessandro Volta, 250 anni fa la scoperta del metano: proposta una centralina per il monitoraggio del gas ad Angera, nei luoghi degli esperimenti

Nel novembre 1776 le prime osservazioni nelle paludi del Lago Maggiore. Il Comitato nazionale per le celebrazioni del bicentenario della morte dello scienziato comasco rilancia l’attualità della sua intuizione con un progetto di rilevazione ambientale. Il sottosegretario Butti: «Ricordare Volta vuol dire valorizzare il contributo dell’innovazione alle sfide del nostro tempo»

Alessandro Volta, 250 anni fa la scoperta del metano: proposta una centralina per il monitoraggio del gas ad Angera, nei luoghi degli esperimenti

Tra il 3 e il 4 novembre 1776 Alessandro Volta individuò il metano nelle zone paludose del Lago Maggiore, nei pressi di Angera. Duecentocinquanta anni dopo, il Comitato nazionale per le celebrazioni del bicentenario della morte dello scienziato comasco propone di installare proprio ad Angera una centralina per il rilevamento e il monitoraggio delle concentrazioni di metano nell’aria.

Sul Lago Maggiore, Volta aveva osservato le bolle di gas naturale che affioravano dai fondali. Ne aveva raccolto i campioni e studiato le proprietà, dimostrandone l’infiammabilità: il gas bruciava con una caratteristica fiamma azzurra. Lo aveva chiamato “aria infiammabile delle paludi”, distinguendolo dall’idrogeno già conosciuto all’epoca. Non si era limitato a identificarlo: ne aveva sperimentato la combustione, intuendone le potenzialità sul piano energetico. I risultati confluirono nelle Lettere sull’aria infiammabile nativa delle paludi, pubblicate nel 1777.

Con quella scoperta, Alessandro Volta confermò l’efficacia del proprio metodo scientifico, fondato sull’osservazione diretta della natura e sulla sperimentazione, aprendo nuove prospettive nello studio dei gas e delle loro applicazioni energetiche. Per ricordare l’anniversario di una tappa fondamentale del percorso scientifico dell’inventore comasco, il Comitato nazionale Volta – nell’ambito delle iniziative che accompagneranno il Paese verso il bicentenario della sua scomparsa, nel 2027 – propone di installare nei luoghi degli esperimenti una centralina autonoma, alimentata a batteria, per il rilevamento e il monitoraggio delle concentrazioni di metano nell’aria. Il dispositivo prevede la trasmissione periodica dei dati e la loro consultazione pubblica attraverso una piattaforma digitale.

L’obiettivo è realizzare uno strumento permanente di osservazione ambientale e divulgazione scientifica nei luoghi della scoperta. Il progetto è stato sottoposto al Comune di Angera nell’ambito di una collaborazione finalizzata a valorizzare il patrimonio storico e scientifico del territorio. L’iniziativa si collega alla Dichiarazione di Angera per l’Azione sul Metano, presentata in occasione della conferenza scientifica internazionale ospitata dal Joint Research Centre di Ispra per il 250° anniversario della scoperta.

«A due secoli e mezzo da quella scoperta, il messaggio di Volta è ancora attuale: la ricerca è il punto di partenza dell’innovazione e uno strumento fondamentale per comprendere e affrontare le sfide del nostro tempo. Investire nella conoscenza significa creare le condizioni per nuove tecnologie, applicazioni e opportunità per il Paese. Oggi le tecnologie digitali, la sensoristica e la gestione dei dati consentono di compiere un ulteriore passo avanti: monitorare le concentrazioni di metano, raccogliere informazioni ambientali e renderle accessibili attraverso piattaforme pubbliche» dichiara Alessio Butti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’Innovazione tecnologica e alla Transizione digitale.

«Il progetto proposto dal Comitato va proprio in questa direzione – continua il sen. Butti – mettere l’innovazione tecnologica al servizio della conoscenza e della tutela dell’ambiente. Volta nel 1776 osservava e studiava il metano, oggi possiamo monitorarlo con strumenti digitali e dati accessibili. Cambiano le tecnologie, ma resta la stessa esigenza: conoscere meglio la realtà per affrontare con strumenti sempre più efficaci le sfide del futuro. La scienza di ieri incontra così gli strumenti di oggi per affrontare una delle grandi questioni del nostro tempo: il rapporto tra energia e ambiente. Ricordare Volta – conclude il sottosegretario – significa quindi valorizzare il contributo dell’innovazione alle grandi sfide del nostro tempo». «La scoperta del metano racconta perfettamente il metodo di Volta: osservare un fenomeno, studiarlo e trasformarlo in conoscenza - dichiara Vincenzo Vespri, presidente del Comitato nazionale per le celebrazioni del bicentenario della morte di Alessandro Volta – è questa l’eredità voltiana che il Comitato vuole rendere attuale. Duecentocinquanta anni fa Volta apriva una nuova strada nella ricerca sui gas. Oggi il metano è ancora al centro di questioni decisive per l’approvvigionamento energetico e la lotta al cambiamento climatico. La ricorrenza diventa così un’occasione per riportare al centro il rapporto tra ricerca, approvvigionamento energetico, emissioni e cambiamento climatico. Per questo – conclude il prof. Vespri – vogliamo utilizzare le tecnologie disponibili per continuare a studiare quel fenomeno proprio nei luoghi in cui lo scienziato lo osservò. La centralina può diventare uno strumento concreto di ricerca, divulgazione e conoscenza ambientale».  

Comunicato Stampa

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