Non useremo un nome di fantasia, ma quello che si merita chi ha ricevuto affetto e cure in una condizione di fragilità. Perché ha anche dato tanto, senz'altro, a chi si è preso cura di lui.
Lo chiameremo Amico. Non aveva nulla, ma aveva chi gli voleva bene. Si è sentito male all'aeroporto di Malpensa, dove trovava rifugio insieme ai suoi affetti più cari. Inutile la corsa all'ospedale di Busto Arsizio.
Si è spento, ma non da solo. Né da solo dovrà affrontare un ultimo, freddo viaggio. Perché tornerà a casa, Amico, verrà sepolto con la sua famiglia, nella sua bella terra nel Nord della Lombardia. Questo grazie anche una mobilitazione dei volontari del territorio, dalla Caritas di Busto a Il Viandante di Varese e a Sos Stazione. Viveva a Malpensa, appunto, veniva talvolta con chi amava e gli è sempre stato a fianco alla stazione di Busto Arsizio a mangiare qualcosa dall'Unità di Strada della Croce Rossa. Pasti e calore umano.
Volevano bene ad Amico, e Amici sono stati fino all'ultimo.
Così sarà possibile, lunedì 2 novembre, prima che torni a casa salutarlo per un'ultima volta. Senza troppe parole, ma con un abbraccio a chi lo ama e gli è sempre stato a fianco. Una storia di silenziosi e autentici legami.




