La Varese Nascosta - 31 ottobre 2026, 07:45

LA VARESE NASCOSTA. I misteriosi spettri della Cà dei Frati di Besano

E' Halloween e non poteva mancare una leggenda paurosa del nostro territorio. Andiamo nei boschi di Besano, dove si racconta di uno strano e inquietante incontro...

(foto da La Varese Nascosta)

(foto da La Varese Nascosta)

Torna l'appuntamento con la rubrica dedicata alla storia, agli aneddoti, alle leggende e al patrimonio storico e culturale di Varese e del Varesotto in collaborazione con l'associazione La Varese Nascosta. Ogni sabato pubblichiamo un contributo per conoscere meglio il territorio che ci circonda.

Gli Spettri della Cà dei Frati Besano

Besano è un paese posto ai piedi dei contrafforti che risalgono verso i monti Grumello e Pravello e famoso per il suo importante museo di fossili.

Da Besano, alla località Novella si diparte la vecchia strada sterrata militare che sale verso le fortificazioni del 1917 (Linea Cadorna) e il monte Grumello; dopo l'acquedotto una deviazione sulla destra conduce alla "Cà dei frati" (oggi solo un bosco ed una radura) e alla cava da cui si sono estratti i fossili. "Cà dei frati": probabilmente il nome deriva dal fatto che la zona in antico era di proprietà di un ordine religioso ma la tradizione popolare dà del toponimo un'altra spiegazione: quel terreno, ora incolto e accidentato, sarebbe stato chiamato così perché sede di eremitaggio di un gruppo di monaci nel 1400.

Purtroppo questi frati, seguendo i costumi del tempo andavano in giro armati di tutto punto (si era prima della Controriforma e della "pulizia" effettuata da S. Carlo Borromeo) e usavano del privilegio della tonaca per darsi ad orge sfrenate e taglieggiare i villici, per cui l'agglomerato di casupole che i religiosi utilizzavano come abitazioni erano diventate sentina di ogni vizio e prepotenza.

Così successe che una notte San Martino, antico protettore di Besano, indignato, mandasse un terribile temporale, una vera alluvione, che provocò lo smottamento di parte della montagna e seppellì sotto un mare di pietre e fango il romitaggio uccidendo i frati peccatori.

Tra il XIX e XX secolo diversi cacciatori o taglialegna che si attardarono nel bosco dopo il suono dell'Angelus nei giorni dalla fine di ottobre ai primi di novembre, furono sconvolti da una strana visione: tutto a un tratto dal profondo della boscaglia sentivano venire un coro sommesso di lamenti che si avvicinava sempre più finché, attraverso le piante, ombre livide di frati comparivano con corpi esangui, alcuni nudi fino alla cintola con la schiena rigata dal sangue prodotto dall'autoflagellazione.

L'inquietante processione si incamminava nella radura e sotto lo sguardo esterrefatto degli spettatori veniva inghiottita da un subitaneo avvampare di fiamme azzurrastre che dopo breve tempo scomparivano senza lasciare traccia di bruciatura sull'erba ma solo un fetido odore putrescente di decomposizione.

Ho cercato racconti recenti che si riferiscano a questa infestazione spiritica, ma l'unica testimonianza orale che ho trovato riferisce di un fatto accaduto nel 1947, ai tempi d'oro del contrabbando.

Il giovane protagonista della vicenda, abile contrabbandiere, con la sua "bricolla" di sigarette, dadi, zucchero e caffe, era solito passare tra le maglie della rete di confine in un punto posto in una forra impervia a metà strada tra la caserma della finanza posta nelle vicinanze di Monte Casolo e la garitta di sentinella del Pravello. Quindi il contrabbandiere scendeva il vallone e, costeggiando le cave di ittiolo giungeva a Besano.

Il tutto logicamente di notte.

Ma in una brutta notte di pioggia l'uomo scivolò silenzioso fuori dal bosco nella radura dei frati e si fermò a prendere fiato. D'un tratto una luce velata tra gli alberi lo fece trasalire. "La Finanza!" pensò e gettata la bricolla si buttò nell'ombra dei cespugli, al sicuro.

La luce fioca traversò gli alberi a mezza altezza e il giovane strabuzzò gli occhi quando vide che questo effetto luminoso era prodotto dalle figure grigie di uomini col cappuccio calato sugli occhi che riconobbe subito per frati.

Le ombre spettrali passarono accanto a lui, così vicino che ebbe modo di notare come sotto il cappuccio non vi fosse volto o testa, nulla, solo il vuoto nero!

Le figure si fermarono un poco nella radura, lamentandosi sommessamente, quindi scomparirono nel bosco da cui erano venuti.

Il contrabbandiere ci mise un buon quarto d'ora a riprendersi dallo spavento, poi lesto come un furetto afferrò la sua bricolla e via a rotta di collo per il sentiero verso la Novella...

Post da La Varese Nascosta
(Fonte: Roberto Corbella)

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