Territorio - 27 ottobre 2026, 16:04

FOTO e VIDEO. Nasce Alfambiente: i depuratori diventano «EcoHub» al servizio dei Comuni

Presentata nell'impianto di Caronno Pertusella la nuova struttura operativa di Alfa che punta a trasformare gli impianti di depurazione in centri per produrre energia e recuperare materiali. Tra le prime novità a disposizione delle amministrazioni locali ci sono la pulizia delle caditoie, la gestione del materiale spiaggiato e le analisi dell'acqua potabile

Trasformare gli impianti di depurazione da centri di costo e terminali passivi della rete fognaria a veri e propri «EcoHub», capaci di creare valore economico, produrre energia pulita e recuperare materie prime da reimmettere nel ciclo produttivo. Con questo cambio di paradigma industriale Alfa, la società a capitale interamente pubblico che gestisce il servizio idrico integrato nell'intera provincia di Varese, ha tenuto a battesimo la sua nuova divisione aziendale, denominata Alfambiente.

La presentazione ufficiale si è svolta all'interno del depuratore di Caronno Pertusella, il secondo impianto per dimensioni tra quelli gestiti dalla società, scelto non a caso come modello concreto di questa trasformazione. Davanti a una squadra di giovani ingegneri e tecnici, i vertici aziendali hanno illustrato la missione della nuova realtà, nata per rispondere a una precisa richiesta dei sindaci soci e per offrire alle amministrazioni comunali del territorio un ventaglio di servizi integrati a carattere ambientale.

A delineare il quadro strategico è stato il presidente di Alfa, Paolo Mazzucchelli, che ha voluto innanzitutto rimarcare l'origine pubblica del progetto: «È importante dire che Alfa è l'azienda dei Comuni, quindi sono i Comuni che decidono quale deve essere la strategia e cosa Alfa deve fare. E quindi anche Alfambiente è nata su sollecitazione dei nostri soci, che sono appunto i sindaci, e quindi i Comuni e i cittadini della provincia di Varese». Entrando nel merito delle finalità operative, il presidente ha spiegato come la nuova direzione intenda intervenire sulla filiera: «Di che cosa si occupa Alfambiente? Della parte dei rifiuti che transitano dal depuratore. L'idea è quella di far diventare i depuratori degli EcoHub, passando da parte passiva del nostro ciclo produttivo a generatore di ricavi e quindi di ricchezza che riverseremo sul territorio dando dei servizi ai Comuni. Vogliamo far diventare sempre più Alfa una soluzione per i municipi soci, un braccio concretamente operativo».

Nel corso del suo intervento, Mazzucchelli ha poi chiarito in maniera perentoria il perimetro delle attività, escludendo ogni sovrapposizione con altri comparti: «Non è obiettivo dell'azienda entrare nella gestione dei rifiuti urbani perché riteniamo che siano servizi a scarso valore aggiunto, tra l'altro con la nuova normativa Arera noi non siamo interessati. Gestiamo solo i rifiuti attinenti al core business aziendale, a tutto ciò che è depurazione, e i servizi ai municipi. Non vogliamo generare confusioni: noi non siamo interessati ai rifiuti urbani».

La genesi e l'articolazione tecnica di Alfambiente sono state quindi dettagliate dall'ingegner Annalisa Berni, direttore di gestione della nuova divisione, che ha contestualizzato la nascita di questa struttura nel percorso decennale compiuto da Alfa sul territorio: «Per parlare di Alfambiente è necessario ripercorrere quella che è stata la storia di Alfa in questi dieci anni. L'azienda è nata nel 2015 con un obiettivo chiaro, diventare il gestore unico del servizio idrico integrato in provincia di Varese. Il 2020 ha rappresentato con il contratto di rete un passaggio importante, che ci ha portato nel 2022 a completare il perimetro gestionale. Gli anni successivi sono stati di consolidamento e hanno portato Alfa a raggiungere una maggiore autonomia, facendola diventare una realtà da centoventi milioni di euro di fatturato e circa quattrocentocinquanta dipendenti. Alfambiente nasce come un ulteriore tassello dell'evoluzione industriale di Alfa e non come un elemento distaccato».

Berni ha chiarito l'impostazione operativa della divisione, spiegando che l'intento è «guidare e accompagnare l'evoluzione industriale trasformando l'impianto di depurazione in un hub ambientale: non più solo un terminale di fognatura, ma un vero e proprio centro di produzione di nuova materia e nuova energia in ottica di economia circolare. Il servizio idrico resta il core business, ma guardiamo al futuro mettendo le competenze acquisite a disposizione dei Comuni, con l'obiettivo di diventare un unico interlocutore in grado di integrare servizi oggi frammentati, migliorare la qualità delle prestazioni e generare economie di scala».

La struttura si regge su cinque macro-aree: la gestione operativa dei depuratori, l'area di ricerca e innovazione finalizzata ad attivare partnership con università ed enti, la progettazione ed esecuzione tecnica degli interventi, un canale dedicato alla finanza alternativa per intercettare risorse al di fuori del piano tariffario ordinario e l'area di sviluppo industriale ed economia circolare.

Proprio l'impianto di Caronno Pertusella costituisce il primo banco di prova concreto di questa filosofia impiantistica. «È il primo EcoHub in fase di sviluppo ed è il secondo impianto più grande che gestiamo – ha ricordato Berni –, capace di trattare dodici milioni di metri cubi di acqua all'anno e novantamila tonnellate di rifiuti liquidi, costituiti da bottini delle fosse biologiche e rifiuti liquidi a base organica provenienti da processi produttivi industriali, compatibili con i nostri processi biologici». Nell'impianto sono già attivi interventi di cogenerazione, sistemi di essiccamento fanghi per circa millequattrocento tonnellate annue, linee per il recupero di sabbie riutilizzabili e un programma condotto insieme al Politecnico di Milano per l'estrazione di nutrienti, azoto ammoniacale e proteine dai reflui, oltre al riuso delle acque depurate per scopi industriali, irrigui o per la pulizia delle strade.

Parallelamente alla riconversione impiantistica, Alfambiente avvia un primo pacchetto di servizi diretti alle amministrazioni comunali, che comprende la pulizia e lo spurgo delle caditoie stradali, la raccolta e il recupero dei rifiuti spiaggiati sulle rive dei bacini lacustri del territorio, lo studio per realizzare un impianto provinciale dedicato al recupero delle terre e sabbie da spazzamento strade e un servizio di analisi della qualità dell'acqua potabile a valle del contatore.

A sottolineare il cambio di passo culturale è intervenuto l'amministratore delegato di Alfa, Marco Cavallin: «Oggi è un giorno importante, è un passo che stiamo facendo verso il futuro, un futuro che con decisione e determinazione vogliamo sia all'insegna della sostenibilità e dell'economia circolare. Il passaggio fondamentale è smettere di considerare il depuratore un semplice gestore di rifiuti e guardarlo invece come un gestore di risorse. Questo percorso lo affrontiamo puntando su ingegneri giovani, che stanno portando avanti questo progetto. Per noi rappresenta una precisa scommessa, condivisa con il presidente e il direttore: investire nelle risorse umane per costruire il nostro futuro. Mi auguro che questa giornata segni l'inizio di una traiettoria rilevante per l'azienda e per i nostri soci, ma soprattutto per l'ambiente che abbiamo il dovere di tutelare e preservare».

Un concetto ribadito con forza anche dal direttore generale di Alfa, Luca Lolaico, che ha posto l'accento sulla valorizzazione delle professionalità interne: «Tengo molto a sottolineare quanto questa azienda creda nel progetto e lo dimostri con gli investimenti dedicati alle persone. La squadra che opera in Alfambiente è uno staff estremamente competente, su cui la società aveva già investito per seguire diversi filoni e che ora abbiamo voluto raggruppare insieme in questa iniziativa di fondamentale importanza. Sono professionisti che porteranno avanti la ricerca, lo sviluppo e l'accesso ai canali di finanza agevolata, permettendo ad Alfambiente di presidiare i nuovi settori e di garantire risposte concrete ai nostri soci, confermando l'azienda come una risorsa primaria per tutti i Comuni del territorio».

Giovanni Ferrario

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