Territorio - 21 ottobre 2026, 12:09

«L’amore rende pronti. E tu Lele eri sempre pronto»

Nella piccola chiesa parrocchiale di Galliate Lombardo stracolma di affetto e commozione è stato salutato per l'ultima volta Gabriele Andena davanti agli amici del calcio e del Varese, ma anche dell'Atalanta, e a chi ha vissuto accanto a una persona capace di relazioni umane uniche. Il figlio Luca: ««C’è una foto che racconta papà scattata durante Atalanta-Vicenza del '77 mentre affronta Paolo Rossi con intervento deciso e senza paura: ecco, lui è sempre stato così nella vita»

Lele Andena oggi è stato accompagnato nell'ultimo viaggio da una folla commossa nella piccola chiesa di Galliate Lombardo

Lele Andena oggi è stato accompagnato nell'ultimo viaggio da una folla commossa nella piccola chiesa di Galliate Lombardo

«Giovedì eravamo assieme felici con lui accanto alla famiglia di Pietro Anastasi all'intitolazione del piazzale per il campionissimo allo stadio Franco Ossola, oggi siamo con il cuore in subbuglio alla chiesa di Galliate Lombardo per dargli l'ultimo saluto»: sono le parole di uno dei tanti grandi ex giocatori del Varese che si sono ritrovati questa mattina, increduli e attoniti, per dire addio al compagno di calcio e di vita Gabriele Andena, scomparso sabato scorso all'improvviso a 79 anni per un malore mentre giocava a tennis, in una chiesa troppo piccola ma, forse, ancora per questo più vicina e commossa alla altrettanto grande famiglia di Lele. 

«L’amore rende pronti. E tu eri sempre pronto»: così don Alberto Cozzi in uno dei ricordi più autentici a cui ci sia mai capitato di assistere nel momento dell'addio a una persona che non c'è più ha salutato Lele insieme all'intera Galliate Lombardo - dove Andena è stato anche vice sindaco e assessore - al suo Varese, presenti Giovanni Rosati e Massimo Foghinazzi, ma anche all'Atalanta e ai tantissimi che lo hanno conosciuto e che oggi non sono potuti mancare per restituirgli un pezzetto dell'amore e della passione che lui ha sempre donato agli altri.

«Quando ti portano via una persona in questo modo si prova un senso di ingiustizia che è ancora maggiore per due lutti così vicini che hanno colpito questa famiglia (è scomparsa a distanza di poche ore da Lele anche la suocera, ndr), ma questo è un arrivederci perché noi un giorno ti ritroveremo» ha aggiunto don Alberto davanti alla foto sorridente di Lele e alle rose bianche e rosse che lo hanno accompagnato nell'ultimo viaggio.

«Era una persona amata capace di relazioni belle. Un giocatore famoso? Di più: si è rimesso in gioco con l’umiltà di chi riparte e impara, come direbbe la sua Gabriella. Il suo lavoro nella posa dei campetti in sintetico non era uno strumento, ma un dono e pura passione: "Io ti do un campetto perché tu possa essere felice". Condivideva sogni e anche prima di andare a giocare a tennis un'ultima partita aveva preso le misure per un nuovo bellissimo rettangolo verde...».

In una chiesa con tanti ex compagni o amici di calcio, da Guido Borghi a Gedeone Carmignani, da Bruno Limido a Vito de Lorentiis, Ambrogio Borghi, Silvio Papini, Fabrizio Roncari e molti altri, ma anche da accompagnatori e dirigenti fedeli come Pietro Frontini, Aldo Cunati, al dottor Stefano Besani e a Daniele Marantelli non sono mancati momenti di commozione quando il figlio Luca ha ricordato "Gabriele, Lele, Andena, papà, mister e nonno".

«C’è una foto che racconta mio papà scattata durante Atalanta-Vicenza del '77 mentre affronta Paolo Rossi con un intervento deciso e senza paura: ecco, lui è sempre stato così nella vita. Anche di fronte agli avversari più forti diceva sempre: "Me li mangio a colazione". E lo faceva con umiltà, passione e dedizione. Portava gentilezza dove gli altri portavano fretta e dietro quell'aria un po’ burbera nascondeva dolcezza e un cuore grande perché sapeva anche farsi da parte» ha detto Luca.

«A guardare il Lele eri sempre convinto che esistesse l'elisir dell’immortalità talmente era pieno di vita. Oggi vorremo solo essere riusciti a fargli sentire quanto era importante per noi. Ti vogliamo bene papà» ha concluso Luca. 

E, insieme a Gabriella, Sara, Paolo, Tommaso, Luca, Danila, Sofia e alla sua grande famiglia gliene vogliamo anche tutti noi.

Andrea Confalonieri


Vuoi rimanere informato sul Varese e dire la tua?
Iscriviti al nostro servizio gratuito! Ecco come fare:
- aggiungere alla lista di contatti WhatsApp il numero 0039 347 2523606
- inviare un messaggio con il testo VARESE CALCIO
- la doppia spunta conferma la ricezione della richiesta.
I messaggi saranno inviati in modalità broadcast, quindi nessun iscritto potrà vedere i contatti altrui, il vostro anonimato è garantito rispetto a chiunque altro.
VareseNoi.it li utilizzerà solo per le finalità di questo servizio e non li condividerà con nessun altro.
Per disattivare il servizio, basta inviare in qualunque momento un messaggio WhatsApp con testo STOP VARESE CALCIO sempre al numero 0039 347 2523606.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A OTTOBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU