Nel tardo pomeriggio odierno, alla Prefettura di Varese, alla presenza del Sottosegretario di Stato all’Interno, On. Nicola Molteni, è stato sottoscritto il Protocollo d’intesa “On the Road”, finalizzato alla promozione della cultura della legalità e della sicurezza stradale attraverso un innovativo percorso di formazione esperienziale rivolto alle giovani generazioni.
Alla cerimonia hanno preso parte, insieme ai rappresentanti delle Istituzioni e degli Enti aderenti, il fondatore e Vicepresidente dell’Associazione “Ragazzi On The Road APS”, il giornalista Alessandro Invernici.
L’accordo, promosso e coordinato dal Prefetto di Varese, Salvatore Pasquariello, si inserisce nel quadro del Protocollo nazionale sottoscritto il 16 ottobre 2025 presso il Ministero dell’Interno dal Ministro Matteo Piantedosi, dal Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e dal Presidente dell’Associazione “Ragazzi On The Road APS”, Egidio Provenzi, volto a favorire la diffusione, sull’intero territorio nazionale, di iniziative di sensibilizzazione e prevenzione dell’incidentalità stradale.
La Prefettura di Varese aveva già anticipato tale modello educativo nel 2023, quando, su iniziativa del Prefetto Pasquariello, era stato promosso un primo protocollo territoriale fondato sull’esperienza diretta dei giovani a fianco delle Forze dell’ordine e degli operatori dell’emergenza. Un percorso che ha preceduto la successiva cornice interministeriale e che oggi trova ulteriore impulso attraverso l’ampliamento della rete istituzionale coinvolta e il rafforzamento delle opportunità formative offerte ai partecipanti.
L’iniziativa, che si svolgerà dal 19 al 25 ottobre 2026, si fonda sulla collaborazione tra Istituzioni, Forze dell’ordine, Enti locali, operatori del soccorso e mondo dell’istruzione.
Cuore del progetto è il coinvolgimento diretto di ragazze e ragazzi con più di 16 anni, che, dopo un’apposita formazione, hanno l’opportunità di affiancare, in qualità di osservatori e sotto la supervisione di personale qualificato, gli operatori delle Forze di polizia, delle Polizie locali, dei Vigili del Fuoco, del soccorso sanitario, del NUE 112 e delle altre realtà istituzionali aderenti, conoscendone da vicino le attività di prevenzione, controllo, sicurezza e gestione delle emergenze.
I giovani potranno così salire a bordo delle pattuglie e vivere dall’interno l’operatività quotidiana dei servizi, confrontandosi direttamente con le responsabilità, le decisioni e le situazioni di rischio che caratterizzano il lavoro di quanti sono impegnati nella tutela della collettività.
Non una semplice attività teorica, dunque, ma un’esperienza concreta, capace di favorire una maggiore consapevolezza dei rischi connessi alla circolazione stradale e delle conseguenze derivanti dall’inosservanza delle regole.
Il progetto si propone, inoltre, di rafforzare il rapporto di fiducia tra giovani e Istituzioni, promuovendo il senso civico, la responsabilità individuale e il rispetto della legalità, anche quale strumento di prevenzione delle diverse forme di disagio giovanile.
«Il progetto “On the Road” nasce dalla convinzione che la distanza tra i giovani e le Istituzioni possa essere ridotta attraverso la conoscenza, il dialogo e, soprattutto, l’esperienza diretta», ha sottolineato il Prefetto Salvatore Pasquariello. «Quando un ragazzo affianca un operatore delle Forze dell’ordine o del soccorso durante il servizio, ha l’opportunità di comprendere che dietro ogni uniforme vi sono persone, professionalità e responsabilità, ma anche rischi affrontati quotidianamente per garantire la sicurezza della collettività. Questa vicinanza contribuisce a rendere più comprensibile il ruolo delle Istituzioni e a consolidare quel rapporto di fiducia che costituisce uno dei presupposti fondamentali della convivenza civile».
Il Sottosegretario di Stato all’Interno, On. Nicola Molteni, ha evidenziato il valore della collaborazione istituzionale che ha reso possibile l’iniziativa: «Oggi, in Prefettura a Varese, abbiamo sottoscritto un protocollo che unisce istituzioni, sindaci, realtà associative e territoriali attorno a un obiettivo comune: investire sui giovani attraverso l’educazione alla legalità, alla sicurezza e alla responsabilità. È un’intesa che nasce dal basso, profondamente radicata nel territorio, e che valorizza la straordinaria capacità di collaborazione della filiera istituzionale varesina».
Il Sottosegretario ha inoltre sottolineato come «Ragazzi On the Road rappresenti un modello educativo e formativo innovativo, che ha ormai assunto una dimensione nazionale. La sua forza sta soprattutto nell’educazione tra pari: giovani che parlano ai giovani, condividono esperienze e diventano protagonisti della diffusione della cultura della legalità e della sicurezza».
Particolarmente significativa è l’ampiezza della rete istituzionale coinvolta, che comprende Amministrazioni comunali, Forze dell’ordine, Vigili del Fuoco, Autorità e operatori del sistema sanitario e del soccorso, Istituzioni scolastiche e universitarie, nonché ulteriori Enti e Associazioni del territorio.
Una specifica attenzione è rivolta anche ai giovani che vivono situazioni di fragilità o disagio, attraverso percorsi educativi orientati alla responsabilizzazione e alla maturazione di una maggiore consapevolezza delle proprie condotte.
In tale prospettiva, il Protocollo contempla il coinvolgimento della Questura, anche al fine di favorire l’avvicinamento all’iniziativa di giovani destinatari di specifici provvedimenti di prevenzione, nell’ottica di offrire loro ulteriori occasioni di riflessione e crescita personale.
L’Ufficio Scolastico Territoriale continuerà a contribuire, inoltre, alla diffusione del progetto presso gli istituti scolastici e all’individuazione dei giovani interessati, favorendo il raccordo tra l’esperienza formativa e i percorsi educativi delle scuole.
Il coordinamento istituzionale delle attività è affidato alla Prefettura di Varese, mentre l’Associazione “Ragazzi On The Road APS” curerà gli aspetti formativi, organizzativi e operativi del progetto, assicurando ai partecipanti le necessarie misure di tutela e sicurezza.
L’Associazione, attiva dal 2007, ha sviluppato negli anni un modello educativo che ha coinvolto ad oggi oltre 1.700 giovani in più di 170 Comuni italiani, attraverso esperienze dirette al fianco delle Istituzioni e degli operatori della sicurezza e del soccorso, favorendo la diffusione della cultura della prevenzione anche attraverso la testimonianza dei partecipanti nei rispettivi contesti sociali e scolastici.
Anche per l’edizione 2026, la Provincia di Varese ha assicurato il proprio sostegno economico all’iniziativa, mettendo a disposizione risorse destinate ad ampliare la partecipazione, con particolare attenzione ai Comuni di minori dimensioni e a quelli situati nelle aree periferiche e montane. Il contributo consentirà, inoltre, a ciascun Comune aderente di coinvolgere un giovane senza costi aggiuntivi.
La sottoscrizione del Protocollo costituisce un ulteriore momento di consolidamento della collaborazione interistituzionale sul territorio provinciale e conferma la centralità delle politiche di prevenzione, sensibilizzazione e formazione nella promozione della sicurezza collettiva.
Nel corso dell’incontro, il Prefetto ha altresì richiamato l’attenzione sul valore educativo dell’iniziativa, anche alla luce dei recenti episodi di violenza verificatisi a Milano e in altre città italiane ed europee, che hanno riportato al centro del dibattito pubblico il rapporto tra le giovani generazioni e le Forze dell’ordine.
«La libertà di manifestare, di dissentire e di esprimere il proprio pensiero costituisce un diritto fondamentale, che deve essere pienamente garantito. Tuttavia, il legittimo esercizio di tale diritto non può mai tradursi in aggressioni nei confronti degli operatori delle Forze dell’ordine, in danneggiamenti o in altre forme di violenza», ha osservato il Prefetto. «Non si tratta di generalizzare comportamenti che appartengono a una minoranza, ma di riflettere sulla responsabilità educativa che coinvolge l’intera comunità: famiglie, scuole, Istituzioni e associazioni sono chiamate a trasmettere ai giovani il valore del rispetto reciproco e la consapevolezza che a ogni diritto corrispondono precise responsabilità».
Sul medesimo tema è intervenuto anche il Sottosegretario Molteni, rimarcando il significato dell’iniziativa nel contesto attuale: «All’indomani di una giornata particolarmente delicata, segnata dai gravi episodi di violenza e dalle aggressioni avvenute a Milano, che condanniamo con fermezza, da Varese arriva un messaggio di segno opposto: quello di una generazione che sceglie la partecipazione, la responsabilità e la fiducia nelle istituzioni. È un segnale di speranza. Per Varese, certamente. Ma soprattutto per l’Italia».
In tale prospettiva, l’iniziativa intende rendere i partecipanti non soltanto destinatari di un percorso educativo, ma anche protagonisti attivi nella diffusione della cultura della legalità, affinché possano farsi portatori, nei rispettivi contesti scolastici, familiari e sociali, dei valori acquisiti durante l’esperienza.
«Non possiamo limitarci a chiedere ai giovani di rispettare le Istituzioni: dobbiamo offrire loro occasioni concrete per conoscerle, comprenderne il ruolo e sentirsi parte della comunità», ha concluso il Prefetto Pasquariello. «Investire sui giovani significa investire sulla sicurezza di tutti, perché la sicurezza non si realizza soltanto attraverso la capacità di intervenire quando si verifica un fatto illecito, ma anche attraverso la prevenzione, la costruzione di rapporti di fiducia e la diffusione di una cultura della responsabilità. L’obiettivo non è formare giovani che rinuncino a esprimere il proprio dissenso, ma cittadini consapevoli, capaci di esercitare le proprie libertà nel rispetto di quelle altrui e di riconoscere nelle Istituzioni un presidio essenziale della convivenza democratica».
Il Protocollo sottoscritto oggi testimonia, dunque, la volontà condivisa di trasformare la vicinanza tra giovani e Istituzioni in conoscenza, fiducia e rispetto consapevole delle regole, nella convinzione che la promozione della legalità e della sicurezza rappresenti una responsabilità educativa collettiva e un investimento concreto sul futuro della comunità.




