Varese - 15 ottobre 2026, 12:27

All'ex ministro Enrico Giovannini il Premio Furia 2026

La cerimonia di consegna del prestigioso riconoscimento avrà luogo il 5 novembre a Varese: premiata la visione dell'ex presidente dell'Istat, economista e statistico, di uno sviluppo sostenibile sostenibile che unisce tutela dell'ambiente, giustizia sociale, educazione e responsabilità verso le generazioni future

Enrico Giovannini

Enrico Giovannini

Il Premio Ecologia Città di Varese - Salvatore Furia 2026 viene conferito quest'anno a Enrico Giovannini, economista e statistico, professore ordinario di Statistica economica e di Analisi e politiche per lo sviluppo sostenibile all'Università di Roma Tor Vergata e docente presso la Scuola Nazionale dell'Amministrazione. 

Il riconoscimento va così a una visione dello sviluppo sostenibile che unisce tutela dell'ambiente, giustizia sociale, educazione e responsabilità verso le generazioni future. Giovannini è stato due volte ministro dopo aver ricoperto gli incarichi di Chief Statistician dell'OCSE e di presidente dell'ISTAT. Cofondatore e direttore scientifico dell'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), ha dedicato una parte fondamentale del proprio percorso scientifico, istituzionale e culturale alla promozione dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite e alla diffusione di una visione dello sviluppo capace di integrare le dimensioni ambientale, economica e sociale. Giovedì 5 novembre ci sarà la giornata dedicata al Premio Furia: appuntamento alle 15.00 a Villa Baragiola per la tradizionale piantumazione, mentre alle 21.00 in Salone Estense ci sarà la cerimonia di consegna del riconoscimento. La serata ospiterà anche la consegna del premio "Mario Pavan" assegnato alla tesi di dottorato di un giovane ricercatore in materie scientifiche con focus sulla sostenibilità. L'evento è aperto a tutti.

A presentare i dettagli dell'edizione 2026 sono stati l'assessora alla Tutela ambientale Nicoletta San Martino, Luca Molinari della Società Astronomica Schiaparelli, Adriano Martinoli dell'Università degli Studi dell'Insubria, la ricercatrice Sandra Coecke del JRC di Ispra, Fabio Carella di Arpa.

«C'è un aspetto dell'eredità di Salvatore Furia che vorrei sottolineare: la sua capacità di essere educatore – ha sottolineato Nicoletta San Martino, assessora alla Tutela ambientale, sostenibilità sociale ed economia circolare del Comune di Varese - Furia ha trasmesso a tanti giovani non soltanto conoscenze naturalistiche, ma un modo di guardare la natura, di conoscere il proprio territorio e di sentirsi responsabili della sua tutela. Ci ha insegnato che la cultura ambientale nasce dalla conoscenza, ma diventa patrimonio comune quando si traduce in consapevolezza e comportamenti responsabili. È proprio questa consapevolezza che rende l'educazione fondamentale per costruire società sostenibili, come riconosce l'Agenda 2030. E richiama anche uno dei messaggi centrali della Laudato si' di Papa Francesco: la cura della casa comune non può prescindere dalla consapevolezza del legame che unisce le persone all'ambiente e dalla responsabilità che ne deriva. Perché la tutela della natura non è separabile da quella delle persone, dalla giustizia sociale e dall'impegno verso le generazioni future».

Anche quest'anno la scelta del comitato scientifico del premio conferma il prestigio culturale dell'iniziativa, individuando una personalità che ha saputo tradurre la consapevolezza della crisi ambientale in una riflessione più ampia sulle responsabilità della società, delle istituzioni e del sistema economico. Attraverso il lavoro scientifico, l'impegno istituzionale e l'attività di divulgazione, Giovannini ha contribuito a portare il paradigma dello sviluppo sostenibile al centro del dibattito pubblico, promuovendo una visione nella quale il benessere non può essere misurato soltanto attraverso la crescita economica, ma deve comprendere la qualità della vita, la coesione sociale, la tutela delle risorse naturali e le opportunità offerte alle generazioni future.

La fondazione dell'ASviS nel 2016 rappresenta una tappa fondamentale di questo impegno. L'Alleanza contribuisce a diffondere la conoscenza dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite e a promuovere il raggiungimento dei suoi 17 Obiettivi: un programma che unisce il contrasto alla povertà e alle disuguaglianze, la tutela degli ecosistemi, la promozione di modelli di produzione e consumo responsabili e la costruzione di società più inclusive e resilienti. È una prospettiva che invita a superare la separazione tra politiche ambientali e politiche sociali, riconoscendone la profonda interdipendenza. La sostenibilità, infatti, non può limitarsi alla protezione delle risorse naturali, ma deve interrogarsi anche su come vengono distribuite le opportunità, su chi sostiene i costi delle trasformazioni e sulla possibilità di garantire condizioni di vita dignitose a tutti.

È proprio in questa visione che si ritrova la coerenza con la figura di Salvatore Furia, naturalista, divulgatore e fondatore del Premio nel 1973. Furia ha dedicato la propria vita alla conoscenza e alla protezione della natura, convinto del valore della scienza come strumento di educazione e di crescita della comunità. La sua intuizione, maturata quando l'ecologia non occupava ancora il posto che oggi le spetta nel dibattito pubblico, conserva una straordinaria attualità: conoscere l'ambiente significa comprenderne gli equilibri, riconoscere la responsabilità umana nel preservarli e costruire una cultura della cura capace di coinvolgere l'intera società.

Il conferimento del Premio 2026 si colloca in un percorso culturale che si è progressivamente consolidato, in questi ultimi cinque anni, attraverso personalità diverse per formazione e ambito di attività, ma accomunate dalla capacità di allargare lo sguardo sul rapporto tra esseri umani e ambiente. Nel 2022, con Barbara Gallavotti, il riconoscimento ha valorizzato il ruolo della divulgazione scientifica nel rendere accessibili conoscenze complesse e nel rafforzare la consapevolezza pubblica. Nel 2023, la scelta di Michelangelo Pistoletto ha richiamato il ruolo della cultura e della creatività nel ripensare il rapporto tra essere umano, società e pianeta. Nel 2025, con Ilaria Capua e la sua visione della Salute Circolare, è stata sottolineata l'interdipendenza tra salute umana, salute animale e salute dell'ambiente, insieme al peso dei comportamenti sociali, dell'economia, del diritto e dell'informazione. Il riconoscimento a Enrico Giovannini rappresenta il compimento di questo cammino: dalla conoscenza scientifica alla cultura, dalla salute alla responsabilità economica e istituzionale, emerge una concezione dell'ecologia che non si limita alla conservazione della natura, ma riguarda il modo in cui gli Stati organizzano la convivenza, distribuiscono le opportunità e immaginano il futuro. Il filo conduttore è l'ecologia integrale, secondo la quale la crisi ambientale e quella sociale non possono essere affrontate separatamente. Non esiste una vera sostenibilità ambientale senza attenzione alle disuguaglianze, alla dignità delle persone e alle condizioni di vita delle comunità più fragili. Allo stesso modo, nessun progresso sociale può dirsi duraturo se compromette gli equilibri naturali dai quali dipende la vita.

Il Premio Furia è promosso a cura dal Comune di Varese, Società Astronomica "G.V. Schiaparelli", European Commission – Joint Research Centre Ispra, Università degli Studi dell'Insubria, ARPA Lombardia – Agenzia Regionale Protezione dell'Ambiente. 
 

Programma della giornata del 5 novembre

Ore 15.00 - 15.30 – Piantumazione a Villa Baragiola

La tradizionale cerimonia di piantumazione rappresenta il momento simbolico che accompagna ogni edizione del Premio Furia. Un nuovo albero, dedicato alla personalità insignita del riconoscimento, verrà messo a dimora presso il Parco di Villa Baragiola, a testimonianza dell'impegno per la tutela dell'ambiente e delle future generazioni. 

Cerimonia ufficiale in Salone Estense alle 21. L'ingresso è libero.

La serata ospiterà anche l'annuncio del vincitore e la consegna del premio "Mario Pavan", intitolato all'entomologo che fu anche ministro dell'ambiente, assegnato alla tesi di dottorato di un giovane ricercatore in materie scientifiche con focus sulla sostenibilità. Tra l'accademico Mario Pavan e il naturalista autodidatta Salvatore Furia ci fu grande amicizia e ammirazione, e reciproco incoraggiamento per l'opera che ciascuno conduceva per la conoscenza, l'educazione e la protezione dell'ambiente.

Comunicato Stampa

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