Territorio - 15 ottobre 2026, 16:11

Nell'ex convento dei frati di Laveno Mombello vive la comunità laica del Bostano: «Mettiamo in comune i nostri stipendi e facciamo accoglienza»

Dal 1999, alcune famiglie condividono la propria vita quotidiana in un luogo storico del nostro territorio, all'insegna della sobrietà, del benessere e della solidarietà. Non manca la collaborazione verso l'esterno, con Comuni e servizi sociali: «La nostra cassa comune dimostra che l'economia non è regolata soltanto dal denaro ma anche dal fornire aiuto e solidarietà concreta»

Un momento della festa organizzata dalla comunità del Bostano a Laveno

Un momento della festa organizzata dalla comunità del Bostano a Laveno

La comunità del Bostano, un rione di Mombello a Laveno, si trova nell'ex convento dei frati la cui struttura risale addirittura al 1200. Si tratta di una comunità formata da diverse famiglie, fondata su valori di solidarietà e inclusione, oltre che di apertura sociale verso il territorio.

Con Roberta e Fabio che insieme ai loro figli costituiscono il nucleo del Bostano, oltre ad essere i referenti dell'accoglienza cerchiamo di approfondire meglio questa importante e particolare realtà del lavenese e del Varesotto. 

Com'è nata la comunità del Bostano?

La comunità nasce nel 1999 con le prime famiglie. Noi siamo arrivati nel 2001 da Milano avendo già comunque vissuto un'esperienza di vita comunitaria, in quanto abbiamo sempre fatto parte dell'associazione nazionale Mcf (Mondo Comunità e Famiglia), nata nei primi anni 70 con sede nel Milanese a Villapizzone; i nostri figli ai tempi avevano 3 e 7 anni e grazie a loro siamo stati facilitati nell'inserimento, sia in ambito scolastico che di scuola dell'infanzia. Grazie a loro abbiamo potuto stabilire sin da subito una rete di legami sociali e ricreativi con il territorio che tuttora conserviamo. 

Roberta quali sono le finalità di questa vostra vita comunitaria?

Per anni sono stata una professoressa di informatica alle scuole superiori, mentre mio marito tuttora lavora da libero professionista come consulente informatico. Sin dai primi anni di matrimonio abbiamo cercato una realtà di vita che rispondesse meglio al nostro bisogno di relazione e di condivisione, diverse dalla dimensione della famiglia tradizionale. Non esiste per i nuclei che condividono questa vita comunitaria una sola finalità o obiettivo; il principio fondante è la condivisione, perché è il benessere del singolo che genera coesione e socialità all'interno della comunità e anche nei luoghi vicini.

Fabio nel concreto qual è la filosofia di vita della comunità del Bostano?

L'apertura agli altri sta nel stare bene con noi stessi, solo cosi possiamo portare inclusione e accoglienza verso le famiglie bisognose che ci vengono segnalate dai servizi sociali. Esiste da tempo, in tal senso, una stretta collaborazione con le amministrazioni comunali e con i servizi sociali dei Comuni limitrofi che ci forniscono informazioni per dare un valido aiuto a chi ha bisogno. 

Come vi sostenete?

Abbiamo una cassa comune che è il segno concreto della responsabilità e onesta sobrietà che sono alcuni dei valori fondamentali nelle comunità come le nostre. Ogni stipendio viene versato in una cassa e ciascuno attinge la cifra di cui ha bisogno secondo la propria coscienza. La cassa comune per la nostra associazione MCF è anche il segno tangibile che l'economia non è regolata soltanto dal denaro, ma anche nel fornire aiuto e dare solidarietà sincera. Poi organizziamo incontri e feste, come l'ultima fatta qualche settimana fa nel nostro cortile, un momento gastronomico e musicale che ha come sempre avuto grande successo e dove abbiamo promosso una raccolta fondi. A queste feste partecipano tante persone di ogni età e questo è un grande momento importante di incontri e di divertimento. Per meglio comprendere nel dettaglio le nostre finalità ed avere ulteriori informazioni è possibile consultare il sito www.comunitàefamiglia.org 

Claudio Ferretti

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A OTTOBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU