Territorio - 13 ottobre 2026, 08:33

La lunga strada verso la “culla della vita”: Busto avrà il luogo sicuro e discreto che si spera di non utilizzare

È partita la realizzazione del ricovero per neonati, luogo in cui le mamme non intenzionate, per le più varie ragioni, a crescere i piccoli che hanno portato in grembo potranno lasciare i bebè con la sicurezza che saranno accolti e accuditi. Il consigliere comunale Emanuele Fiore: «Sembra un traguardo facile da raggiungere. È servita una rete di collaborazioni, oltre a risorse inimmaginabili. E un protocollo nazionale ancora non c’è»

Il luogo in cui sorgerà la “culla della vita” si trova nei pressi della nuova sede della Croce Rossa, in via dei Sassi. Sarà un luogo studiatamente discreto, pensato per garantire l’accesso al riparo da sguardi inopportuni. Le donne che non vorranno, per le più disparate ragioni, crescere i neonati che hanno portato in grembo potranno deporre lì i bambini. Con la certezza che mani competenti e pronte si prenderanno cura di loro.

«La culla – spiega il consigliere comunale Emanuele Fiore (Fdi) – ovviamente non vuole sostituirsi alle prassi già codificate e percorribili in ospedale. Le può affiancare. Si offre a una donna la possibilità di lasciare il bambino che non vuole o non può crescere, in un luogo sicuro, studiato apposta per garantire la salute del piccolo. Al fondo, l’obiettivo è tutelare una vita».

Fiore racconta il percorso e la composizione della squadra che si è, via via, raccolta per arrivare al traguardo. «Il mio predecessore in Consiglio comunale, Giuseppe Ferrario, militavo in Popolo Riforme e Libertà, portò in assemblea civica una mozione, approvata, sulla tutela della vita nascente. Seguì una seconda più precisa, anch'essa passata. Lì si faceva riferimento alla culla. L’anno scorso, a seguito di un colloquio con il sindaco e la presidente del Cav – Centro Aiuto alla Vita, Natalia Marrese, c’è stato lo scatto decisivo: il primo cittadino, Emanuele Antonelli, ha pensato di coinvolgere la Croce Rossa, intuendo che la nuova sede di Busto potesse servire allo scopo».

Le competenze tecniche di Giulio Turconi, presidente del Comitato locale Cri, hanno fatto comodo. E' intervenuto anche il Lions Club Busto Arsizio Host: si è assunto il non semplice compito del reperimento fondi. «Si è portati a credere che basti poco a creare un ambiente protetto – fa presente Fiore – ma non è così. Non solo occorre garantire le condizioni di accoglienza ideali per il neonato. Serve anche, fatta salva la tutela della privacy, un sistema di sorveglianza e uno di segnalazione per attivare prontamente chi possa intervenire, nel nostro caso personale Cri. Capita che le culle come quella che metteremo a disposizione a Busto si trovino nelle parrocchie. Ma in quel caso di pone un problema: la difficoltà di avere persone disponibili a intervenire 24 ore su 24, senza preavvisi. Il collegamento con la Croce Rossa e la vicinanza della sede all’ospedale sono una garanzia. Poi bisognerà pensare alla manutenzione, c’è stato almeno un caso, in tempi relativamente recenti, in cui la carenza di controlli e interventi ha portato a conseguenze drammatiche. Non deve succedere».

La sensazione che la culla sia stata predisposta con cura è palpabile. «Ma bisogna anche sottolineare – aggiunge Fiore – che un protocollo definito per questo complicato tipo di accoglienza ancora non c’è. La nostra squadra, che oltre a Cav, Cri, Lions e Comune annovera Agesp Energia, dovrebbe averle pensate pensate tutte. Partiamo. Se dovessero esserci novità normative, ci adegueremo. Sapendo di avere dalla nostra un’osservatrice in prima linea: la presidente del Centro Aiuto alla Vita è entrata in una commissione nazionale che si occupa anche di questi temi».

Tempistica: «Dovremmo inaugurare a febbraio, in occasione della Giornata per la vita. Quanto all’utilizzo della culla… mi auguro che non serva mai. Ma in caso di necessità, un presidio così deve essere disponibile».

S.T.

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