Qui nessuno è fesso. E nemmeno sta a guardare con le mani in mano di fronte a situazioni grottesche come quelle di eclatanti e fantasiosi rigori contro o a favore non concessi a una squadra per cui sono stati fatti investimenti di passione, e non solo, molto importanti.
In 7 giornate di un campionato finora molto difficile per motivi suoi (è una D con almeno due squadre da C ed altre quattro o cinque che potrebbero partire per vincere in qualunque altro girone) e per motivi oggettivi (cambiati dieci undicesimi dei titolari rispetto alla stagione scorsa), la Varesina ha già subito pesantissime e sconclusionate decisioni arbitrali - una quasi ogni due gare - che, se non avessero contribuito a decidere il risultato e a provocare danni in classifica e rabbia, sarebbero da trasmettere al vecchio "Mai dire gol".
Si va dal rigore assegnato alla Casatese - contrasto con contatto tutt'altro che evidente tra Tomas e Isella qualche metro fuori dell'area delle Fenici con l'arbitro Giorgio Catalani di Ciampino a indicare in maniera fantascientifica il dischetto - a quello di domenica scorsa con cui il Pavia ha segnato il 2-2 a sei minuti dal novantesimo sugli sviluppi di un corner: in area ci sono praticamente due squadre, tutti contrastano e marcano tutti ma il dito di Ruggero Alessi di Palermo indica il dischetto. Peccato che nemmeno con il microscopio si capisca cosa abbia visto e perché abbia fischiato. Che sia stato un "fallo di confusione"?
Galeotto, poi, il fischio del signor Danilo Frascà di Locri che, al 26’ di Correggese-Varesina, combina un pasticcio decisivo sull'1-0 dei padroni di casa: sulla rimessa laterale da cui nasce il vantaggio, infatti, il fischio dell’arbitro per avviare il conteggio dei secondi (nuova regola: dopo 5 secondi la rimessa viene invertita) induce il giocatore ospite Ornaghi a fermarsi, mentre Barbatosta prosegue e trova campo libero per scappare e dare a Siligardi il pallone del gol.
Dulcis, si fa per dire, in fundo ecco la partita con la Pistoiese, forse la migliore delle prime sette per la squadra di Angellotti: in area toscana su Grassi c'è un rigore grosso come una casa, ma secondo il direttore di gara, Alberto Tommaso Vazzano di Catania, il fallo è commesso dal giocatore rossoblù. Solo per lui, però.
Qui nessuno è fesso e se questa lista di topiche e svarioni sempre a danno della stessa squadra si allunga di domenica in domenica, perché dovremmo stare zitti e buoni? Perché non lasciare vincere la Varesina sul campo solo per meriti suoi o perdere per quelli degli avversari?
Il rigore dato contro la Varesina a Pavia per... "fallo di confusione"
Calcio - 13 ottobre 2026, 19:39
Fischi per fiaschi e rigori contro da "Mai dire gol" che non fanno ridere la Varesina. Qui nessuno è fesso...
In sette giornate le Fenici non hanno mai potuto vincere sul campo solo per meriti propri o perdere per la superiorità degli avversari: grotteschi e imbarazzanti i rigori concessi alla Casatese (contrasto a metri dall'area) o quello di domenica regalato al Pavia per "fallo di confusione". C'è poi il fischio decisivo durante Correggese-Varesina sul primo gol emiliano e l'eclatante penalty negato contro la Pistoiese. Perché starsene zitti e buoni se quasi una partita su due è inficiata da decisioni simili?

Sopra il "fallo di confusione" nell'area del Pavia che porta all'inverosimile rigore del 2-2, sotto il paradossale tiro dal dischetto assegnato alla Casatese dopo un contrasto a 2-3 metri dall'area
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