Cultura - 08 ottobre 2026, 16:43

Un libro e un incontro per riscoprire la prosa lombarda di Carlo Linati

Domenica 11 ottobre alle 17, a Villa Recalcati, nell’ambito del “Festival del Racconto” del Premio Chiara, le Edizioni GaEele di Cuvio presenteranno il volume dedicato allo scrittore comasco con tre racconti inediti e due lettere di Montale e Gadda a lui indirizzate. Tra i relatori, Mauro Novelli, docente alla Statale di Milano, il giornalista Cesare Chiericati e la nipote di Linati, Bianca Maria Mora

Linati in bicicletta

Linati in bicicletta

Un libro per ricordare Carlo Linati, scrittore e intellettuale comasco, scomparso nel 1949, oggi quasi del tutto dimenticato ma protagonista del ‘900 letterario non soltanto italiano. L’iniziativa è partita da Mario Chiodetti di concerto con gli editori di GaEle, Maria Elena Danelli e Gaetano Blaiotta, che hanno contattato la nipote di Linati, Bianca Maria Mora, la quale ha messo a disposizione tre racconti inediti più un quarto, pubblicato nel dopoguerra ne “La Provincia” di Como, oltre a due lettere inviate allo scrittore da Carlo Emilio Gadda ed Eugenio Montale.

Il libro, intitolato “La giornata del rinfaccio e altri racconti”, interamente manufatto e corredato dalle riproduzioni di alcuni disegni fatti da Linati durante i suoi viaggi a piedi e in bicicletta, sarà presentato domenica 11 ottobre alle ore 17 alla “Sala Ambrosoli” di Villa Recalcati in piazza Libertà 1 a Varese, nell’ambito del “Festival del Racconto” legato al Premio Chiara, alla presenza di Cesare Chiericati, di Mauro Novelli, che ha scritto la prefazione, di Mario Chiodetti, degli editori e di Bianca Maria Mora, custode di parte dell’archivio linatiano. All’interno del volume sono presenti anche i contributi di Mauro Novcelli, autore della prefazione, di Fabio Maggi, pronipote di Cesare Angelini, scrittore pavese con cui Linati intrecciò una lunga amicizia, di Bianca Maria Mora e di Mario Chiodetti.

Carlo Linati è stato una figura centrale del panorama letterario italiano della prima metà del Novecento. Scrittore, traduttore e critico, ha agito come “ponte” culturale tra l’Italia e l’Europa, facendo conoscere al nostro paese parecchi capolavori della letteratura anglosassone.

Nato il 25 aprile 1878 nella villa di famiglia a Rebbio di Como, la “Cantalupa” raccontata in uno dei romanzi più noti, Linati rimase per tutta la vita profondamente legato alla terra d’origine. La sua scrittura infatti, già dagli esordi con “Il Tribunale verde”, “Sulle orme di Renzo”, una gita ciclistica nei luoghi attraversati da Renzo Tramaglino nella fuga da Milano, e “Duccio da Bontà”, è intrisa dell’atmosfera dei laghi prealpini e della Brianza, territori che descrisse con una sensibilità quasi pittorica.

Dopo il ginnasio e il liceo al Collegio Cicognini di Prato e la laurea in Giurisprudenza, conseguita a Parma più per dovere familiare che per vocazione, Linati fece studi di pittura e si dedicò completamente alla scrittura, iniziando a collaborare con riviste d’avanguardia, come “La Voce” e Lacerba”, quindi a “La Ronda” e a “Il Convegno” di Enzo Ferrieri su cui nel 1920 uscirono le prime traduzioni di Joyce, fondando con Umberto Notari il quotidiano “Verde e Azzurro”, giornale “mondano, sportivo, teatrale” e avvicinandosi per poi distaccarsene quasi subito, al Futurismo di Marinetti.

Tra le sue opere più importanti vanno citate: “Porto Venere” 1910, “Duccio da Bontà” 1912, “I doni della terra” 1915, “Sulle orme di Renzo” 1919, “Nuvole e paesi” 1919, “Storie di bestie e di fantasmi” 1925, “Memorie a zig zag” 1929, “Cantalupa” 1935, “Passeggiate lariane” 1939, e “Milano d’allora” 1946. Grande merito ebbero le sue traduzioni da Dickens, Yeats, Pound, James, Lawrence, Stevenson, alcune delle quali impiegate ancora oggi.

Le edizioni GaEle, che hanno sede a Cuvio, nel Varesotto, realizzano plaquette e piccoli libri interamente fatti a mano in poche copie numerate da collezione, e contano su un catalogo di circa 200 titoli. Tra gli ultimi volumi pubblicati spicca quello dedicato al centenario della scomparsa di Giacomo Puccini, del 2024, con gli interventi di musicologi e musicisti e l’inserimento in ogni copia di un disegno originale a opera di venti diversi artisti.

Redazione

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