Varese - 07 ottobre 2026, 19:41

Caro rette, il Comune replica alla Uil: «A Varese da cinque anni il nido comunale non si paga»

Palazzo Estense respinge il "salasso": «Il Comune di Varese sta applicando dal 2021 la misura dei Nidi Gratis». E il sindacato precisa: «Il nido diventa gratuito solo quando la politica decide di sostenerne il costo»

Caro rette, il Comune replica alla Uil: «A Varese da cinque anni il nido comunale non si paga»

Il Comune di Varese replica alla ricerca effettuata dalla Uil Lombardia sul caro rette per gli asili nido della città (leggi QUI l'articolo): «A Varese da cinque anni tutti i genitori non pagano il nido comunale - hanno comunicato da Palazzo Estense - Il Comune di Varese infatti sta applicando dal 2021 la misura comunale dei Nidi Gratis che prevede la gratuità delle strutture comunali per tutte le famiglie. In sostanza quindi i nidi, compresi i servizi di pre e dopo scuola, sono gratuiti per tutti gli utenti. Un modo concreto per sostenere le famiglie con figli più piccoli».

Non si fa attendere la controreplica del sindacato: «In merito alle osservazioni del Comune di Varese sui dati dello studio UIL relativo al costo degli asili nido, UIL Lombardia ritiene utile chiarire la differenza tra tariffa nominale del servizio e costo effettivamente sostenuto dalla famiglia dopo l’applicazione delle diverse misure pubbliche di sostegno - scrivono in una nota -  La stessa documentazione ufficiale del Comune di Varese precisa infatti che gli asili nido comunali sono gratuiti per le famiglie grazie a un sistema integrato di agevolazioni: Bonus Asilo Nido INPS, Nidi Gratis Plus di Regione Lombardia e contributo del Comune, che interviene sulla quota eventualmente non coperta dalle misure nazionale e regionale. Il Comune conferma contemporaneamente l’esistenza di una retta calcolata secondo il proprio sistema tariffario.

«Accogliamo positivamente il fatto che il Comune di Varese abbia scelto di integrare le misure nazionali e regionali fino ad azzerare il costo per le famiglie – dichiara UIL Lombardia – perché è esattamente la direzione che chiediamo: rendere economicamente accessibili i servizi educativi per la prima infanzia. Occorre però distinguere due grandezze diverse. Una cosa è la tariffa prevista per il servizio, che rappresenta il costo teoricamente posto a carico della famiglia; altra cosa è quanto la famiglia paga effettivamente dopo l’intervento di INPS, Regione e Comune. Lo studio UIL fotografa la prima dimensione. La gratuità dichiarata dal Comune riguarda invece il risultato finale prodotto dalle politiche di sostegno».

La misura regionale Nidi Gratis Plus, del resto, nasce proprio per contribuire all’abbattimento delle rette e opera in raccordo con il Bonus nido INPS, mentre i Comuni aderenti devono prevedere proprie forme di compartecipazione e agevolazioni tariffarie collegate all’ISEE.

«Questa vicenda – prosegue la UIL Lombardia – non indebolisce il messaggio dello studio UIL, ma semmai lo rafforza. Se per rendere gratuito un servizio occorre mettere insieme risorse nazionali, regionali e comunali significa che il tema della sostenibilità economica degli asili nido è reale». Per la UIL Lombardia la questione decisiva resta dunque quella di trasformare queste misure in una politica strutturale e stabile, evitando che l’accessibilità del nido dipenda nel tempo dalla disponibilità di singoli bonus o dalla capacità finanziaria del Comune di residenza.

«Il nostro obiettivo non è discutere se una famiglia oggi paga zero o 500 euro – conclude il sindacato – ma garantire che ogni famiglia lombarda possa trovare un posto al nido e possa permetterselo. Se Varese riesce oggi ad azzerare il costo attraverso un investimento pubblico integrato, è una buona pratica. La sfida è fare in modo che questo diritto sia garantito in maniera stabile e uniforme in tutta la Lombardia».»

Redazione

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