Un francobollo di terra incastonato tra tre giganti come la Castiglia-La Mancia a nord-ovest, la Comunità Valenciana a nord-est e l’Andalusia a sud. Una città a 40 km dal Mar Mediterraneo, non troppo lontano per non sentirne il vento, in cui i circa 470 mila abitanti sono gli eredi di una cultura miscellanea che va indietro fino a Cartagine e poi risale attraverso Roma e gli arabi.
Ogni dominazione un’impronta. Destinata a restare.
E una squadra di basket di recente ma rapidamente cresciuta nobiltà - fino al 2010-2011 in un’altalena continua tra LEB (la seconda serie) e Liga ACB, poi una gavetta in massima serie sbocciata in una finale (persa contro il Real Madrid nel 2024) e in sei partecipazioni alla Basketball Champions League (con due terzi posti) - che ha una particolarità che la rende unica in tutto il Continente: è di proprietà di un’università.
Inizia qui, a Murcia, Comunità Autonoma di Murcia, il sogno europeo della Pallacanestro Varese (palla a due ore 20.30, diretta su Dazn). Di fronte alla Itelyum (dell’altro ieri l’ufficialità dello sforzo ulteriore richiesto allo sponsor che già dà il naming a Masnago) la UCAM di Sito Alonso, ex enfant prodige delle panchine iberiche, allievo del grande Aíto, oggi un veterano (di soli 50 anni) che tante ne ha viste e altrettante ne ha fatte, compresa l’impresa - non riuscita - di vincere da madrileno alla guida del Barça.
UCAM sta per Universidad Católica San Antonio de Murcia, ateneo che attualmente conta circa 20 mila studenti e oltre 1000 professori, che nel 2011 è diventato sponsor della locale squadra di baloncesto e due anni dopo… se l’è comprata. Un unicum senza precedenti né seguenti, ma soprattutto un modello di sport professionistico che è arrivato a contemplare formazione degli atleti, ricerca applicata allo sport e programmi universitari per sportivi d’élite.
E fin qui la storia. Poi c’è l’attualità: 100 punti suonati in faccia al Barcelona nella seconda giornata della Liga (nella prima una sconfitta contro il Girona), crivellando i canestri catalani di triple e dominando a rimbalzo. No, non siamo più in Fiba Europe Cup: le scampagnate a Cipro o Groninga non sono sul catalogo.
L’UCAM è il prototipo delle squadre che si incontrano in BCL: tosta, profonda, dura, versatile. È un gruppo che Alonso stratifica da anni (11 gli atleti già qui nella scorsa stagione, considerando il roster allargato a 15 elementi), capace di trovarsi a memoria e far male. L’idolo di casa è Jonah Radebaugh, play strutturato di oltre 190 centimetri, passaporto montenegrino acquisito, capitano. Vicino a lui, una vecchia conoscenza del campionato italiano, Michael “Mago” Forrest, visto a Pistoia nel 2024/2025, punti nelle mani (fu il quarto marcatore della Serie A) conditi di fantasia. Gli altri confermati più in vista sono le ali Sander Raieste e Wilhelm Falk e le guardie Ennis e Nakic.
I pochi puntelli cercati sul mercato hanno reso il prodotto ancora più pregevole: da Barcellona è arrivato il talento argentino Juan Marcos (lo scorso anno capace di tirare con il 45% da 3 in Liga), una guardia; da Vienna ecco Souleymane Boum, un altro esterno con voglia di esplodere dopo un po’ di girovagare nell'Europa che non conta e capocannoniere del club dopo due giornate a 16,5 punti di media; sotto canestro, infine, il francese Jean Marc Pansa, già 10 rimbalzi di media nelle prime uscite.
Il reparto piccoli è abbondante e pieno di vitalità ed energia, i lunghi paiano sapere il fatto loro. Sarà dura per i “reduci” di Ioannis Kastritis. Il termine non è usato a sproposito: sarebbe stato interessante e importante capire che impatto avrebbe potuto avere una Varese al completo contro un’avversaria che esemplifica le difficoltà della Champions, ma - come è noto - Amedeo Della Valle e William McDowell-White sono rimasti a casa.
Vincere e sorprendere tutti? Sarebbe un colpaccio e una dimostrazione di crescita e forza. Perdere e fare esperienza? Potrebbe essere utile, sempre però considerando che i biancorossi non sono in questa coppa semplicemente per partecipare (poi la sfortuna se ne fotte delle ambizioni…).
Chi ha già vinto sono i 40-50 tifosi varesini che oggi troveranno posto tra i 7400 seggiolini del Palacio de Los Deportes, per la maggior parte a seguito di quel gran cerimoniere della passione che da sempre è il BSN. Il programma della trasferta è semplice: qualche sangria, l’arroz che qui cucinano divinamente e la voglia di festeggiare con un sorriso - comunque vada - il ritorno della loro beneamata sul palcoscenico che le appartiene.
Da sempre. Da quando l’UCAM Murcia non era nemmeno nella mente del dio del basket.




