Calcio - 05 ottobre 2026, 21:01

LA FOTO DELL'ANNO. Il tigrotto Morrone trattiene il respiro e tiene per mano Opoola della Varesina

Un grave infortunio al braccio che ha ammutolito ottocento spettatori ieri a Venegono, un gesto bellissimo di sportività e affetto per l'avversario e l'esito degli esami del giorno dopo riconsegnano lo spirito puro del calcio

Morrone tiene per mano Opoola della Varesina dopo il grave infortunio di ieri a Venegono

Morrone tiene per mano Opoola della Varesina dopo il grave infortunio di ieri a Venegono

Ecco una foto di Enrico Scaringi che non troverete facilmente altrove nei titoli o negli articoli perché sembra essere, solamente, una foto e invece è molto di più. 

Mentre qualcuno in tribuna stampa a Venegono trasformava l'ironia in arroganza e si preoccupava del sole di traverso o delle prese per il computer, come se i giornalisti nei loro articoli non dovessero pensare alle cose serie e al campo invece che a sé stessi e a una domenica di sudore e fatica (siamo in Serie D, dove tutti devono mangiare pane e salame, e non in B dove peraltro non si arriva da sessant'anni), in campo il tigrotto Biagio Morrone stringeva e baciava la mano all'ex compagno e ora avversario Malik Opoola, che per molti infiniti minuti dopo un contrasto era rimasto a terra per un grave infortunio al braccio.

I giocatori della Pro Patria, gli ottocento spettatori e ovviamente i compagni hanno trattenuto il fiato, qualcuno si è coperto il volto e in un silenzio di piombo tutti hanno sperato che il ventunenne rossoblù si rialzasse e uscisse dal campo dopo una scena che aveva fatto temere il peggio, con quel braccio piegato o spezzato in un contrasto involontario con un avversario.

Oggi dalla società rossoblù arrivano notizie incoraggianti: le condizioni di Malik Opoola sono buone. La lussazione al gomito è stata ridotta e fortunatamente non sarà necessario ricorrere all'intervento chirurgico. Risultato: gesso per 30 giorni e poi Malik potrà iniziare il percorso per il rientro in campo.

La Varesina, e chi ama lo sport, ringrazia tutto il personale sanitario, «dal doc Mura a tutti quelli che hanno preso in carico il ragazzo, compresi i giocatori della Pro, subito collaborativi».

Andrea Confalonieri


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