A vederlo crivellare la retina dei canestri del campo 2 del Campus con la consueta nonchalance, a margine di un allenamento al quale non ha partecipato, è difficile comprendere su due piedi il malessere che tiene ancora Amedeo Della Valle lontano dal parquet e da una Varese che avrebbe disperato bisogno di una sua piena integrazione…
In ogni caso - gli occhi non scandagliano il corpo altrui, non misurano il dolore, si fermano a ciò che è immediatamente percepibile. Ed è anche vero che una sessione di tiro non è una partita… - la notizia è presto detta: ADV non parteciperà né alla trasferta di Scafati, né a quella di Murcia. Parola di coach Ioannis Kastritis: «Amedeo non verrà con noi a Scafati, non giocherà e probabilmente sarà fuori anche per la prossima partita contro Murcia. Come ho detto dopo la gara contro la Virtus, vogliamo valutare la situazione giorno dopo giorno, quindi non vorrei dire adesso qualcosa pensando già a ciò che potrà accadere tra cinque o sei giorni. Se vogliamo essere ottimisti, però, in questi giorni sta lavorando molto bene e si sente meglio. Crediamo che entro la fine della prossima settimana, quando torneremo dalla Spagna, possa stare davvero bene. A quel punto, considerando che avremo soltanto un allenamento, un allenamento e mezzo prima della partita contro Trieste, valuteremo la situazione e decideremo in quel momento quale sarà la cosa migliore da fare».
Domenica al PalaMangano, insomma, Varese sarà nelle stesse condizioni in cui ha affrontato e perso l’esordio contro la Virtus. Emergenza piena, che chiede l’utilizzo di tutte le contromisure possibili: «Far giocare diversi minuti anche Kangur? Non ne sono sicuro. Mi conoscete e conoscete la nostra mentalità: non dirò mai a priori sì o no per nessuno - risponde il coach a precisa domanda - Siamo qui, ci alleniamo ogni giorno e per noi come organizzazione, e per me personalmente, come ho detto molte volte, non esistono giocatori giovani o giocatori senior. Chi è qui, lavora e dimostra sul campo di poter fare ciò che serve è un candidato a giocare. Tutti possono avere la possibilità di scendere in campo».
Sulla reazione della squadra dopo la Virtus
«La verità è che i ragazzi erano un po’ frustrati dopo la fine della partita, soprattutto per lo scarto finale. Credo che quella differenza non sia stata rappresentativa di quanto si è visto in campo e dell’andamento della gara. Ma ormai sono passati sei-sette giorni da quella partita e stiamo guardando avanti, alla gara contro Scafati. Abbiamo parlato molto e i ragazzi hanno lavorato davvero molto, molto bene. Spero che ci presenteremo alla partita con la giusta fiducia e la giusta mentalità, continuando a fare le cose che già facciamo bene e ad alto livello e dando il massimo per vincere. Per quello che ho visto durante tutta la settimana, sono estremamente ottimista».
Su cosa è stato migliorato durante la settimana
«Come ho detto, cerchiamo innanzitutto di migliorare ulteriormente le cose che già facciamo bene e che sappiamo essere fattori fondamentali per costruire le basi necessarie a vincere una partita, soprattutto in trasferta: energia, unità, solidità e, anche offensivamente, la capacità di giocare ad alto ritmo. Poi abbiamo cercato di migliorare ulteriormente la nostra chimica offensiva e quegli aspetti che contro la Virtus non hanno funzionato bene, come la transizione difensiva».
Sulla lunga trasferta tra Scafati e Murcia
«Ovviamente sarà diverso. Credo che tutti comprendano che ci saranno cose alle quali dovremo adattarci e situazioni che rappresenteranno una sfida. Allo stesso tempo, però, voglio essere corretto nel valutare ogni situazione: fino all’anno scorso ci lamentavamo perché non giocavamo due partite alla settimana e perché non partecipavamo alle coppe europee. Adesso abbiamo questa possibilità. Possiamo viaggiare, stare tutti insieme, competere due o anche tre volte alla settimana e migliorare grazie a tutto questo. Questa è la vita dei professionisti della pallacanestro di alto livello, che si tratti di giocatori o allenatori, e siamo qui per affrontare qualsiasi sfida ci si presenti. Ci saranno momenti in cui saremo stanchi, altri in cui avremo la sensazione di non avere abbastanza tempo per allenarci, ma poche ore dopo dovremo tornare nuovamente in campo e giocare. Per questo la durezza mentale è molto importante, e lo è ancora di più credere nel nostro gruppo e avere fiducia in esso».
Su cosa servirà contro Scafati
«Contro Scafati vogliamo concentrarci prima di tutto su noi stessi. Dobbiamo assicurarci, e questo è molto chiaro, di giocare la nostra pallacanestro, sia in difesa sia in attacco, nel modo in cui vogliamo farlo. Dobbiamo riuscire a imporre il nostro stile di gioco».




