Territorio - 28 settembre 2026, 15:55

VIDEO - Don Alberto Beretta di nuovo al San Luigi: «A Busto, con monsignor Livetti e don Lolo, un pezzo della mia vita»

Tredici anni alla parrocchia di San Giovanni, 50 di sacerdozio, un bagaglio di ricordi emersi durante la messa e l’omelia: i ragazzi e le famiglie, le aule del catechismo e i viaggi, l’impegno con gli altri sacerdoti e i chierichetti, la nascita di Associazione Christian e le vocazioni. L’attuale “padrone di casa”, don Matteo Resteghini, osservando i parrocchiani: «Vedo che ha fatto commuovere qualcuno»

Messa speciale, domenica 27 settembre, all’oratorio San Luigi (foto anche in fondo all'articolo). L’hanno concelebrata don Matteo Resteghini, oggi tra i ragazzi di via Miani, e don Alberto Beretta, festeggiato per i suoi 50 anni di sacerdozio, 13 dei quali trascorsi proprio lì, tra portico e bar, tra le aule del catechismo e il campo da calcio. Tanti ricordi, tanto affetto. «Così non me l’aspettavo» ha ammesso il don. Che ha ricambiato le buone vibrazioni ricevute dai suoi ex parrocchiani con una sventagliata di ricordi.

Il primo per monsignor Claudio Livetti: «È stato come un padre, mi ha voluto bene, accompagnato, lasciato libero. C’erano sei preti, don Claudio diceva “i magnifici sei”». Elenco, nome per nome, con mormorio e quasi applauso per don Alessandro Luoni. «Ormai molto anziano, all’avvicinarsi di ogni compleanno gli si facevano gli auguri in anticipo e gli si preannunciava una piccola festa. Rispondeva sempre: se ci sarete». Su don Isidoro Meschi, sottolineata la fondazione della comunità per tossicodipendenti "Marco Riva" e ricordato il professore, apprezzatissimo: «Abbiamo giocato a calcio sul campo di questo oratorio. Aveva una grande fede. Ogni mattina era in confessionale, a San Giovanni. C’era sempre qualcuno che voleva confidarsi proprio con lui. E che voglia di correre, che fisico… C’era gioia tra fratelli nel sacerdozio, monsignore ci riuniva a pranzo ogni mercoledì. C’era fecondità, forse allora era più facile: penso alla Scuola della Parola, al catechismo, ai chierichetti. Anche alle vocazioni: don Alberto Rocca, don Riccardo Pontani, don Marco Prandoni. Qui è stata la mia vita».

In un oratorio che, come tipico, ha visto all’opera tante figure, presenze diventate punti di riferimento per tutti, ragazzi e genitori. Don Alberto ne ha voluto ricordare qualcuna, in rappresentanza di molti: il nasone in bicicletta, Elio Morello (vedi QUI) e i “baristi per sempre” Mario e Silvana.

Rievocata la scomparsa di Christian Marelli, giovane impegnatissimo nello studio, nello sport, in oratorio. «Da una morte è nata tanta vita» ha fatto presente l’ex coadiutore, determinante, con la famiglia e gli amici di Christian, nel creare l’associazione che ha raccolto fondi e realizzato progetti per popolazioni svantaggiate, a partire dagli slum di Nairobi. «Ancora va avanti l’attenzione ai migranti, ai rifugiati e ai poveri, un ricordo che diventa Carità».

Inevitabile un riferimento alla successiva e lunga esperienza in una parrocchia di Cinisello Balsamo: «Mi trovo tra i confini non naturali dell’autostrada e di viale Fulvio Testi/viale Zara. Quando sono arrivato c’erano 71 nazionalità. Oggi sono di meno, anche per la grande crescita della presenza egiziana. Ci sono 18.000 persone, il 92 per cento è costituito da stranieri. I musulmani più numerosi dei cristiani che comunque ci sono, dal Sud America, dallo Sri Lanka… Ogni mattina alle 7.15 c’è un gruppo di persone che si presenta in San Pietro Martire, alla Crocetta, e prega per mezz’ora, in ginocchio. La Chiesa è anche questo».

A conclusione della messa, e prima del pranzo festoso cui è intervenuto don Severino Pagani (monsignore è preso da impegni straordinari nelle parrocchie di Sant’Anna e dei Santi Apostoli per l’improvvisa scomparsa di don Stefano Rho, vedi QUI), assist di don Matteo e gol del festeggiato. Il primo, sorriso sulle labbra: «Vedo che don Alberto ha fatto commuovere qualcuno. Tornare indietro così è sempre bello». Il predecessore: «Ma bisogna andare avanti, senza dimenticare chi fa fatica, i migranti, chi dorme sotto ai ponti. Il Signore ci ha fatti incontrare, vi chiedo aiuto nella preghiera».

Stefano Tosi

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