Riceviamo e pubblichiamo la lettera di riflessioni politiche dell'assessore ai Servizi Sociali del Comune di Varese Roberto Molinari:
“Pensavo fosse amore e invece era un calesse”. E come non ricordarsi di “O Comandante”, il sindaco di Napoli, Achille Lauro, noto alle cronache del tempo perché, quando c'erano le elezioni, lui distribuiva una scarpa agli elettori e l'altra la dava dopo il voto.
Insomma, devo essere sincero, questi flash mi sono venuti in mente a seguito di una serie di iniziative, dichiarazioni, promesse fatte in modo più o meno sopra le righe, per non dire altro, dalla nostra Premier e dai suoi colleghi di Governo e alleati.
Si è partiti con “la tassa più odiata” dagli italiani, l'abolizione del bollo auto per il 2027. Si è passati alla “carta dedicata a te” che troverà la sua applicazione non solo nel 2026, a novembre (come da tradizione), ma anche ad aprile del 2027. E si è arrivati alle classi di scuola con un tetto per gli alunni stranieri che non parlano italiano, passando per i corsi obbligatori, sempre di italiano, per i genitori. Ah, e come non dimenticare i 60mila appartamenti ristrutturati di Salvini nel corso del 2027.
Insomma, un crescendo. E così alcune riflessioni mi pare opportuno metterle in campo.
Il primo pensiero all'orizzonte, frutto di questo “furore”, è che andremo quasi certamente alle elezioni politiche nella primavera del 2027.
Ma il secondo aspetto che più risulta evidente, al di là di ogni caduta di stile a cui da tempo ci hanno abituati i vertici di questa destracentro al potere, è “l'incubo Vannacci” che altera i sonni e che sta facendo abbandonare i toni “moderati” che per quattro anni qualcuno aveva cercato di usare per accreditarsi nel Paese ed in Europa.
Provo a fare qualche ragionamento in più rispetto a queste superficiali considerazioni.
Vanoni, che non è la cantante scomparsa non molto tempo fa, ma colui che ha inventato il moderno sistema tributario nel nostro Paese e (altra parola incubo di questa nostra destracentro) la progressività intesa come principio di giustizia sociale, affermava che pagare le tasse era segno distintivo di appartenenza ad una comunità. Qualcuno, in anni più recenti, si è spinto oltre, affermando che le tasse sono una cosa bella. Ora, anche in epoca populista e demagogica, sappiamo bene che tutti vorrebbero pagare meno tasse, magari non pagarne affatto, cosa, ahimè, quest'ultima che diversi italiani fanno a scapito di tutti quelli che le pagano. Sappiamo anche che le tasse servono per pagare i servizi, per pagare la sanità, l'istruzione, le pensioni, le opere pubbliche, l'assistenza e molto altro. Così come sappiamo, e lo ha ricordato recentemente il Ministro Giorgetti in un convegno proprio qui a Varese, che le tasse servono anche a pagare gli interessi del debito pubblico, senza il quale non riusciremmo proprio a stare in piedi come Paese. Ed è bene ricordare anche a qualche Ministro che siede accanto a Giorgetti che, se i soldi non te li prestano gli investitori, soprattutto quelli internazionali, tu, come Paese, hai poco da fare il fenomeno. Ed è per questa ragione, per il nostro debito alto, di ben 3000 miliardi di euro, che il nostro è comunque un Paese a sovranità limitata, ed è anche per questa ragione che è bene stare nel consesso europeo e nelle sue Istituzioni. Altro che sovranisti “a la carte” che si lamentano per la procedura di eccessivo debito per lo 0,1%, come fa “Capitan Fracassa” che invoca lo scostamento di bilancio. Stare nelle Istituzioni europee e nei consessi internazionali ci consente di avere un salvagente e di avere quella credibilità sui mercati necessaria per continuare ad alimentare e mantenere il nostro debito pubblico, debito che ci permette di mantenere un tenore di vita che probabilmente è già al di sopra delle nostre possibilità.
Ebbene, intervenire sul bollo auto che, come sappiamo, è un'entrata che va completamente alle Regioni, senza presentare i numeri dell'effettivo costo di questa operazione, ha solo e soprattutto il sapore di un intervento spot, elettorale, per ingraziarsi una platea di elettori e questo in maniera neanche tanto coperta.
Ma la domanda è: cosa saranno costrette a tagliare le Regioni a fronte di questa decisione? Quali servizi? Quali costi avranno i cittadini per questa scelta?
Ma veniamo alla “Carta dedicata a te” che è quella che conosco meglio.
Ebbene, da qualche anno i Comuni sono stati presi come dei semplici “postini” da parte del Ministro dell'Agricoltura. Spetta ai Comuni infatti verificare gli elenchi che l'INPS manda, controllando se le persone sono residenti e invitandole poi a ritirare la carta in posta se non rientrano negli elenchi del passato.
Normalmente questa procedura, che comunque richiede tempo e personale da distogliere da altre pratiche, avveniva a novembre. Di fatto stiamo parlando di 500 euro a disposizione di famiglie di almeno tre persone, possibilmente con un minore o un disabile. 500 euro da spendere in un anno nell'acquisto di generi alimentari freschi.
Ebbene, è di questi giorni l'annuncio che si raddoppia. Non solo a novembre 2026 si avrà questa procedura, ma anche ad aprile del 2027. Insomma, come non pensare ad un “regalo” alla vigilia delle elezioni?
E dunque siamo in campagna elettorale, ma una campagna aperta da annunci e da “distrazione di massa”, cosa quest’ultima in cui, dobbiamo onestamente riconoscerlo, la nostra Premier, quando si mette l’elmetto, è molto, molto capace e questo a dispetto, lo scrivo con un certo rammarico, dell’opposizione.
Così, con messaggi come quelli che abbiamo raccolto in questi giorni, si sposta l’attenzione dai problemi che le famiglie si trovano ad affrontare ora, senza uno straccio di proposta da parte del Governo.
La benzina ed il gasolio sono fuori controllo e i continui interventi spot, senza capacità reale di incidere in via strutturale, ci sono costati un paio di miliardi che potevano essere impiegati meglio. Per non parlare di quello che stanno affrontando le famiglie con figli in età scolastica, dove il caro libri ed altro rimane una voce pesante e notevole sui bilanci familiari, soprattutto per coloro che hanno un reddito fisso e da alcuni anni hanno visto il proprio potere d’acquisto falcidiato dall’inflazione e da una perdita secca dell’8%.
Insomma, l’impressione è che ci stiamo preparando ad una finanziaria elettorale, fatta di tante mancette capaci di far saltare i conti dello Stato, quelli a cui questa destracentro teneva molto per dimostrare, guarda caso, all’Europa, matrigna e sempre attaccata, di essere affidabile.
Chissà, a questo punto, cosa dirà il Ministro Giorgetti, il quale ha già avuto modo di definire l’abolizione del bollo auto un atto fatto con sofferenza.
Chissà dove finirà la “responsabilità” molte volte richiamata di fronte “all’assalto alla diligenza” quando si dovrà affrontare nelle prossime settimane la legge di bilancio per il 2027, soprattutto ora, dopo che l’Istat ha deluso le aspettative del Governo.
Ma tutto questo è solo una parte del problema che vediamo oggi.
C’è un rovescio della medaglia ed è l’agenda politica, la quale, oggi, paradossalmente, a questa destracentro è dettata dal più improbabile degli uomini di governo o presunti tali: Vannacci.
Oggi, l’agenda politica della destracentro al Governo del Paese è dettata dal Generale e le proposte fatte sulla scuola dalla Premier, che ha parlato di stranieri, bambine e bambini stranieri, salvo poi essere corretta da qualcuno che ha un po' più di dimestichezza con circolari e regole educative, ebbene, questa presa di posizione circa le classi con limiti di presenze di stranieri, burka e niqab e (punitivamente, sic) corsi di italiano per i genitori, è un chiaro ed evidente “richiamo della foresta” alle proprie radici, vissuto come necessario per riprendersi lo spauracchio dello straniero e dell’islam sottraendolo al Generale.
Insomma, siamo di fronte ad una smaccata operazione propagandistica, poco realizzabile per i numeri e per la conformazione demografica del nostro Paese e di alcuni suoi quartieri, ma sicuramente utile per riguadagnare quello spazio in cui il Generale si è lanciato.
E, nel momento in cui scrivo, il DL ha subito le “correzioni” dettate proprio dal Quirinale al fine di renderlo costituzionalmente accettabile, oltre a riportarlo ad una pragmatica applicabilità figlia della realtà e dell’espulsione dei passaggi più imbarazzanti. Questa è la conferma della distanza tra le dichiarazioni a fini elettorali fatte alla festa dei giovani di FdI da parte di una Premier in campagna elettorale e la necessità di confrontarsi con leggi e quotidianità.
Insomma, se questi fossero seri e meno imbarazzanti anche nello scrivere le norme che vorrebbero porre in essere, ma è quasi chiedere troppo, ebbene, anziché parlare di “fuga dei bianchi” (Valditara) dovrebbero attrezzare meglio le scuole. Più ore d’italiano, più insegnanti specializzati, più risorse.
E più politiche dell’accoglienza. A proposito, mi si passi la facile battuta campanilistica. Si guardi come funziona il NAI a Varese e come proprio questa, che è un'iniziativa del Comune di Varese in collaborazione con il Ministero, affronta il tema dei bambini e delle bambine straniere e della loro conoscenza dell’italiano.
Insomma, siamo alla demagogia più palese e ai “furbetti del quartierino”.
Queste proposte potrebbero anche piacere agli italiani, ma se si va a fare quell’esercizio che ormai sembra essere dimenticato dai più, e cioè andare ad approfondire, si scoprirebbe che sono proposte di difficile attuazione. Ma a Mestre o Marghera, dove lavorano 9000 bengalesi, cosa faranno i dirigenti scolastici se si supererà il limite del 30%? Respingeranno i bambini? E dove andranno a studiare? Verranno espulsi? Remigrati? Mandati in altre città a chilometri di distanza?
Insomma, a furia di soffiare sul vento di destra si scopre che c’è qualcuno più a destra di Meloni e Salvini. Il Generale. E quest’ultimo sta dettando l’agenda politica alla destracentro che governa il Paese da 4 anni e che pensava di essersi sufficientemente riverniciata di conservatorismo. Purtroppo è accaduto quello che non pensavano. E ora sono costretti a rincorrere l’agenda politica del Generale. Lo fanno con smaccata propaganda e con la demagogia populista che rischia di sfasciare i conti dello Stato. E di lasciare poi, perché è questo che faranno, gli Enti Locali senza risorse per i servizi. Perché hanno usato tutte le risorse per bonus e tagli alle tasse.
Ma anche esasperando la coesione sociale dei nostri territori. Vero segno distintivo da preservare sempre nel nostro Paese.
La campagna elettorale è iniziata, ma è iniziata nel peggiore dei modi. “Pensavo fosse amore, invece era un calesse”.




