Nel contesto attuale, la transizione energetica traccia la strada per avviare una trasformazione a livello locale. Nel panorama europeo e globale, l'Italia si trova ad affrontare una sfida cruciale per via del suo tessuto produttivo, ricco ma ad alto consumo di energia: spingere sulle fonti rinnovabili è indispensabile per ridurre i costi strutturali e mettere al riparo i bilanci aziendali dall'instabilità dei prezzi. In quest'ottica, un confronto con le altre realtà europee evidenzia strategie differenziate nella gestione dell'approvvigionamento energetico. Il caso della Spagna, ad esempio, dimostra chiaramente i benefici di una visione lungimirante che, grazie ai massicci investimenti sostenuti negli ultimi anni nelle fonti green, ha permesso alle imprese spagnole di beneficiare oggi di un'autonomia energetica che si traduce in un concreto vantaggio competitivo sui mercati internazionali. Guidati da questa consapevolezza si sono svolti i lavori del convegno "L'energia che unisce il territorio", tenutosi venerdì 25 settembre al Centro Congressi Ville Ponti. L'evento, promosso dalla Camera di Commercio di Varese in stretta collaborazione con l'Associazione Malpensa Insubria CER, ha offerto un importante momento di confronto per delineare nuove strategie energetiche a servizio del territorio varesino.
Tuttavia, la semplice replica di un modello tecnologico non appare sufficiente. Infatti, la transizione ecologica non si riduce alla sola sostituzione dei combustibili fossili con le fonti pulite, ma esige una profonda evoluzione culturale e operativa. Il sistema economico deve imparare ad adeguare i propri consumi in base alla disponibilità variabile della rete. In questo scenario, le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) rappresentano un autentico laboratorio d'innovazione con un ecosistema all'interno del quale le imprese - in collaborazione con cittadini, istituzioni e terzo settore - agiscono con flessibilità, concentrando i consumi nei momenti di massima produzione, quando l'energia risulta più economica. "L'energia rinnovabile, se la usi bene costa pochissimo, se la usi male ti costa tanto", ha ricordato Maurizio Melis, giornalista e conduttore di Radio 24 e moderatore dell'evento, evidenziando come sia fondamentale orientare le decisioni aziendali sulla base di dati oggettivi e superare la disinformazione che talvolta condiziona il dibattito pubblico. Il valore strategico dell'iniziativa è stato rimarcato fin dall'apertura dei lavori e dai saluti istituzionali. Mauro Vitiello, presidente della Camera di Commercio di Varese, ha evidenziato la prontezza di risposta del territorio: «Il nostro tessuto produttivo ha compreso la portata di questa rivoluzione. Le Comunità Energetiche Rinnovabili non costituiscono solo una soluzione tecnologica, ma una grande alleanza di territorio per competere uniti. Non è un caso che nel Varesotto si contino già 15 CER attive: un segnale inequivocabile di un'imprenditoria pronta a fare squadra per garantirsi un futuro sicuro e sostenibile"». I lavori sono proseguiti con una serie di interventi tecnici volti ad analizzare il ruolo delle CER anche nel contesto post-PNRR, soffermandosi sull'importanza della flessibilità della domanda e sul legame inscindibile tra competitività e sicurezza energetica".
Dalle riflessioni strategiche l'attenzione si è poi spostata sulle misure pratiche per il tessuto imprenditoriale, attraverso la presentazione ufficiale del "Bando Contributi per la realizzazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia da fonti rinnovabili - Anno 2026". Ad illustrare gli elementi chiave dell'iniziativa è stata Anna Deligios, Segretaria Generale della Camera di Commercio di Varese, che ha ribadito il sostegno dell'ente verso le PMI: «Oggi l'indipendenza energetica è il vero motore della competitività aziendale. Tutelare i bilanci dalle oscillazioni dei prezzi e ridurre i costi dell'energia rappresenta una priorità per le imprese del nostro territorio. Per questo motivo, abbiamo messo in campo il nuovo Bando Fotovoltaico 2026: uno strumento di supporto economico tangibile per accompagnare le PMI varesine nei loro investimenti. L'obiettivo della Camera di Commercio è quello di unire lo sviluppo sostenibile a una crescita economica solida, dando alle nostre aziende la forza e la sicurezza per competere al meglio a livello globale».
L'urgenza di mettere in campo strumenti come il Bando Fotovoltaico 2026 e di favorire una capillare diffusione delle Comunità Energetiche trova piena giustificazione nei numeri che fotografano l'attuale sentiment del tessuto economico locale. Le rilevazioni sul territorio mostrano infatti come l'aumento dei costi legati all'energia e alle materie prime rappresenti in assoluto il rischio più sentito dagli imprenditori varesini: come emerge dall'indagine congiunturale realizzata a giugno 2026, si tratta di un timore condiviso da oltre due terzi delle aziende in ogni settore, con picchi che sfiorano il 73% nell'industria e nel commercio.
A questa diffusa preoccupazione corrisponde inoltre una persistente e profonda vulnerabilità strutturale. Attualmente, le aziende del Varesotto autoproducono da fonti rinnovabili una quota ancora troppo esigua del proprio fabbisogno energetico, fermandosi al 15% per l'industria, al 14,7% per l'artigianato e addirittura sotto il 6% per il comparto del commercio e dei servizi. Si tratta di una dipendenza dalle forniture terze rimasta per lo più invariata nell'ultimo anno e costantemente ancorata a soglie critiche intorno al 90% per tutti i settori, un fattore che lascia i bilanci aziendali pericolosamente esposti agli shock esterni.
Invertire questa rotta non è, dunque, una semplice opzione ecologica, ma un vero e proprio imperativo per garantire la continuità aziendale. Aderire a una CER e sfruttare attivamente le misure di sostegno per incrementare l'autoproduzione costituisce, quindi, una possibilità per fare della transizione energetica il motore per la competitività e la sicurezza futura del sistema produttivo.
«La tecnologia e i quadri normativi sono tasselli fondamentali, ma c'è un fattore umano e culturale senza il quale le Comunità Energetiche non possono funzionare a pieno regime: l'importanza della sensibilizzazione. Senza una capillare opera di comunicazione e coinvolgimento (delle scuole, delle PMI e delle amministrazioni locali), una percentuale così alta di energia condivisa (oltre il 71%) non sarebbe raggiungibile. La sensibilizzazione trasforma il partecipante della CER da mero spettatore passivo a protagonista attivo dell'efficienza energetica del proprio territorio, permettendo di cogliere appieno sia i benefici ambientali che i ritorni economici distribuiti» ha concluso Andrea Gatti, presidente dell'Associazione Malpensa Insubria CER.






