Territorio - 18 settembre 2026, 08:51

Luvinate, dopo incendi e alluvioni 384 nuove piante al Campo dei Fiori. Intervento da 100mila euro

In avvio un nuovo cantiere fortestale per ripristinare le condizioni nelle aree colpite dalle calamità. Il sindaco Boriani: «Le conseguenze di quegli eventi continuano a farsi sentire. I boschi sono essenziali come ponti, scuole e ospedali»

Dopo gli incendi, la tempesta Alex e i nuovi schianti provocati dagli eventi meteorologici, è partito a Luvinate un nuovo intervento forestale sul Campo dei. I lavori, promossi dal Comune di Luvinate, per un investimento di oltre 100.000 euro sono possibili grazie alla misura straordinaria "Siti naturali UNESCO per il Clima" all'adattamento ai cambiamenti climatici promosso dal Ministero dell'Agricoltuta e Foreste, ottenuta dal Comune. 

LA SITUAZIONE: ALBERI DANNEGGIATI SEMPRE PIU' FRAGILI
 Il Campo dei Fiori, nel territorio di Luvinate, porta ancora oggi i segni degli eventi estremi che lo hanno colpito negli ultimi anni. Le ferite più evidenti risalgono all'incendio dell'autunno 2017, che ha interessato numerose piante e in particolare la parte basale dei tronchi, e alla tempesta Alex del 2020, che ha provocato numerosi schianti e sradicamenti. A questi eventi si sono aggiunti nuovi danni provocati da episodi di vento intenso, tra cui quelli registrati nel novembre 2024 e le ondate di calore prolungate di questa estate. Non si tratta, però, soltanto di ciò che è ancora visibile sul terreno. Le conseguenze di quegli eventi continuano infatti ad agire sul bosco: le piante danneggiate sono più vulnerabili, gli alberi indeboliti stanno cedendo e gli schianti continuano a creare nuove aperture nella copertura forestale. Il bosco sta cambiando.  Ci sono aree, anche oggetto di questo intervento, dove gli alberi portano ancora i segni drammatici del fuoco. 

L'AREA DELL'INTERVENTO 
L'area, sul Comune di Luvinate, riguarderà un territorio lungo il versante sud del Campo dei Campo dei Fiori lungo il lato destro del sentiero Dal Zotto a partire da una quota di circa 715 m s.l.m. sino ad un quota di circa 870 m s.l.m. con un dislivello totale di 155 m, tra la Valle detta Il Vallegiaccio e la Valle degli Orti, affluenti del torrente Tinella, poco prima della località denominata Sas del Signur da cui si diparte il sentiero denominato Sant'Uberto.

L'INTERVENTO, ACCELERARE IL RINNOVAMENTO DEL BOSCO 
 Saranno dunque realizzati interventi di gestione della vegetazione, recupero della necromassa e diradamento selettivo. Una parte importante del lavoro riguarderà il materiale legnoso morto: complessivamente sono stati individuati circa 515 metri cubi di necromassa da trattare e sistemare. Il legno non verrà rimosso: in diversi punti sarà organizzato direttamente sul terreno, anche attraverso piccoli accumuli e sistemazioni con materiale locale, così da contribuire alla protezione del suolo, rallentare il deflusso dell'acqua e offrire rifugio alla fauna e ai processi naturali di decomposizione. Dove la rinnovazione naturale è già presente, sarà invece lasciato spazio al bosco. 

384 NUOVE PIANTE, 14 SPECIE  
Gli interventi di piantagione interesseranno soprattutto le zone dove la capacità di rigenerazione spontanea risulta più limitata. Sono previsti 11 nuclei di integrazione della rinnovazione, per una superficie complessiva di circa 3.456 metri quadrati, nei quali saranno messe a dimora 384 giovani piante forestali. La scelta delle specie punta a ricostruire una composizione forestale diversificata, utilizzando 14 specie, tra cui castagno, faggio, aceri, betulla, frassino, ciliegio, querce, tigli e sorbi. Saranno utilizzati materiali biodegradabili per il sostegno e la protezione delle giovani piante e, nelle buche di impianto, un prodotto idroretentivo biodegradabile destinato a trattenere l'acqua disponibile nel terreno e renderla progressivamente disponibile alle radici. Il progetto prevede inoltre il mantenimento delle giovani piante nei due anni successivi all'impianto, con la sostituzione degli esemplari eventualmente non attecchiti.

«BOSCHI E FORESTE, LE INFRASTRUTTURE DEL FUTURO ALLA PARI DI PONTI, PORTI, OSPEDALI»
«I cambiamenti climatici in corso stanno determinando un aumento della frequenza di eventi meteorologici estremi; fra questi, ondate di calore in concomitanza con siccità prolungate che stanno cambiando, anche in modo molto rapido, boschi e foreste, come abbiamo tutti constatato questa estate. Anche gli incendi, sempre più frequenti, non sono più episodi isolati, ma eventi che caratterizzeranno il nostro futuro, su cui occorre attrezzarsi non certo chiedendo a Regioni e Stato di comprare più elicotteri e canadair: per ogni euro investito in interventi di pronto intervento, dovrebbero piuttosto corrispondere pari risorse destinate alla manutenzione e prevenzione. Questo sarebbe il vero cambio di paradigma. I boschi non sono semplici aree verdi, ma sono sempre più da considerare alla pari di infrastrutture critiche essenziali per la convivenza ed il vivere, come ponti, aeroporti, ospedali. Per questo occorrono risorse, legislazioni adeguate e politiche di sostegno e monitoraggio continue. Come Luvinate, nel nostro piccolo –sottolinea il sindaco Alessandro Boriani- dall'incendio del 2017 abbiamo lavorato in questo senso e continueremo secondo gli strumenti e le possibilità oggi presenti, a partire dall'esperienza di ASFO Valli delle Sorgenti».

Redazione

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