Riceviamo e pubblichiamo la nota del gruppo di minoranza "A come Angera" sul tema della Tari:
A luglio avevamo lanciato l'allarme. Oggi quell'allarme è diventato una bolletta. Con l'arrivo degli avvisi TARI 2026, gli aumenti che A Come Angera aveva contestato in Consiglio comunale il 31 luglio diventano ora concreti per le attività economiche di Angera.
Un esempio rende meglio di qualsiasi dichiarazione politica la portata del problema. Prendiamo il caso di un’attività di somministrazione di circa 276 metri quadrati: nel 2025 la TARI ammontava a 2.161 euro, mentre nel 2026 arriva a 2.894 euro. Significa 733 euro in più, pari a un aumento del 33,91%.
Non stiamo quindi parlando di numeri astratti contenuti in una delibera o in una tabella tariffaria. Stiamo parlando di 733 euro aggiuntivi che un'attività deve mettere in bilancio e pagare al Comune. Il 31 luglio, in Consiglio comunale, A Come Angera aveva votato contro il PEF e le nuove tariffe TARI, esprimendo la propria contrarietà all'impatto sulle utenze non domestiche. La nostra posizione era stata resa pubblica anche dalla stampa locale.
Allora avevamo posto una domanda precisa: era davvero necessario far ricadere sulle attività un aumento di questa portata? Oggi la risposta è arrivata nelle bollette. «Non ci interessa limitarci a dire “ve l'avevamo detto” ma non possiamo nemmeno far finta che il problema non fosse stato sollevato. A luglio avevamo chiesto attenzione per le attività economiche. Oggi vediamo che, per un ristorante di circa 276 metri quadrati, la TARI aumenta di 733 euro, quasi il 34%. Sono cifre che incidono concretamente sui conti di un'attività».
La TARI deve naturalmente garantire la copertura dei costi del servizio di gestione dei rifiuti. Ma la distribuzione di questi costi tra le diverse categorie di contribuenti è anche una scelta politica. Ed è proprio su questa scelta che A Come Angera aveva espresso il proprio voto contrario. In un momento nel quale commercianti, ristoratori, artigiani e imprese devono già affrontare costi importanti per energia, personale, forniture e gestione delle proprie attività, riteniamo che l'Amministrazione comunale debba prestare maggiore attenzione all'impatto della fiscalità locale sul tessuto economico di Angera.
Una richiesta concreta: posticipare la prima rata
Proprio per questo A Come Angera chiede all'Amministrazione di valutare con urgenza il posticipo della prima rata TARI, attualmente prevista per il 30 settembre, così da dare alle attività un margine di tempo maggiore per affrontare un esborso che, in molti casi, risulta significativamente superiore rispetto all'anno precedente.
Non sarebbe una soluzione al problema degli aumenti, ma rappresenterebbe un primo segnale concreto di attenzione verso le attività economiche, soprattutto in un momento nel quale gli avvisi stanno arrivando e gli operatori si trovano improvvisamente a dover fare i conti con importi più elevati.
Chiediamo un gesto concreto. Si dia almeno alle attività un po' di respiro sul piano dei pagamenti. Posticipare la prima rata significa riconoscere che un aumento come quello che stiamo vedendo non può essere considerato irrilevante per chi gestisce un'attività. È il momento di ascoltare chi lavora e investe ad Angera». La nostra posizione resta quindi chiara: più attenzione alle attività economiche, maggiore trasparenza sui costi e una distribuzione più equa del peso della TARI per il futuro. A luglio avevamo lanciato un allarme. Oggi quell'allarme è diventato una bolletta. Adesso chiediamo che l'Amministrazione ascolti.




