Economia - 12 settembre 2026, 21:16

Testa, mani e futuro: SMARTT VAlley riporta i giovani dentro la fabbrica

Inaugurata a Daverio l’Area Education del progetto da 4,5 milioni promosso da Fondazione Ergo. Formazione, ricerca, start-up e imprese nello stesso ecosistema per difendere e trasformare la vocazione manifatturiera di Varese. Presente il ministro Giorgetti: «Il resto del mondo corre e se non corri sei finito»

Il taglio del nastro dell'Area Educational di SMARTT VAlley a Daverio avvenuto questa mattina

Il taglio del nastro dell'Area Educational di SMARTT VAlley a Daverio avvenuto questa mattina

«Senza la manifattura un Paese si deprime». Parte da qui, dalle parole del ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, il senso di una mattinata che a Daverio ha provato a guardare parecchio più avanti del taglio di un nastro. Perché ciò che da oggi ha aperto ufficialmente le porte - l’Area Education di SMARTT VAlley - vuole essere soprattutto un investimento sulle persone, sulle competenze e sulla capacità di un territorio profondamente manifatturiero come quello varesino di continuare a esserlo anche quando fabbrica, lavoro e tecnologia saranno molto diversi da quelli di oggi.

Un progetto da 4,5 milioni per il futuro dell'industria

Il polo inaugurato questa mattina è un nuovo e fondamentale tassello del progetto complessivo SMARTT VAlley, nato dalla visione e dall’esperienza di Fondazione Ergo e insediato nell’ex fabbrica Macchi di via Roma a Daverio: un ecosistema che vuole mettere nello stesso luogo imprese, giovani, start-up, università, ricerca e istituzioni, con l’obiettivo di accompagnare la trasformazione dell’industria manifatturiera attraverso formazione avanzata, ricerca applicata e trasferimento tecnologico.

L’investimento complessivo ammonta a 4,5 milioni di euro. Un ruolo decisivo lo hanno avuto il Bando Progetti Emblematici Maggiori 2024, con 3 milioni di euro di contributi: 2 milioni da Fondazione Cariplo e un milione da Regione Lombardia. Il percorso è iniziato nel 2024 e proseguirà fino al completamento del progetto previsto entro la fine del 2027.

A fare gli onori di casa è stato il sindaco di Daverio, Marco Colombo: «Cari imprenditori, il vostro sacrificio ha permesso tutto ciò. È stata una scommessa di Regione Lombardia insieme a Fondazione Cariplo, con il maggior finanziamento dei Bandi Emblematici 2024».

Ma a spiegare soprattutto che cosa dovrà diventare questo luogo è stato Gabriele Caragnano, presidente di Fondazione Ergo: «Perché siamo qui oggi? Per fare qualcosa di bello per Varese. Vorrei lasciare qualcosa dietro di me. Ci sono tante risorse coinvolte in questa impresa e questo investimento iniziale è il punto zero per creare qualcosa di importante: da qui in avanti la visione, il sogno, è fare qualcosa in più».

SMARTT VAlley, ha spiegato Caragnano, «vuole essere un contenitore multidisciplinare per accrescere la competitività dellindustria, diffondere una visione della fabbrica moderna e propositiva. Guardiamo alle nuove generazioni con una visione di lungo periodo, creando connessioni con start-up, partner tecnologici e imprese. I grandi gruppi hanno costruito le proprie Academy: qui vogliamo fare qualcosa insieme a tante aziende, condividendo gli sforzi e connettendoci con luniversità».

Le parole chiave sono ecosistema, contaminazione, progettualità e collaborazione. E l’orizzonte è innanzitutto locale: «Questo è un progetto di Varese che vuole stuzzicare lorgoglio varesino ed evitare una de-industrializzazione che sarebbe catastrofica. Dove c’è una fabbrica c’è conoscenza e intorno si crea un ecosistema positivo. La fabbrica è un luogo dove testa e mani lavorano insieme».

Formazione, dunque, ma anche ricerca applicata alle sfide concrete delle imprese e innovazione, creando connessioni tra capacità produttiva e visione strategica: «SMARTT VAlley è un luogo dove linnovazione è qualcosa di concreto e sarà tanto più forte quanto più saprà essere aperta».

Quindici ragazzi e quindici aziende: parte il primo IFTS

La novità inaugurata oggi rende tangibile soprattutto il primo di questi pilastri. A raccontarla è stata Rachele Sessa, direttore generale di Fondazione Ergo: «Meno di un anno fa questo progetto non esisteva, oggi è una scuola che apre le porte ai ragazzi del territorio. Imprese e giovani sono due mondi che hanno bisogno luno dellaltro: le imprese hanno bisogno di competenze, mentre i giovani devono scegliere il loro percorso di studi, quali competenze acquisire e dove metterle a frutto. Qui vogliamo raccontare loro cosa sono le fabbriche moderne, quali opportunità di carriera offrono e dove possono mettere il loro ingegno».

A fine settembre partirà infatti il primo IFTS in Meccatronica Gestionale, co-progettato con ITS Lombardia Meccatronica Academy. Openjobmetis ha affiancato il progetto nella selezione dei ragazzi e nel matching con le aziende.

Sono 15 le aziende del territorio coinvolte e 15 i ragazzi che entreranno nelle imprese per la parte pratica del percorso. La formazione alternerà lezioni, laboratori ed esperienza diretta in fabbrica. Il percorso ufficiale prevede complessivamente 860 ore, 440 tra aula e laboratorio e 420 in azienda attraverso lapprendistato, e conduce al Certificato di Specializzazione Tecnica Superiore EQF4 come Tecnico Meccatronico Gestionale della Produzione per l’Industry 5.0.

«Racconto e ascolto sono state due parole chiave: siamo andati nelle scuole - ha sottolineato Sessa - La prima sfida è quella che parte questanno, la seconda sarà formare i ragazzi per competenze che serviranno in futuro, anche per professioni che oggi non esistono ancora».

A questo servirà anche lo Start-up Garage, altro elemento centrale dell’Area Education: un progetto destinato ai giovani tra i 15 e i 25 anni, sviluppato insieme alla SUPSI - Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana, per consentire ai ragazzi di sperimentare e sviluppare idee imprenditoriali con il supporto di altri giovani e mentor.

Una mattinata con il territorio: «Il confine è una linea sottile»

L’inaugurazione ha richiamato a Daverio numerosi sindaci del territorio, parlamentari, imprenditori e rappresentanti del mondo della scuola, della formazione e delle istituzioni. Tra gli ospiti anche Norman Gobbi, consigliere di Stato svizzero, che ha richiamato proprio la vocazione transfrontaliera del progetto: «Il confine è una linea sottile e oggi qui, con la scuola svizzera, abbiamo una combinazione di competenze che rappresenta una forza sulla quale costruire le nostre relazioni».

A scandire la mattinata sono stati poi diversi momenti di confronto dedicati alle sfide che ruotano attorno alla realtà costruita a Daverio.

Giovani e competenze: «Riportare la scuola dentro la produzione»

È stato Paolo Bricco, giornalista de Il Sole 24 Ore, a guidare i confronti. Il primo panel, dedicato a giovani e competenze, ha riunito Giuseppe Carcano, dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Varese, Federico Visconti, presidente della Fondazione Comunitaria del Varesotto, e Samuele Astuti, consigliere regionale.

«Tutti parlano di giovani, ma poi mettere a terra il tema è difficile - ha osservato Carcano - Qui c’è unesperienza completa. È quasi un ritorno alla bottega artigiana, con giovani e adulti che imparano insieme. Gli ITS sono fondamentali: portano la scuola dentro il mondo della produzione e offrono ai giovani una promessa».

Per Astuti la questione investe direttamente la tenuta sociale: «La manifattura è al centro della capacità di una società di stare insieme». E davanti all’intelligenza artificiale la domanda diventa ancora più radicale: «Una delle grandi sfide per la scuola è rispondere alla domanda: perché vado a scuola? Perché è importante continuare a formarsi? La risposta sta anche nelle disuguaglianze: oggi la disuguaglianza è nel sapere. Chi non sa e non conosce resta fuori dal cambiamento, viene escluso. Uno dei compiti della politica è rendere la conoscenza accessibile a tutti».

Federico Visconti ha invece posto laccento sulla necessità di cambiare anche il racconto: «Ben vengano esperienze come questa. Siamo sollecitati a cambiare i modelli didattici e dobbiamo comunicare di più lazienda», richiamando una frase di Sergio Marchionne: «Esiste un mondo dove le cose non accadono: le fanno accadere».

Le istituzioni: «Questa sarà una nuova infrastruttura industriale»

Il secondo confronto ha spostato l’attenzione sul rapporto tra istituzioni e territorio, con Raffaele Cattaneo, sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia, Marco Alparone, vicepresidente e assessore al Bilancio e Finanza della Regione, Giovanni Brugnoli, presidente della Fondazione Imprese e Competenze per il Made in Italy, e Marco Magrini, presidente della Provincia di Varese.

Cattaneo è partito da lontano: «La Silicon Valley una volta produceva frutta e Bangalore era la città giardino. Che cosa ha reso possibile il cambiamento di città che non erano nate così? Serve una condizione di competenze relazionali: tutto il sistema deve credere nel successo del progetto. Un progetto come questo cresce se riesce a mettere insieme tutti, a partire dalle istituzioni». E ha aggiunto un dato sul quale lavorare: «Da noi soltanto l1% sceglie lIFTS: questo dato deve crescere».

Per Marco Magrini, «la Provincia c’è dove si parla di imprenditori». Il presidente ha ricordato vocazioni come tessile e aerospaziale e il lavoro dei tavoli provinciali dedicati all’occupazione: «Serve creare sistema».

Marco Alparone ha parlato invece di una scelta precisa: «Le istituzioni hanno avuto una visione: non legarsi a una multinazionale, ma a un territorio e quindi intercettarne i bisogni». Al centro c’è il capitale umano: «Qui non possono mancare i giovani, ma non bisogna investire soltanto su di loro. La politica deve pensare ai luoghi come generatori di valore: questa sarà una nuova infrastruttura industriale con al centro il capitale umano».

Pragmatico lintervento di Giovanni Brugnoli, che ha guardato già al giorno dopo linaugurazione: «Dobbiamo chiederci di che cosa abbia bisogno questo posto da lunedì e che cosa possa essere fra cinque anni. Servono persone, competenze e legami strategici con le associazioni di categoria e la Camera di Commercio».

Frassinetti: «Gli studenti acquisiscano competenze che servono alle imprese»

Il rapporto tra istruzione e lavoro è stato al centro anche dell’intervento della sottosegretaria al Ministero dell’Istruzione e del Merito Paola Frassinetti: «Come governo abbiamo puntato molto sugli ITS, perché hanno lobiettivo di riqualificare il titolo di studio a servizio delle imprese e delle nuove dinamiche. I nostri studenti non devono stare sui libri per niente, ma acquisire competenze che rispondano alle esigenze del territorio».

Il successivo confronto su industria e innovazione ha coinvolto, insieme a Caragnano, Alessandro Bernardini, CEO di Tecniplast, e Francesca Caruso, assessore alla Cultura di Regione Lombardia.

Tecniplast è tra le realtà che hanno contribuito alliniziativa. Bernardini ha spiegato ciò che vede nel nuovo polo: «La trasformazione industriale è in corso e c’è bisogno di fare le cose bene. Qui si può venire con le risorse umane, con i dirigenti dazienda, creando corsi tagliati su misura. È un posto fantastico dove si possono far crescere davvero le persone».

Per Caruso la partita è anche culturale: «Varese ha costruito la propria identità sulla produttività, ora a questa dobbiamo abbinare linnovazione». E proprio la cultura può contribuire a riavvicinare i giovani allindustria: «Dobbiamo raccontare meglio il bellissimo viaggio delle aziende, avvicinando i ragazzi alla fabbrica perché è un mondo fantastico. Va cambiata la comunicazione».

Giorgetti: «Il mondo cambia mentre la politica si occupa di bagattelle»

A chiudere gli interventi è stato Giancarlo Giorgetti, arrivato nella parte conclusiva dell’inaugurazione. E il ministro varesino ha allargato lo sguardo dal progetto di Daverio a ciò che sta accadendo all'industria europea e mondiale: «Il resto del mondo corre e se non corri sei finito. Quindi benissimo che qui, nel cuore del Varesotto, nasca uniniziativa di questo tipo».

Per Giorgetti SMARTT VAlley rappresenta «la risposta alle sfide che vengono poste dalla modernità, dallevoluzione tecnologica, dallintelligenza artificiale, dalleconomia in generale», ma soprattutto a quelle che riguardano da vicino la provincia di Varese e la Lombardia e la loro industria manifatturiera, chiamata a continuare a competere sui mercati internazionali in uno scenario nel quale nulla può più essere dato per scontato.

«Servono investimenti sullintelligenza artificiale e sulle risorse umane - ha sottolineato il ministro - quindi questa intuizione secondo me è fondamentale. Perché nei prossimi anni, a brevissimo, vedremo veramente una grande rivoluzione, in realtà la stiamo già percependo. E se non siamo attrezzati e pronti ad affrontarla potrebbero esserci delle conseguenze che nessuno immagina».

Poi il passaggio che si lega direttamente alla filosofia dellArea Education: «L80% della politica si occupa di bagattelle mentre il mondo cambia a una velocità impressionante, ponendoci davanti a sfide epocali alle quali spesso partecipiamo da spettatori. Poi, però, dobbiamo misurarci con le conseguenze».

Da qui il valore di uniniziativa che, secondo Giorgetti, «è assolutamente meritoria perché nasce dal basso» e parte dall’idea che la risorsa umana debba essere educata al lavoro: «Uno Stato a volte non può scegliere, ma è meglio spendere soldi per una formazione vera piuttosto che per i sussidi».

E formazione significa anche creare le condizioni perché nascano nuove imprese: «Lo spirito imprenditoriale è fondamentale: se non nascono nuove iniziative e nuove imprese, anche nei settori nuovi, chiaramente è difficile pensare che si possa essere competitivi».

Infine la manifattura, il punto da cui tutto il progetto SMARTT VAlley prende le mosse: «Senza la manifattura un Paese si deprime. La vecchia Europa basata sulla manifattura è in grossa crisi e rischia di essere distrutta. Noi, con il nostro sistema di piccole e medie imprese, siamo più resilienti di altri e abbiamo una maggiore capacità di rispondere ai cambiamenti».

Una mattinata cominciata già prima del taglio del nastro, con un momento dedicato alla comunità di Daverio e l’esibizione della Fanfara dei Bersaglieri di Lonate Pozzolo, nell’anno del suo centenario, e proseguita con la visita agli spazi dell’Area Education. A completare l’inaugurazione anche l’apertura della mostra fotografica inedita “What Remains” di Gigi Soldano, organizzata da La Focale di Buguggiate.

Il progetto e la giornata hanno riunito una rete ampia di soggetti pubblici e privati. L’evento ha avuto il patrocinio di Presidenza del Consiglio dei Ministri, Regione Lombardia, Provincia di Varese, Comune di Varese, Università degli Studi dell’Insubria, Camera di Commercio di Varese e Comune di Daverio, con il contributo di Fondazione Cariplo, Kearney, Tecniplast e Fondazione Ergo e la collaborazione di ITS Lombardia Meccatronica Academy, Ufficio Scolastico Territoriale di Varese, Confindustria Varese e Confapi Varese. Main sponsor Sielco ed Econord; sponsor Mosca Engineering, Nordidraulica, Openjobmetis, Sviluppo & Trading Sas, Tigros, Innesti, Paul&Shark e F.lli Aracri Snc.

F. Gan.

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