Varese pronto al debutto al Franco Ossola dopo il pari senza acuti nell'abbordabile - almeno sulla carta - trasferta contro i romagnoli del Coriano (1-1), terminata con il preannuncio di reclamo da parte del club biancorosso per l'errore sui numeri di maglia e sulle distinte dei padroni di casa che non dovrebbe portare a nessuna decisione in grado di cambiare l'esito del match da parte del giudice sportivo (la regola degli under schierati in campo risulterebbe rispettata, nonostante la confusione nell'identificarli con il numero sulla schiena).
Sempre sulla carta, in un girone comunque durissimo, è di ben altra levatura l'avversaria di domani a Masnago (via alle 15), cioè la Pro Sesto allenata dal nostro Matteo Contini di Gemonio reduce dal rocambolesco ko dell'esordio contro il Lentigione, tra le squadre più esperte, solide, rodate e forti del Girone D passata al Breda al 94' (3-2). Cambiati parecchio rispetto a un anno fa, i biancocelesti si presentano a Masnago con due ex come Federico Zazzi e Franco Lepore, capitano e uomo-rinascita dell'era Sogliano culminata con il ritorno in Serie B dopo 25 anni.
Varese sempre privo di Sovogui, comunque sulla via del recupero (ben che vada sarà nella lista dei convocati giusto per riavvicinarlo al clima partita): per il resto, Ciceri non ha assenti e scioglierà le riserve all'ultimo (rispetto alla partita di Coppa di Solbiate, vinta 2-0, l'allenatore biancorosso domenica scorsa aveva cambiato quattro uomini nell'undici base: Tronci in fascia per Berbenni, Beretta per Fabris in mezzo, Barzotti davanti al posto di Ndagijimana e Bianchi per Favale).
Sulla sfida secca del secondo turno di Coppa Italia con la Pro Patria prevista mercoledì 7 ottobre alle 15 al Franco Ossola è corretto dire a chi ipotizza o si augura uno spostamento serale che al momento l'impianto di illuminazione di Masnago può sì essere acceso in caso di situazioni di necessità in autunno o inverno, ma necessiterebbe di ulteriori interventi per poter reggere un'intera sfida in notturna che, quindi, al momento non è ipotizzabile.
Sul ritorno a Masnago dell'eterno Franco Lepore (41 anni, 7 promozioni tra cui una in A e tre in B, alla Pro Sesto indosserà la maglia numero 32), uomo indimenticabile per il segno lasciato a Varese e al Varese dal 2005 al 2009 (127 presenze e 30 gol in campionato e una capacità totale di fondersi nella maglia) e poi in B nel 2010/2011, vi proponiamo alcune parole spese per lui in questi anni, e alcune sue parole sul Varese confidate nelle ultime interviste a VareseNoi, che non hanno bisogno di alcuna aggiunta. Se non di un applauso, come quello che riceverà domani nel suo stadio dalla sua gente.
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Franco Lepore, il bello del calcio
Rapporti umani, belle persone, calciatori e calcio dove una carriera, un gol e una partita dipendono ancora dalla forza di volontà e dai sogni rincorsi da bambini. Ovvero, Franco Lepore.
Giocatore universale che in carriera non ha solo ispirato e fatto gol (alcuni, bellissimi, con quelle sue magiche punizioni), uomo vero con un senso del dovere e degli affetti difficili da riscontrare in altri atleti che abbiamo conosciuto (per lui una maglia, una città e una tifoseria sono sempre stati una famiglia), Lepore è sempre stato il primo a buttarsi nel fuoco e, alla vigilia di ogni grande battaglia, il primo a uscire allo scoperto prestando anche il suo volto, non solo a VareseSport che lo aveva eletto a simbolo della rinascita nei manifesti che comparvero ovunque in città, perché una squadra in città deve anche farsi vedere e amare.
Lepore è stato il solo giocatore del Varese che, dopo un brutto voto in pagella, veniva a stringere la mano a chi glielo aveva dato, dicendo: «Me lo sono meritato, ma domenica ti farò ricredere e dovrai darmi 7».
Franco è la vittoria di un pallone che, una volta tanto, riacquista memoria e buonsenso. Perché sono i calciatori come lui a conoscere la "chiave" per fare vincere un campionato alla sua-nostra squadra e, soprattutto, a farla amare dalla gente.
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«I "miei" tifosi del Varese, le foto di Ezio Macchi, il derby con il Como e il gol più bello...»
"Ad ogni intoppo, ad ogni caduta, ad ogni semaforo rosso della vita c’è sempre la possibilità di ricominciare…".
E' sempre tutto scritto per l'ex capitano e bandiera biancorossa, come lo sono i segnali della vita: ci sono persone che con la loro positività conquistano tutto, anche quando sembra perso, e altre che fanno il percorso inverso. Strepitose e piene di forza, entusiasmo, adrenalina e sentimenti impagabili le parole di Lepore. Parole di chi non si nasconde e di chi ha grande rispetto del suo lavoro e della sua storia, ma anche di quelli degli altri.
«La gente di Varese e i tifosi del Varese sono fantastici: tengono di più alla squadra che ai propri mariti o alle proprie mogli. Ricordo che anche quando c'ero io si parlava del fatto che tanti imprenditori del luogo che non guardavano nemmeno al Varese: è un peccato, perché la gente del posto sa più degli altri cosa significhi l'appartenenza e le radici».
«Il mio Varese nasceva dall'Eccellenza e da un fallimento societario e, all'inizio, quando sono arrivato io in D, a parte la curva e i fedelissimi della tribuna, che poi venivano sempre anche in trasferta e facevano la differenza, non è che c'era il Franco Ossola pieno, come accadde poi in seguito. Noi dovevamo solo fare il nostro compito sul campo perché sapevamo di avere alle spalle il pubblico e una società solida. Potevi sbagliare un passaggio o un gol, ma l'attaccamento non doveva mancare».
«La pressione per un calciatore ci deve essere, nel bene e nel male. Io la vado a cercare perché mi stimola a fare bene. Ho capito negli anni che se non hai tifosi che rompono le scatole, e va sempre tutto bene sia quando vinci che quando perdi, non puoi crescere e non c'è gusto in ciò che fai... Anche a Varese sono capitate piccole contestazioni perché in serie C stavamo anche rischiando di retrocedere e ci siamo salvati all'ultima partita: è quello il momento in cui sei costretto a farti un esame di coscienza, a capire cosa stai facendo bene e cosa meno bene, ed è un momento che ti fa crescere».
«Il segreto per il Varese è pensare al bene comune, chi gioca e chi non gioca. Si vince e si perde tutti insieme. Remare tutti nella stessa direzione è l'unico segreto».
«Ezio Macchi? Qualche foto me l'ha fatta... (sorride) ma le esultanze sotto la curva con la scritta dei Blood Honour per me sono le più belle».
«Sarebbe un sogno reindossare la maglia del Varese perché io con quella maglia ho firmato il mio primo contratto da professionista, e vorrei chiudere un cerchio».
«La data che si marchiava di rosso era quella del derby con il Como: dai, qualcuno lo abbiamo vinto (altro sorriso). Il giocatore più forte con cui ho giocato? Jasmin Kurtic».
«Il gol più bello? All'esordio con la Cossatese: fu un grandissimo gol da fiori, anzi una traversa-gol che ha aperto le strade a me e al Varese. Ma anche la punizione contro l'Alessandria la metto al primo posto: so quanto ci tenevano i tifosi del Varese a vincere quella partita contro la rivale diretta per salire».
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Serie D Girone D - Seconda giornata
Sabato 12 settembre
Arconatese-Correggese (ore 15)
Pontedera-Pro Patria (15)
Cittadella Modena-Tropical Coriano (15)
Lentigione-Castellanzese (15)
Varese-Pro Sesto (15)
Solbiatese-Casatese Merate (ore 18)
Oltrepò-Pavia (ore 20.30)
Domenica 13, ore 15
Crema-Pistoiese
Sant'Angelo-Varesina
Classifica
Castellanzese, Pistoiese, Lentigione, Varesina, Casatese, Pro Patria 3.
Correggese, Sant'Angelo, Tropical Coriano, Varese, Crema, Pavia 1.
Cittadella Modena, Pro Sesto, Arconatese, Oltrepò, Pontedera, Solbiatese 0.
Terza giornata
Mercoledì 16 Settembre - Ore 15
Castellanzese-Oltrepò
Cittadella Modena-Varese (ore 16)
Correggese-Varesina
Pavia-Solbiatese
Pistoiese-Arconatese
Pro Patria-Crema
Pro Sesto -Lentigione (ore 18.30)
Tropical Coriano-Pontedera
Casatese Merate-Sant'Angelo




