Varese - 10 settembre 2026, 07:35

Mimmo Esposito, il “mister preferenze” che conosce Varese strada per strada: «Questa città deve cambiare registro. E in fretta»

Il capogruppo di Forza Italia tra politica e lavoro al Volo a Vela: «Ascolto le persone e cerco di risolvere i piccoli problemi». Il futuro della Città Giardino, la scommessa Marsico, il giudizio su Galimberti e una ricetta precisa: «Manutenzione, decoro, sicurezza, cultura e più spazio ai giovani». E a proposito della sua Inter e del Varese...

Mimmo Esposito in riva al lago, tra lavoro al Volo a Vela, Varese e politica

Mimmo Esposito in riva al lago, tra lavoro al Volo a Vela, Varese e politica

Domenico “Mimmo” Esposito è di certo uno che non le manda a dire, le sue idee su Varese sono manifestate con chiarezza e passione e lui, che è nato a Sarno, patria del pomodoro San Marzano, nel 1971, sembra a volte più varesino dei varesini, si batte con energia navigando di bolina nel mare burrascoso della politica cittadina «facendo cose e vedendo gente» come asseriva un Nanni Moretti d’antan.

Consigliere comunale e capogruppo di Forza Italia, soprannominato “mister preferenze” per la valanga di consensi che vanta da anni - nel 2023 alle elezioni regionali ne prese oltre 1.300 - Mimmo Esposito dalla sala del ristorante “Volo a Vela”, dove lavora da cinque anni dopo i tanti trascorsi “da Gennaro” sulla salita di Cartabbia, vede passare il mondo. Lui ascolta tutti e con tutti colloquia amabilmente, da vero politico “di strada”, vantandosi di conoscere tutte le vie di Varese meglio di qualsiasi vigile urbano.

Da cosa dipende la sua grande popolarità? Dal suo modo di fare politica "vecchio stampo", dalla capacità affabulatoria o anche dal lavoro a contatto con la gente?

«Soprattutto perché sono molto conosciuto, empatico, e le persone sanno che risolvo i piccoli problemi del quotidiano dando sempre una risposta. Il mio motto, infatti, è “Sempre sul pezzo”, lavoro sempre e non faccio politica per soldi, ma per passione. Ascolto le persone e cerco di dare soluzione ai piccoli problemi, le strisce pedonali sbiadite, il tombino intasato. Ho fatto e faccio tanto per Varese, nonostante sia all’opposizione».

Come mai scelse proprio Varese arrivando dal Salernitano?

«Avevo dei parenti che avevano un ristorante a Buguggiate, poi allora Varese era una città più ricca, c’erano ancora Cagiva, Whirlpool, BTicino, ormai sono qui da 36 anni, parlo anche il dialetto. Al Volo a Vela mi trovo benissimo, è un ambiente raffinato, e poi al ristorante sono come in famiglia, lavoro con mio cugino. In sala, però, molti tra i clienti mi chiedono chi sarà il candidato sindaco del centrodestra».

Se alle prossime elezioni di giugno vincesse il suo candidato ideale, Luca Marsico, cosa gli suggerirebbe di fare?

«Di mettere a posto la città, di curare la manutenzione e il decoro, la sicurezza e dare più spazio agli eventi culturali e ai giovani. Marsico è una persona culturalmente molto preparata, che dà già spunti per migliorare Varese, mentre gli altri sono fermi al palo. Ha molta voglia di fare ed è anche lui empatico come me, purtroppo non è molto conosciuto dalla gente comune, occorrerebbe una forte campagna elettorale».

Cosa pensa dell’ipotesi terzo mandato per l’attuale sindaco Galimberti?

«Che ce la potrebbe fare, anche perché la gente non vota per convinzione, ma per convenienza».

Come ha visto cambiare Varese nei 36 anni che l’ha abitata?

«È sotto agli occhi di tutti che non sia più la città di un tempo. È degradata, svuotata, ha perso attrattiva, con tanti negozi abbandonati, scuole malmesse, piscine e palestre chiuse e la caserma cattedrale nel deserto destinata ad accogliere l’Archivio del Moderno di Mendrisio, cosa che non c’entra nulla con Varese e richiederà costi alti di gestione con personale ad hoc».

Veniamo ai due lari della nostra città, lago e Sacro Monte: cosa andrebbe fatto per migliorarne la visibilità?

«Rifarei subito il comparto Schiranna, la domenica ci vado spesso, vedo centinaia di persone ma c’è un solo bar aperto, e tutto intorno un grande degrado. Al posto delle Stazioni, un progetto da 18 milioni di euro che Renzo Piano ha definito “asettico”, avrei investito lì. Al Sacro Monte rimane l’annoso problema dei parcheggi e quello di una segnaletica insufficiente, ma occorrerebbe progettare più eventi culturali per avere maggiore utenza e appeal turistico».

E del nuovo Pgt cosa pensa?

«Secondo i grandi investitori immobiliari con cui ho avuto modo di parlare, impoverirà ulteriormente la città, per i tanti vincoli che impediranno nuove costruzioni».

Qual è la cosa che ama di più nel fare politica?

«Stare in mezzo alla gente, sia nel lavoro sia nell’attività politica, mi piace risolvere i problemi delle persone, chiamo subito chi di dovere quando si presenta un problema e le persone mi sono riconoscenti e mi votano, perché sanno che possono contare sempre su di me».

Politica e lavoro a parte, quali sono le sue passioni?

«Il calcio, sono un interista sfegatato».

Cosa pensa della squadra di quest’anno e del Varese?

«Finché ci sarà Marotta avrò fiducia nella squadra, anche se la Roma di Gasperini fa paura, con Malen che a tratti ricorda Ronaldo il Fenomeno. Per ciò che riguarda il Varese vedrei bene come presidente Paolo Orrigoni e allenatore Rodolfo “Rudi” Vanoli. Comunque il Varese e Varese devono cambiare registro, e in fretta».

Mario Chiodetti


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