Basket - 10 settembre 2026, 16:21

E se questa Varese fosse solo l’antipasto? Ora tocca a McDowell-White e Roby

Della Valle e Hale hanno già acceso l’entusiasmo, Nikolic e Ikangi convinto, Renfro dato certezze. Ma all’Openjobmetis mancano ancora all’appello due pezzi da novanta: il playmaker campione dell’ultima EuroCup e il lungo da 150 partite NBA si presentano. McDowell-White promette «Vogliamo creare una mentalità vincente», Roby scalpita: «Forse tornerò già questo weekend». La scheda dei due giocatori

Isaiah Roby (a sinistra) e William McDowell-White

Isaiah Roby (a sinistra) e William McDowell-White

Forse non ci rendiamo esattamente conto che quello che abbiamo visto finora è potenzialmente solo una piccola parte di ciò che potrà essere la Pallacanestro Varese 2026/2027.

E non è solo questione di quella crescita fisiologica che rende migliore una squadra con il passare del tempo: è che tra un “Della Valle show” e un “bomber Hale”, tra un Nikolic che piace e un Ikangi che è utile, tra un Renfro che è certezza e un Kamagate che è speranza, ci siamo dimenticati che non abbiamo ancora visto nulla o quasi di due pezzi - sulla carta almeno - da novanta della campagna di rafforzamento biancorossa.

William McDowell-White e Isiah Roby non sono e non saranno due elementi qualunque del roster di Ioannis Kastritis. Un playmaker con un fisico che in Europa si vede raramente e vincitore dell’ultima Eurocup da una parte; un lungo bidimensionale, versatile e con 150 - centocinquanta, lo scriviamo anche in lettere come si fa sugli assegni - partite giocate in NBA, condite da un high di 30 punti, dall’altra: sarebbero bastati due nomi così a “fare” un mercato… Oggi paiono invece quasi due ciliegine sulla torta.

E allora, in attesa della conoscenza del campo, quella che conta di più, i due oggi si sono presentati alla stampa da Elmec, storico sponsor («Siamo legati da sempre a questi colori» ha detto facendo gli onori di casa Alessandro Ballerio), introdotti dalla descrizione entusiasta fatta dal gm Zach Sogolow: «Parliamo di due giocatori del livello più alto, non solo per il talento e l’esperienza, ma anche come persone. Tutti ci hanno detto cose bellissime su di loro».

«Sono molto emozionato di essere a Varese con questi compagni e in un club che tratta i giocatori in questo modo - sono le prime parole di MDW - Noi dobbiamo solo pensare al gioco. Sono entusiasta perciò e ho visto che anche la città è molto bella». «La gente ci ha dato una bellissima accoglienza, siamo molto felici. Mi è mancato il campo in questo periodo e sono molto contento ora di tornare. Devo ringraziare allenatori, compagni e società per il supporto che mi hanno dato» gli fa eco Roby.

Il lungo cresciuto a Nebraska va subito al punto: le condizioni fisiche, quelle che per il tramite di infortuni (Roby) e vecchi malanni (MDW) li hanno finora tenuti lontani dal pubblico varesino: «Forse tornerò già questo weekend - spera Roby - Ho cercato di mantenermi comunque in forma in questo periodo di assenza e per l’inizio della stagione sarò pronto». «Oggi mi sono allenato - rassicura ancora di più il playmaker - Dovrò stare solo attento a non forzare con due partite in due giorni: il rientro andrà gestito».

McDowell-White parte dalla sua identità cestistica e da ciò che vuole portare alla squadra di Kastritis: «Mi vedo molto più come un playmaker creatore di gioco. Mi piace cercare di costruire tiri per i miei compagni, poi chiaro se sono libero non mi sottraggo al tiro, però il primo pensiero è quello di creare per gli altri».

Roby, invece, racconta il ruolo nel quale Varese ha deciso di puntare su di lui e la versatilità costruita negli anni: «Non posso dire molto su Olivier anche perché non lo conosco; ciò che mi ha portato qui era la possibilità di giocare nel ruolo di ala grande. In NCAA ho imparato a giocare sia da esterno che da lungo, capendo come sfruttare la mia fisicità ma penso che quest’esperienza possa insegnarmi ad applicare questa caratteristica all’intensità elevatissima di gioco che ricerchiamo e rendermi così un giocatore ancora più completo».

E il fisico fuori taglia di McDowell-White può diventare un’arma anche dall’altra parte del campo: «Andare a rimbalzo è una cosa che mi piace. Oltre a questo, penso che la mia fisicità in difesa mi permetta di essere molto versatile, visto che in carriera ho sempre marcato senza problemi dall’1 al 3 avversari ed a volte perfino il 4».

Per Roby, invece, dall’esperienza NBA arriva soprattutto una lezione mentale: «Ho imparato che a quel livello, dove il talento di quasi tutti i giocatori è altissimo, la differenza la faccia la capacità di avere fiducia in se stessi in ogni contesto. A volte serve avere una personalità elevatissima per emergere ed è una cosa su cui sto lavorando».

McDowell-White sta intanto imparando a guidare una squadra che Kastritis vuole vedere correre: «Sto ancora imparando come gestire il gioco della squadra tenendo un ritmo molto elevato ad ogni azione come vuole il coach. Poi penso che non sia un discorso di un compagno o di un altro: tutti dobbiamo lavorare e fare le cose sempre al massimo e nella stessa direzione, se no la squadra nella sua totalità non funziona».

La sfida personale di Roby passa invece dalla capacità di mettersi al servizio del gruppo: «Nell’esperienza che ho fatto in Germania ho capito quanto sia importante mettere la squadra al primo posto. A volte capiterà che non toccherò molto la palla o non tirerò magari ma in quei casi dovrò saper essere in qualche altro modo utile alla squadra per cercare di vincere. Questo è sicuramente un insegnamento che dovrò cercare di coltivare durante tutto l’anno».

E quando si parla degli obiettivi, McDowell-White non gira troppo intorno alla questione: «Chiaramente vincere, o almeno provarci. La cosa importante è riuscire a creare una mentalità vincente nello spogliatoio, cercando di lavorare sempre in questa condizione. Sentendo la storia di Varese, negli ultimi anni non è stato mantenuto il livello che compete a questo club, cosa che invece noi vogliamo provare a fare».

Roby torna invece indietro fino alle origini del suo rapporto con la palla a spicchi: «Mi è sempre piaciuto giocare a basket anche se il mio sport preferito all’inizio era football americano. A quindici anni, però, sono cresciuto tantissimo in altezza e mi sono indirizzato verso la pallacanestro e fin da subito si è capito che era la strada giusta per me».

Una strada diversa da quella inizialmente immaginata da McDowell-White: «Facevo più sport da piccolo: football australiano, rugby e basket. A quindici anni mi scelsi il football, anche perché vedevo il basket come un gioco e non come un lavoro. Volevo seguire i passi di mio papà che ha giocato tanti anni a football ma è stato proprio lui a dirmi che secondo lui la pallacanestro poteva essere la mia strada e chi sono io per non seguire le indicazioni di mio papà?! A distanza di anni direi che aveva ragione».

E proprio McDowell-White, infine, porta a Varese il ricordo freschissimo della vittoria dell’EuroCup e una ricetta che potrebbe tornare utile anche in biancorosso: «Sicuramente un’emozione enorme festeggiata anche nei giorni successivi dove siamo stati, io e i miei compagni, spesso molto brilli (ride, ndr). Penso che il segreto, che poi dovrà essere la nostra arma quest’anno, sia stata la leggerezza mentale: verremo visti come outsider, non avremo la pressione delle altre squadre e questo può sicuramente giocare a nostro favore per sorprendere i nostri avversari».

LE SCHEDE DEI DUE GIOCATORI

ISAIAH ROBY

Nato a Dixon, Illinois, il 3 febbraio 1998, Isaiah Roby è un’ala forte di 2,03 metri per 104 chili, reduce dall’ultima stagione in G League con i Westchester Knicks. Cresciuto alla Dixon High School, dove praticò anche atletica distinguendosi nel salto in alto, ha giocato tre anni a Nebraska, chiudendo l’ultimo a 11,8 punti, 6,9 rimbalzi e 1,9 stoppate. Nel Draft NBA 2019 fu scelto con la numero 45 dai Detroit Pistons, diventando il primo giocatore di Nebraska selezionato dal 1999. Dopo il passaggio dei suoi diritti a Dallas, ha trovato la propria dimensione NBA soprattutto agli Oklahoma City Thunder, prima di vestire anche la maglia dei San Antonio Spurs. In totale conta 151 partite NBA, con medie di 7,7 punti, 4,4 rimbalzi e 1,4 assist, tirando con il 35,1% da tre. Il suo career-high è di 30 punti, realizzati nel marzo 2022 contro Portland. Dopo l’NBA ha giocato in G League e nel 2024/25 ha vissuto la prima esperienza europea con Ulm, arrivando alla finale del campionato tedesco. Nel 2025/26 è tornato ai Westchester Knicks, producendo 12,9 punti, 6,4 rimbalzi e 2,8 assist, con il 35,8% dall’arco. Atleta versatile e capace di giocare anche da centro nei quintetti piccoli, arriva dunque a Varese a 28 anni con un bagaglio NBA decisamente importante.

WILLIAM McDOWELL-WHITE

Nato a Brisbane il 13 aprile 1998, William “Will” McDowell-White è un playmaker australiano di circa 1,96 metri, dotato di stazza e fisicità decisamente superiori alla media del ruolo. Di origini aborigene Arrernte, è figlio di Darryl White, grande giocatore di football australiano e tre volte campione AFL con i Brisbane Lions. Anche Will sembrava inizialmente destinato al football, entrando a 13 anni nell’academy dei Lions, prima di scegliere definitivamente il basket a 15. Dopo gli inizi con Brisbane Spartans e Sydney Kings, appena diciannovenne si trasferisce in Germania al Brose Bamberg, vincendo nel 2018 il premio di miglior giovane della ProA con Baunach. Dal 2019 al 2021 gioca in G League con i Rio Grande Valley Vipers, nell’orbita degli Houston Rockets, prima di tornare in Oceania con i New Zealand Breakers. Qui diventa uno dei migliori playmaker della NBL e nel 2021 firma anche una tripla doppia da 13 punti, 10 rimbalzi e 14 assist. Nel 2022/23 viaggia a 10,5 punti, 5,1 rimbalzi e 6,2 assist. Con l’Australia ha vinto la FIBA Asia Cup 2022, quindi è tornato in Europa passando dall’ALBA Berlino, con cui ha giocato l’Eurolega, e dal JL Bourg, con cui nella scorsa stagione ha conquistato l’EuroCup. Più regista che realizzatore, arriva a Varese a 28 anni portando soprattutto visione di gioco, versatilità, fisicità e capacità di mettere in ritmo i compagni.

F. Gan.


Vuoi rimanere informato sulla Pallacanestro Varese e dire la tua?
Iscriviti al nostro servizio gratuito! Ecco come fare:
- aggiungere alla lista di contatti WhatsApp il numero 0039 340 7819396
- inviare un messaggio con il testo PALLACANESTRO VARESE
- la doppia spunta conferma la ricezione della richiesta.
I messaggi saranno inviati in modalità broadcast, quindi nessun iscritto potrà vedere i contatti altrui, il vostro anonimato è garantito rispetto a chiunque altro.
VareseNoi.it li utilizzerà solo per le finalità di questo servizio e non li condividerà con nessun altro.
Per disattivare il servizio, basta inviare in qualunque momento un messaggio WhatsApp con testo STOP PALLACANESTRO VARESE sempre al numero 0039 340 7819396.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A SETTEMBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU