Territorio - 07 settembre 2026, 08:00

«Giulia», la storia di una guerriera: Roberto trasforma il dolore in un libro per non dimenticare

Dall’infanzia difficile alla famiglia costruita con Roberto, fino alla lunga battaglia contro la malattia. Il marito racconta la vita di Giulia Balossi, scomparsa il 31 luglio, attraverso ricordi, emozioni e speranze. Un libro nato dal dolore ma pensato soprattutto come eredità per i figli Andrea e Tommaso e come messaggio di speranza

«Giulia», la storia di una guerriera: Roberto trasforma il dolore in un libro per non dimenticare

«Aver scritto un libro su mia moglie Giulia mi ha fatto ricordare lei, la donna che è stata, la guerriera che ha combattuto giorno dopo giorno contro un male che l’ha divorata piano piano, la moglie adorabile, la madre dei nostri due splendidi figli Tommaso e Andrea. E scrivendo questo libro, vorrei aiutare chi sta vivendo la nostra stessa situazione».

È così che Roberto Robino ha deciso di dare alle stampe i suoi pensieri e le sue riflessioni sulla moglie Giulia Balossi, scomparsa il 31 luglio. Ha voluto raccontare la sua storia, partendo dall’infanzia, dall’adolescenza, dal rapporto con la famiglia, dalla mamma Noemi, dal lavoro, fino alla nascita e alla crescita dei figli. E poi l’odissea della malattia, la speranza alla quale ci si aggrappa sempre, le ricadute e gli ultimi giorni.

Lo ha fatto attraverso un libro, stampato e pubblicato su Amazon, che ha voluto intitolare semplicemente «Giulia». Sotto quel nome ha inserito l’immagine di una farfalla, per ricordare proprio quella farfalla che durante le esequie aveva svolazzato dall’altare alla platea, dal feretro verso le porte della chiesa. Un’immagine che aveva colpito profondamente Roberto e che oggi è diventata il simbolo del libro (leggi qui).

«Il ritorno del sole»

Roberto aveva già scritto un racconto, «Il ritorno del sole». Era una narrazione nata per ricordare i momenti più bui e quel sole che era tornato a illuminare la famiglia dopo una brutta ricaduta di Giulia.

Quel racconto era piaciuto e anche durante l’omelia il sacerdote, don Felice Noè, lo aveva ripreso più volte per sottolineare come Giulia fosse stata una donna capace di tenere unita la sua famiglia.

Ma quel racconto non bastava a Roberto. Sentiva che c’era molto altro da dire. Voleva che la sua Giulia venisse ricordata per sempre, che la sua storia diventasse innanzitutto un’eredità per i suoi figli e, allo stesso tempo, potesse essere un esempio per tante altre famiglie.

E così è nato «Giulia».

L’infanzia

Il libro parte da lontano, dall’infanzia di una bambina che aveva conosciuto molto presto le difficoltà della vita. Giulia, nata a Vigevano, è cresciuta in un orfanotrofio fino all’età di dieci anni. Poi la svolta: l’adozione e l’incontro con Noemi Toia e Carlo Balossi, una coppia di Busto Arsizio che l’ha accolta e cresciuta nella loro casa di Buscate.

È a Buscate che Giulia ha trascorso gli anni della scuola, frequentando le elementari e le medie, per poi proseguire gli studi all’Ipc Verri di Busto Arsizio. Roberto racconta l’adolescenza, le amicizie, le persone che hanno accompagnato Giulia nel suo percorso di crescita. Tra queste c’è Francesca, l’amica di sempre, la stessa che durante le esequie ha letto una lettera dedicata a Giulia.

Sono pagine che restituiscono il ritratto di una ragazza prima ancora che della donna che sarebbe diventata: le amicizie, i rapporti familiari, i legami che nel tempo sono rimasti importanti.

Il loro amore

Poi arriva l’incontro con Roberto. «Ricordo che aveva chiesto una sigaretta e abbiamo iniziato a parlare e conoscerci», racconta il marito. Una sigaretta galeotta, dunque, che segna l'inizio di una storia destinata a durare.

Giulia aveva 28 anni quando ha conosciuto Roberto. Dopo quattro anni di fidanzamento arriva il matrimonio, celebrato nella chiesa di Buscate il 6 settembre 2008. Quest’anno avrebbero festeggiato 18 anni di matrimonio.

Dopo il sì, il viaggio di nozze in Messico e poi l’arrivo dei figli, Andrea e Tommaso. «Una gioia, una felicità immensa», ricorda Roberto.

La felicità di essere mamma

È anche la storia di una famiglia che cresce. Roberto racconta nel libro gli anni dei bambini piccoli, le loro giornate, la scuola, lo sport, i momenti trascorsi insieme. E racconta il ruolo importante della nonna Noemi, che dava una mano e che ha visto crescere i suoi nipoti.

Ci sono immagini semplici ma indelebili: Giulia orgogliosa quando usciva con il passeggino, felice di mostrare al mondo i suoi bambini, i momenti condivisi con Andrea e Tommaso, i legami con i cugini Ilaria e Carlo.

Sono proprio questi ricordi quotidiani a costruire il ritratto più vero di Giulia: quello di una mamma innamorata dei suoi figli, di una donna che aveva trovato nella famiglia il centro della propria vita.

Il lavoro e la vita di tutti i giorni

Nel racconto trovano spazio anche gli anni del lavoro al Penny, le persone incontrate, le relazioni familiari e le tante esperienze che hanno caratterizzato la sua vita.

Roberto ha voluto raccontare tutto, non soltanto i momenti straordinari. Perché per conoscere davvero una persona bisogna ricordarne anche la quotidianità, le abitudini, gli affetti, le piccole gioie.

E così, pagina dopo pagina, emerge una Giulia completa: figlia, moglie, madre, lavoratrice, amica e donna capace di lasciare un segno profondo in chi le è stato accanto.

La malattia

Poi, nel giugno del 2021, arriva la diagnosi che cambia tutto: un tumore al seno.

Inizia il periodo più difficile, quello della malattia. Un percorso fatto di cure, speranze, ricadute, momenti di paura e altri nei quali la voglia di combattere torna a prevalere.

Roberto racconta nel libro l’odissea vissuta dalla famiglia, senza nascondere le difficoltà e il dolore. Ma soprattutto racconta la forza di Giulia.

«È stata una guerriera – spiega – ha affrontato la malattia in modo esemplare. Mi ha insegnato a non mollare mai, a sorridere, a essere battagliera».

Accanto a lei c’è la famiglia. Una famiglia che deve imparare a convivere con la malattia, modificando abitudini, progetti e quotidianità, ma cercando sempre di rimanere unita.

Un'eredità per Andrea e Tommaso

È soprattutto per i suoi figli che Roberto ha voluto mettere nero su bianco questa storia.

«Voglio far capire che quello che ho scritto vuole rimanere un’eredità, per non perdere mai di vista la mamma».

Andrea e Tommaso potranno così ritrovare, attraverso le pagine scritte dal loro papà, la storia della donna che li ha amati, cresciuti e accompagnati fino a quando ha potuto.

Nel libro Roberto racconta anche i familiari, gli amici e tutte le persone che hanno condiviso con loro gli anni prima, durante e dopo la malattia. Perché quella di Giulia è anche la storia di una famiglia che ha dovuto affrontare insieme una prova enorme.

«Se uno non molla, c’è sempre un po’ di speranza»

Per Roberto, però, raccontare Giulia non significa soltanto custodire un ricordo. Significa anche lanciare un messaggio.

«Era giusto raccontare la vita di una guerriera, far sapere quello che ha affrontato e vissuto. Può essere di aiuto a qualcuno che si trova nella stessa situazione. Ci vuole poco a uscire di strada per una famiglia, ma se uno non molla c’è sempre un po’ di speranza».

È questo il senso più profondo del libro. Raccontare una persona, certo, ma anche provare ad aiutare chi si trova improvvisamente ad affrontare una malattia, una paura, un dolore che rischia di travolgere tutto.

E scrivere, per Roberto, è stato anche un modo per continuare a stare vicino a Giulia.

«È una delle poche cose che facevo con piacere. Mi faceva stare bene parlare di lei, scrivere di lei».

Così il dolore è diventato memoria e la memoria è diventata un libro.

«Giulia» e quella farfalla

C’è infine quella farfalla, comparsa durante il funerale e rimasta impressa nella mente di Roberto.

Ha attraversato la chiesa proprio mentre tutti erano raccolti per l’ultimo saluto, volando dall’altare alla platea, dal feretro verso le porte. Un'immagine che Roberto ha scelto di portare con sé e che oggi accompagna il nome di sua moglie sulla copertina del libro.

Una farfalla come simbolo di libertà, trasformazione e leggerezza. Ma soprattutto come un piccolo segno attraverso il quale continuare a sentire presente Giulia.

Il libro «Giulia» è acquistabile su Amazon. Roberto pensa inoltre di presentarlo a Buscate, il paese dove Giulia è cresciuta e dove ha costruito una parte importante della sua vita.

Perché questa storia non finisca con la sua morte. Perché rimanga ai suoi figli. Perché chi l’ha conosciuta possa ritrovarla nelle pagine. E perché anche chi non l’ha mai incontrata possa conoscere la storia di una donna che, fino all’ultimo, ha scelto di combattere.

Una guerriera che Roberto ha voluto consegnare alla memoria nel modo più semplice e più forte possibile: con il suo nome, «Giulia», e con una farfalla.

Laura Vignati

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