Hockey - 05 settembre 2026, 12:39

Varese-Mastini, legame indissolubile: «Di padre in figlio, la famiglia cresce. Le nostre armi saranno spogliatoio ed entusiasmo»

Presentazione giallonera a Ville Ponti tra gli applausi della gente anche a coach Dave Rich. Che dice: «Non guarderò il nome dei marcatori sul tabellino a fine partita, ma solo se il Varese avrà vinto». Il presidente Bino: «Marcello Borghi e Alessio Piroso sono diventati papà e presto lo sarà anche Vanetti, c'è un senso più grande che si può dare alla famiglia dei Mastini? Impariamo dalle sconfitte per arrivare in fondo». Il capitano: «Essere lì e non poter fare niente, come nell'ultima stagione, è la cosa peggiore che possa capitare a un Mastino. Tutto nasce dentro di noi»

I Mastini sono davvero una famiglia che cresce: sopra la squadra alla Villa Napoleonica per la presentazione, sotto da sinistra Marcello Borghi e Alessio Piroso in versione papà con capitan Andrea Vanetti che lo sarà a breve

I Mastini sono davvero una famiglia che cresce: sopra la squadra alla Villa Napoleonica per la presentazione, sotto da sinistra Marcello Borghi e Alessio Piroso in versione papà con capitan Andrea Vanetti che lo sarà a breve

Gli applausi, e i sogni, non mancano mai per i Mastini, come e più di sempre radicati nel cuore della gente.

Nella presentazione dei gialloneri alla città, che quest'anno si è tenuta nella Sala Napoleonica di Ville Ponti grazie alla Camera di Commercio davanti al segretario generale dell'ente Anna Deligios, al sindaco Davide Galimberti e a molti tifosi, si è guardato al presente ma anche al futuro grazie all'accordo di farm team con il Milano Prospect. Chiamati uno per uno, i giocatori hanno potuto toccare con mano per l'ennesima volta quello che capitan Vanetti considera l'elemento fondamentale di qualunque stagione (l'entusiasmo, oltre allo spogliatoio) e il significato della parola famiglia. Applausometro al top per il capitano e per papà Piroso, ma anche coach Dave Rich («Non guarderò il nome dei marcatori sul tabellino a fine partita, ma solo se il Varese avrà vinto») è piaciuto parecchio. 

«C'è il figlio di Marcello Borghi, Ottavio, c'è quella di Piroso, Sofia, oggi in braccio al papà, e arriverà entro fine anno Olimpia, la figlia di capitan Vanetti: la famiglia dei Mastini è qui davanti a noi, cresce, diventa grande» ha detto il presidente Carlo Bino indicando la prima fila della platea con tre giocatori simbolo, accanto a Michael Mazzacane (triplo applauso per lui: doc, giocatore e... traduttore) e al nuovo allenatore dei Mastini. Finché ci saranno loro, e i valori che rappresentano, non avremo paura

«Buona stagione a tutti, soprattutto ai nostri tifosi che sono tantissimi e sempre presenti. Vogliamo che sia una bell'annata e vogliamo tenere alto il nome di Varese» ha chiuso Bino, ma in realtà è giusto metterlo all'inizio dell'articolo.

Il capitano: «Facciamo qualcosa tutti assieme per i Mastini»

«L'ultimo è stato l'anno più difficile della mia vita - le parole, come sempre dritte al cuore delle cose, di capitan Vanetti - per la mancanza dell'hockey e per aver visto da fuori soffrire la squadra nei momenti difficili. Essere lì e non poter fare niente, come nella partita in Coppa a Santa Giulia che tutti aspettavamo, è la cosa peggiore e mi ha fatto male. Tornare è come vivere una seconda giovinezza. al primo allenamento mi è sembrato di aver rimesso i pattini per la prima volta. L'entusiasmo è la cosa che a Varese ha sempre fatto la differenza e siamo partiti con il piede giusto, dall'unione dello spogliatoio e dalla passione. Tutto è sempre nato lì dentro, dove vedo forte il concetto di gruppo». 

Essere lì e fare qualcosa può essere l'indicazione per tutti, tifosi compresi.

Bino: «Trasmettiamo quello che siamo. Nessuno ci ha regalato nulla. E la seconda pista...»

«Vogliamo imparare dalle sconfitte  - ha detto il presidente Carlo Bino - Abbiamo provato a costruire un gruppo basato sulla fiducia dei giocatori, degli sponsor e del pubblico. Ci sono elementi importanti che hanno voluto venire a Varese perché evidentemente trasmettiamo quello che siamo. Chi viene non vuole più andare via perché si trova bene. Abbiamo un popolo giallonero che ci segue: Varese è prima per pubblico in IHL, noi siamo felici e orgogliosi di loro e del nostro stadio che è diverso da tutti gli altri. Si può sempre avere di più, come la seconda pista che sarebbe decisiva per avvicinare più praticanti non solo all'hockey, ma si può anche apprezzare ciò che abbiamo. Chi è al posto giusto e può agire, comunque, sa che quella pista è necessaria».

Da dove ripartono Bino e i Mastini? Da dove è cominciato tutto: «Sembra ieri di essere partiti quattro anni fa al Palace. Abbiamo sempre provato a mettere sul ghiaccio la squadra migliore, abbiamo creato una rete di aziende importanti del territorio, abbiamo fatto innamorare persone all'hockey e collaborato bene con il settore giovanile guidato da Andrea Longhi. A volte potremmo chiederci "perché lo facciamo": la risposta è che lo facciamo, finché potremo farlo, per l'amore nei confronti di questa città. Ma, di sicuro, nessuno ci ha regalato nulla di ciò che ci siamo conquistati».

Malfatti e la squadra: «Orgogliosi di avere dato le chiavi a Matonti»

Il ds Matteo Malfatti ha parlato di squadra, giocatori e non solo. Partendo dal portiere: «Dagli errori si impara e si cerca sempre di capire dove si poteva far meglio. L'anno scorso alcuni giocatori potevano dare molto di più, a partire dal portiere (Pisarenko), anche se in Italia è difficile avere in quel ruolo sia esperienza sia livello tecnico. Siamo felici di aver dato per la prima volta le chiavi della porta a Filippo Matonti perché dimostri tutto il suo valore. Abbiamo fatto scelte su giovani italiani forti e giocatori che hanno fatto bene come Lenta, De Toni, che comunque è ancora giovane, De Nardin...».

Il mix, l'identità e il coach: «Abbiamo due nuovi acquisti come Vanetti e Piroso che ci sono mancati tremendamente lo scorso anno e che sono peini di voglia. Tutto parte anche dalla scelta del coach. Dave Rich ha fatto benissimo a Pergine e da quegli anni abbiamo capito che è un tecnico da Varese: si vede dal primo impatto che sarà il nostro punto di forza. È molto bravo a gestire il gruppo in modo serio e a creare la giusta empatia con i ragazzi. L'anno in cui abbiamo vinto è accaduto grazie a un gruppo super affiatato e speciale. L'obiettivo è la squadra, non i singoli. Volevamo ricreare un gruppo di un certo tipo e qui c'è gente brava ma anche con la personalità giusta. L'amalgama e la capacità di lottare uno per l'altro saranno le armi di questi Mastini».

Il mercato. «È aperto fino al 15 gennaio, ci sono tante dinamiche di cui tener conto. Sappiamo di dove o poter intervenire, ma ad oggi ci piace pensare che non per forza si deve cercare qualcosa di meglio rispetto a chi c'è».

Coach Rich: «Non contano i nomi né il tabellino»

«Da quando allenavo a Pergine ricordo quanto calore e attaccamento ci fossero attorno al Varese da parte della città e del publico. Credo tantissimo nel gruppo: tutti devono sentirsi sulla stessa barca. Parlare con i giocatori è una cosa che ho sempre fatto, l'amalgama giovani-vecchi è fondamentale così come il lato umano. Punto su un gioco veloce e intelligente, in cui la difesa è importante. Magari cambierà un po' il sistema di power play, ma la cosa più importante è il fattore squadra. Non mi interessa chi alla fine andrà sul tabellino, ma che Varese porti a casa i tre punti».

Camera di Commercio e il sindaco: «La città è con voi»

«Siamo noi che ringraziamo di essere qui anche a nome del presidente Mauro Vitiello - ha detto Anna Deligios, segretaria generale della Camera di commercio di Varese - è una tradizione ospitarvi e lo facciamo in un luogo prestigioso e in uno spazio altrettanto prestigioso. Condividiamo con i Mastini - che meriterebbero anche un'altra pista - passione, legame con il territorio e la capacità di avvicinare i giovani allo sport. In bocca al lupo, gialloneri».

«È una stagione post Olimpiadi che ha lasciato emozioni e possibilità al movimento del ghiaccio e anche alla nostra città - dice il sindaco Davide Galimberti - La passione attorno alla squadra e agli sport invernali continua a crescere, anche perché all'interno della struttura di via Albani si respira un'aria bellissima. Che sia una stagione entusiasmante per tutti voi».

Farm team con il Milano. Obiettivo: «Creare un bacino d'utenza di atleti lombardi»

Si è parlato anche dell'accordo di farm team con il Milano Prospect. «Vorremmo fare in modo che un ragazzo che parte da un settore giovanile lombardo possa trovar3 posto in squadre di un livello che ora gli è precluso» le parole del ds Malfatti.

Ospiti della presentazione sono stati Gabriele Fumagalli e Paolo Florean, dirigenti del Milano Prospect, che hanno illustrato il progetto varesino-milanese.

«Nasciamo dai Devils e ci trasformiamo in Prospect nell'ambito di una collaborazione con il Milano di Ice Hockey League perché ci sia una visione e un progetto più ampio, a tutto tondo  - dice il vicepresidente Florean - Già la stagione scorsa collaboravamo con il presidente del settore giovanile Longhi, come accadrà  anche quest'anno, e ora anche con la prima squadra per poter far giocare i nostri ragazzi in IHL in un ambito di crescita complessiva. Obiettivoi: poter arrivare a essere anche il farm team della squadra di Ice e creare un movimento di hockey lombardo per dare a questa regione più forza quando si confronta con le realtà del nord est».

«Formare atleti pronti per le categorie senior è il nostro obiettivo - aggiunge Gabriele - allargando il bacino di utenza della Lombardia».

Capitolo sponsor gialloneri: «Qualcuno entra, qualcuno esce ma ci sono orgoglio e partecipazione - le parole di Bino - Quattro anni fa eravamo al Palace per costruire un progetto che oggi, dopo il lavoro fatto in questi anni, cresce ancora grazie alla partnership con Milano, dopo che per tanti stagioni abbiamo tenuto alta da soli la bandiera dell'hockey lombardo. Anche se Varese è e sarà la nostra città».

Appuntamento a questa sera, stesso posto stessa passione: alle 18.30 terza amichevole con il Milano Prospect in via Albani.
 

Redazione


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